Come m'è capitato già di dire, non sono quello che si mette a fare discussioni con un recensore, quando vengono indicati alcuni supposti difetti del mio scrivere. La prima cosa da fare, direi, è invece di ringraziare chi ha voluto leggerti, magari pagando, magari no (visto che offro qualcosa di mio anche gratis, file che trovate qui). Salvo che nel caso in cui chi mi critica decida di oltrepassare i limiti della buona creanza o del codice penale, cosa che fortunatamente non è ancora successa, io non ho da lamentarmi. Comunque nel caso che ci sia chi voglia sapere come ho reagito alle critiche e quali indicazioni ne ho tratto, inizio questo discorso riguardante il libro Nove Guerrieri, che è l'unico su cui ci siano significativi giudizi, oggi come oggi (una piccola nota: chi ha scaricato Khaibit - Il Giorno del Giudizio potrebbe farsi sentire? Lo hanno commentato pochissimi).
lunedì 16 marzo 2015
giovedì 12 marzo 2015
Addio a Terry Pratchett
No, non era uno degli scrittori fantasy miei preferiti, il suo humour era troppo britannico per i miei gusti, però il mondo fantastico buffo e paradossale che aveva creato mi era assai piaciuto.
Se avrò il tempo magari tornerò ai suoi romanzi prima o poi. Lui di tempo non ne ha avuto tantissimo: Terry Pratchett è morto a 66 anni, e negli ultimi tempi doveva lottare con la malattia di Alzheimer per continuare a scrivere.
Se avrò il tempo magari tornerò ai suoi romanzi prima o poi. Lui di tempo non ne ha avuto tantissimo: Terry Pratchett è morto a 66 anni, e negli ultimi tempi doveva lottare con la malattia di Alzheimer per continuare a scrivere.
lunedì 9 marzo 2015
Donne e self publishing
Ha colto il mio occhio inquieto un articolo del Guardian dove si parla dello strano effetto dell'autopubblicazione sulle... scrittrici. A quanto pare il self publishing (che vuol dire ancora autopubblicazione, ma scritto nella lingua di posti dove la cosa funziona un po' meglio che da noi) ha creato un certo numero di autrici di successo, mentre nell'editoria tradizionale i maschi la fanno ancora da padrone.
Nei paesi anglosassoni la AP (abbreviazione che vuol dire ANCORA autopubblicazione e che userò per questo post) è una cosa seria: nel Regno Unito 18 milioni di acquisti nel 2013 con un forte aumento sull'anno precedente (contando solo il digitale a quanto pare da quelle parti si vendono 80 milioni di libri all'anno quindi l'AP è una frazione minoritaria ma non modesta).
Nei paesi anglosassoni la AP (abbreviazione che vuol dire ANCORA autopubblicazione e che userò per questo post) è una cosa seria: nel Regno Unito 18 milioni di acquisti nel 2013 con un forte aumento sull'anno precedente (contando solo il digitale a quanto pare da quelle parti si vendono 80 milioni di libri all'anno quindi l'AP è una frazione minoritaria ma non modesta).
giovedì 5 marzo 2015
La Rocca dei Silenzi
Era da un po' che cercavo l'occasione... e il tempo... per leggere questo libro, che credo sia l'ultimo pubblicato da Andrea d'Angelo (per carità, salvo errori e omissioni, che di compilare bibliografie non me ne intendo e faccio confusione anche per quanto riguarda me stesso, e sì che non c'è tantissimo da elencare). La Rocca dei Silenzi è un romanzo fantasy imperniato su una dura sfida "militare" e per questo non poteva che interessarmi, anche se insieme ai combattimenti con le armi hanno grande importanza gli incantesimi dei maghi, anzi dei "fruitori di magia" (nella terminologia del libro: di certo non suona bene) essenziali per la sopravvivenza dei "buoni" della storia. Sempre che di buoni e di cattivi si possa davvero parlare.
Una cosa che forse, anzi sicuramente, ho già scritto da qualche parte: per il mio gusto personale va benissimo che la magia sia importante in un fantasy, ma non mi piace molto, in genere, che sostituisca l'artiglieria o le mitragliatrici nelle battaglie, vorrei vederne fare un uso più sottile. Ma i miei gusti sono appunto solo miei, e non posso pretendere che tutti la pensino come me (e quando scrivo faccio allo stesso modo se la storia richiede...). Qui comunque la magia è fondamentale per più di un motivo...
Gli elementi chiave della storia sono, a parte un mondo gelido e montuoso in cui si svolge parte degli avvenimenti, una torre (la torre di Dòthrom, sede di una confraternita di potentissimi maghi) e una fortezza, Ammothàd, ovvero la Rocca dei Silenzi del titolo. La Torre è in un certo senso l'ordine costituito, con tutte le sue ambiguità. La Fortezza è un caposaldo del caos (ma è davvero così?) in quanto ospita una quantità di crudeli e orrende creature, micidiali per chi si avventura laggiù. Sono demoni, forse, ma non si conoscono le loro potenzialità. Ammothàd comunque è un male da eliminare, di conseguenza i maghi, pur divisi tra rivalità e antipatie, organizzano una spedizione convocando vari combattenti per risolvere la questione. Per eliminare un avversario così forte, però, bisognerà prima conoscerlo.
