martedì 25 giugno 2013

Addio a Matheson

Così, per caso, la notizia della scomparsa di questo importante scrittore viene a coincidere con la pubblicazione nel mio blog, fissata con un anticipo di settimane, della recensione del suo libro forse più importante. Il 2013 è veramente un anno triste.

Io Sono Leggenda (il libro)



Io Sono Leggenda è forse il più celebre libro moderno in cui viene ipotizzata una strage della razza umana su grandi proporzioni, e si segnala per un approccio piuttosto realistico ai problemi sperimentati dall’ultimo sopravvissuto nel suo tentativo di portare avanti una futile esistenza.
Questa opera di Matheson (un grande scrittore della vecchia scuola) è stata incredibilmente fortunata in quanto ha precorso sia, in qualche modo, le moderne storie di zombi e, sia delle trame catastrofiste con pandemie apocalittiche, due generi che per me sono fin troppo sfruttati ma che non sembrano voler smettere di avere successo.

Dalle avventure del protagonista Robert Neville è scaturita poi una serie di produzioni cinematografiche: quelle con i maggiori richiami al libro sono nell’ordine Io Sono Leggenda con Will Smith, di pochi anni fa, 1975: Occhi Bianchi sul Pianeta Terra (con Charlton Heston) degli anni ’70, e L’Ultimo Uomo della Terra con Vincent Price negli anni ’60, in quest’ultimo la località deserta e piena di cadaveri è nientemeno che Roma; di questi film ho già parlato qui. Anche il celebre film La Notte dei Morti Viventi di Romero, colonna portante del genere zombie, ha dei riferimenti a Matheson.

Sui motivi del successo del libro si potrebbe discutere a lungo, per me valgono le considerazioni, sia pur scontate, sull’ansietà dell’uomo moderno che ha bisogno di proiettare da qualche parte i suoi terrori per sfuggire all’impressione che l’esistenza a livello individuale e collettivo sia sfuggita dal suo controllo. Non è da trascurare il fatto che il libro è degli anni ’50 ovvero del periodo in cui, per la prima volta da sempre, tutti erano al corrente della possibilità che le potenze dotate di armi atomiche scatenassero una guerra apocalittica. Non ho elementi per dire che questo possa aver influenzato la penna di Matheson, tuttavia potrebbe aver creato il clima per il suo successo.

mercoledì 19 giugno 2013

Il Prezzo della Disuguaglianza

Dell'economia, la "scienza triste," quasi tutti se ne fregano, ed è motivo per cui chi ha interesse a fregare tutti ha una grande facilità a farlo. Ne parla Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'Economia nel 2011, quindi uno che, se prende punti di vista progressisti, non lo fa semplicemente urlando qualche slogan o per presa di posizione.

Stiglitz si preoccupa di dimostrare come sia effettivamente vera la questione della società divisa in un 1% che ha tutto e in un 99% che non ha quasi niente. Intendiamoci, per molti aspetti questo Il Prezzo della Disuguaglianza non sarà una grande rivelazione per il lettore europeo un minimo informato sui fatti, che sbadiglierà pensando di sapere queste cose da un pezzo, sia che si tratti di un lettore di sinistra (che sarà per
la massima parte d'accordo) sia di destra. E' notevole però che, grazie a un'informazione manipolata e a una propria ignoranza di fondo, lo statunitense medio cominci solo ora a comprendere di essere in un sistema che non gli dà quelle grandi possibilità di cui si è sempre parlato riguardo all'America, e nemmeno delle grandi tutele. Di fatto, le "grandi opportunità" e la mobilità sociale sono diventate un sogno, addirittura si sta meglio in certe parti d'Europa, almeno finché il welfare non sarà smantellato anche lì (in Italia ci stiamo attrezzando).


venerdì 14 giugno 2013

I contenuti morali dei libri e dei film

Questo post trae lo spunto da una discussione avuta in rete ma non vuole essere una polemica contro nessuno. Lo questione è:

La narrativa deve o non deve avere una dimensione morale?

Risposta mia istintiva: "Boh? Morale? Che noia! No, non deve!"
Forse non è però sempre così.

Per quanto riguarda il fantasy ho sempre pensato (contrariamente a molti italiani che ne scrivono) che non debba esistere nessun obbligo a introdurvi dei significati culturali o morali elevati. E allargo la mia opinione tranquillamente a qualsiasi genere e anche alla narrativa mainstream: creare semplice intrattenimento senza alcuna pretesa di infilarci un discorso o una morale è una cosa giustissima e va perfettamente bene. Allargando il discorso ai film, per me la valutazione resta la stessa. Tra l'altro per via di certi interventi clericali (contro Harry Potter, il Signore degli Anelli, The Hobbit ecc...) sono sempre un po' allarmato quando uno comincia a dire che lo spettacolo debba sempre essere anche educativo. Sarebbe bello, invece, se le televisioni dovessero bilanciare i loro contenuti anziché correre dietro al minimo comune denominatore degli interessi del pubblico, ma qui sto divagando. Se si parla di una singola opera (libro o spettacolo per lo schermo) penso che non ci sia il dovere di farne qualcosa di educativo o morale.

Però ho sentito alcune valutazioni su certi capolavori odierni che vanno per la maggiore: un famoso filmone di vampiri e il più recente The Hunger Games. Io sono svantaggiato perché in entrambi i casi ho visto il film ma non ho letto il libro, comunque procediamo.

lunedì 10 giugno 2013

Il Sangue degli Elfi

Come ho scritto di recente, sono rimasto impressionato favorevolmente dal lavoro di Andrzej Sapkowski con le raccolte di racconti (Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino). Nel mentre che affrontavo questi lavori iniziavo anche la lettura del Sangue degli Elfi, primo romanzo di una serie che avrebbe raggiunto già cinque titoli (nella Wikipipedia in inglese c'è una breve bibliografia) di cui due tradotti in italiano (Il Sangue degli Elfi, appunto, e Il Tempo della Guerra).

La storia prende il via dall'invasione Nilgaardiana contro il regno di Cintra. La regina Calanthe, come si è già visto nei racconti, è stata sconfitta in una grande battaglia, assediata nel suo castello e alla fine costretta al suicidio per non essere catturata. Un crudele invasore devasta il territorio di Cintra, e questa volta non è una guera come le altre, in cui il contadino corre a nascondersi mentre passano le truppe e poi riprende la propria vita. E' arrivato un nemico che devasta tutto e uccide indiscriminatamente.

domenica 9 giugno 2013

Segnalazione

Sulla pirateria, sulla condivisione dei file, e su chi ci perde e chi ci guadagna, è disponibile (per fortuna in italiano) questa intervista a Scott Turow, autore di diversi bestseller.
Quando punta il dito sui colossi della rete, che ci guadagnano senza commettere loro il reato, mi sa che non ha tutti i torti.