sabato 5 settembre 2015

La classe operaia (e non solo) va in castigo

Un articolo del Guardian (in inglese) esamina cosa è successo quando sono state rivelate le (pessime) condizioni lavorative che esistono presso Amazon, gigante della New Economy (nonché della globalizzazione).
Una cultura del lavoro competitiva e spietata, che sembra prevedere solo una passata sotto il
bulldozer per concetti quali il rispetto della dignità del lavoratore e i diritti a condizioni lavorative accettabili.
Dal momento che il mondo economico è rimasto inerte di fronte a qualsiasi appello al boicottaggio, sembra che la reazione del management, sostanzialmente una lettera in cui si dice che le cose non stanno davvero così, sia stata sufficiente a sopire qualsiasi contestazione. Insomma, dopo la denuncia cosa è successo? poco. Ma perché?

L’articolo dà diverse giustificazioni per questa indifferenza, compresa una che magari non è molto comprensibile per noi italiani: ovvero che in molte aziende USA il dipendente è incoraggiato a pensare in grande (sperare in chissà quale carriera) e ovviamente poiché non tutti ce la fanno a ottenere quello che sperano, è chiaro che molti siano arrabbiati.
Insomma trattare ruvidamente il lavoratore per il mondo economico non è un problema, finché non vi è una grossolana violazione dei diritti, di quelle che rischiano di creare un pericolo per i profitti dell’azienda (ovvero grosse cause, class action e simili che costringano a sborsare indennizzi clamorosi, un’evenienza che nell’Italia dei diritti dei lavoratori non succede mai, ma nella crudele America capitalista qualche volta si verifica).

giovedì 3 settembre 2015

Unfriended

Un altro film, come The Gallows, di cui ho parlato qualche giorno fa, che ha fatto un buon incasso pur essendo costato pochissimo. Unfriended è decisamente minimale, al punto che praticamente tutto quello che avviene avviene sullo schermo del computer o viene visto attraverso di esso (facebook, il web, la videoconferenza, youtube, ecc...), anzi penso che questo film sarebbe del tutto incomprensibile a uno dei non pochi che non utilizzano mai internet. Anche qui, i protagonisti sono ragazzi americani, apparentemente tutti dei bravi ragazzi.

Dei protagonisti non so niente, la ragazza che vediamo di più (in verità vediamo le sue azioni sul monitor e il suo volto sul monitor stesso nella finestra della chat) è Shelley Henning,  attrice e reginetta di bellezza, in effetti fa la parte di una ragazza (Blaire) apparentemente molto più giovane. Un'altra delle protagoniste, Jess, è interpretata da un'attrice con una carriera decisamente corposa, Renee Olstead, sebbene debbba ammettere che mi è del tutto sconosciuta. Alla regia un ignoto georgiano di etnia russa (Levan Gabriadze); l'unico personaggio a me noto è uno dei produttori (Timur Bekmambetov, che diresse i Guardiani della Notte). Stabilito che non ci sono performance prodigiose, direi che il film si fa notare per la tematica (il bullismo, ma non solo) e per la particolarità tecnica (tutto avviene in rete, praticamente). C'è da dire un'altra cosa: la storia sa prendere ma per essere un horror, non fa paura. Mi direte che di solito gli horror non ne fanno. È vero, diciamo che questo ne fa anche meno del solito.

giovedì 27 agosto 2015

Scorci dell'Apocalisse

E torniamo a caccia di zombie (o a essere cacciati dagli zombie). Solo che qui i "morti viventi" in realtà sono gli infetti, quelli colpiti dal prione di Lee-Chang, nell'universo condiviso del Survival Blog. Il libro è Scorci dell'Apocalisse, in formato digitale. Autore Gianluca Santini, che sceglie di raccontare in storie brevi e separate alcuni episodi dell'apocalisse gialla.

domenica 23 agosto 2015

The Gallows - L'Esecuzione

Il film è uscito da qualche giorno, la mia recensione è su Fantasy Magazine. The Gallows - L'Esecuzione è un horror del filone found footage che ormai sta diventando un classico (quando fingono che il film sia tratto così com'è dal materiale girato dalle vittime stesse). Lo consiglio, ma solo agli amanti dell'horror. Non  è fatto male per quanto in grande economia di mezzi, e almeno il finale ha un guizzo inaspettato (o almeno, è stato inaspettato per me).

sabato 22 agosto 2015

La fine del kindle (e compagnia bella)?

Segnalo questo articolo su La Stampa, dove si celebra il funerale anticipato degli ebook reader. Infatti calano le vendite, ma gli ebook vengono letti sempre di più. Come può essere? Ovviamente le persone li leggono servendosi di smartphone e tablet (anche se l'articolo afferma che i tablet sono scomodi da usare e quindi vengono usati gli smartphone: su che base lo affermano, non saprei). L'e-reader rischia perciò di diventare il dispositivo di troppo, che dà fastidio portare in giro, mettere in valigia, ecc... quando con un solo strumento si può fare tutto.

A dire il vero quello che io aspettavo ai tempi in cui queste tecnologie erano in via di sviluppo era proprio l'apparecchio ibrido che consentisse un doppio uso (schermo che potesse funzionare come un lcd retroilluminato e come e-ink, oppure apparecchio con due schermi). Qualche tentativo di mettere sul mercato strumenti simili c'era stato. Presumo che per un motivo o per l'altro questo tipo di prodotto si sia poi deciso di non diffonderlo e svilupparlo ulteriormente.  Ed è un peccato.

Credo comunque che il lettore forte continuerà a prediligere gli e-reader a meno che i produttori non facciano lo scherzo di farli "sparire" dal mercato viste le vendite sotto le aspettative. Un libro lo puoi anche leggere sullo smartphone, se ne leggi dieci però ti puoi rovinare la vista.


sabato 15 agosto 2015

Hiroshima & Nagasaki, 70 years ago

(in english only)


The debate is still going on, regarding the final act of World War Two: was the atomic bomb use "justified?" As a "global intelligence" website (stratfor.com) shows in a recent article* the debate is really about the moral character of the United States, more than the use of the Bomb itself. How the USA can be good if thousands of civilians were killed this way?