Una cosa che forse, anzi sicuramente, ho già scritto da qualche parte: per il mio gusto personale va benissimo che la magia sia importante in un fantasy, ma non mi piace molto, in genere, che sostituisca l'artiglieria o le mitragliatrici nelle battaglie, vorrei vederne fare un uso più sottile. Ma i miei gusti sono appunto solo miei, e non posso pretendere che tutti la pensino come me (e quando scrivo faccio allo stesso modo se la storia richiede...). Qui comunque la magia è fondamentale per più di un motivo...
Gli elementi chiave della storia sono, a parte un mondo gelido e montuoso in cui si svolge parte degli avvenimenti, una torre (la torre di Dòthrom, sede di una confraternita di potentissimi maghi) e una fortezza, Ammothàd, ovvero la Rocca dei Silenzi del titolo. La Torre è in un certo senso l'ordine costituito, con tutte le sue ambiguità. La Fortezza è un caposaldo del caos (ma è davvero così?) in quanto ospita una quantità di crudeli e orrende creature, micidiali per chi si avventura laggiù. Sono demoni, forse, ma non si conoscono le loro potenzialità. Ammothàd comunque è un male da eliminare, di conseguenza i maghi, pur divisi tra rivalità e antipatie, organizzano una spedizione convocando vari combattenti per risolvere la questione. Per eliminare un avversario così forte, però, bisognerà prima conoscerlo.
venerdì 27 febbraio 2015
Byzantium
Un film fantasy più che un horror. Belle atmosfere, comunque, e una bella fotografia. Byzantium è un film inglese-irlandese del 2013 che ci dona una storia di vampiri differente, sensibile, ben raccontata e con qualche tocco che sa suonare realistico, del tutto diversa dallo sfruttamento più commerciale del genere. Su queste premesse ho deciso di vederlo e non sono rimasto deluso anche se forse non è quello che avrei pensato. Senza necessariamente cantare al miracolo, ritengo che questo film sia decisamente interessante. Diretto da Neil Jordan (di cui io ricordo La Moglie del Soldato, un film di parecchio tempo fa, ma anche Intervista col Vampiro), il film si concentra su una coppia, madre e figlia, in fuga da tantissimo tempo: si tratta di Clara (Gemma Arterton, già una celebrità) ed Eleanor (Saoirse Ronan, giovane attrice irlandese). All'inizio assistiamo a un episodio che fa perdere a Clara la propria "copertura," e le due giovani donne devono fuggire in un'altra città. Comprendiamo a poco a poco il rapporto fra di loro (la differenza di età non è evidente), comprendiamo la necessità del sangue, e l'esistenza di qualcuno che le sta cercando. Il film procede con due storie separate, distanti circa duecento anni, una in epoca ottocentesca e una attuale. Avverto che anticiperò alcuni dettagli della trama.
mercoledì 25 febbraio 2015
La carta non muore mai?
Un articolo su un tema che ho già affrontato in passato, e su cui ho appunto una riconferma: i limiti degli ebook come esperienza di lettura. La frase "teen-ager e ventenni non hanno dubbi, preferiscono il vecchio tomo, piuttosto che le versioni in formato elettronico," la prenderei con le pinze e non parlerei di fascino della carta come fa l'articolista, per carità. Il punto che è messo invece in rilievo abbastanza bene è il limite che l'ebook ha quando si tratta di didattica.
La pagina con la sua forma e le annotazioni ai margini, i segnalibri infilati nelle pagine, la possibilità di sfogliare a rapido colpo d'occhio, sono tutte caratteristiche che danno a un testo (scolastico o universitario) una migliore fruibilità nel formato cartaceo, proprio per chi deve studiare, memorizzare, riflettere sul testo ecc...
Io non sono la persona più agile di questo mondo coi prodotti hi-tech, ma sono "alfabetizzato" e ho già notato nell'esperienza personale che l'unico genere di testo dove preferisco il digitale è la narrativa, o comunque i testi dove non c'è da fare riferimenti incrociati fra i capitoli, non servono mappe, foto, schemi e via dicendo.
Poi la narrativa è la grande maggioranza di ciò che leggo, ma se esco da questo campo preferisco sempre il cartaceo, sulla cui scomparsa non sono proprio disposto a scommettere.
La pagina con la sua forma e le annotazioni ai margini, i segnalibri infilati nelle pagine, la possibilità di sfogliare a rapido colpo d'occhio, sono tutte caratteristiche che danno a un testo (scolastico o universitario) una migliore fruibilità nel formato cartaceo, proprio per chi deve studiare, memorizzare, riflettere sul testo ecc...
Io non sono la persona più agile di questo mondo coi prodotti hi-tech, ma sono "alfabetizzato" e ho già notato nell'esperienza personale che l'unico genere di testo dove preferisco il digitale è la narrativa, o comunque i testi dove non c'è da fare riferimenti incrociati fra i capitoli, non servono mappe, foto, schemi e via dicendo.
Poi la narrativa è la grande maggioranza di ciò che leggo, ma se esco da questo campo preferisco sempre il cartaceo, sulla cui scomparsa non sono proprio disposto a scommettere.
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