martedì 4 giugno 2013

Segnalazione per gli anglofoni

Un bell'articolo riguardo alla carriera e alla vita di Jack Vance, il grande scrittore scomparso. E' in inglese.

http://www.nytimes.com/2009/07/19/magazine/19Vance-t.html?_r=3&

L'Ultima Battaglia

Un fumetto che ci porta ai tempi in cui l'antica Roma conquistava la Gallia. Autori Tito Faraci e Daniel Brereton (un italiano e uno statunitense) per una creazione che ha riscosso buon successo. L'Ultima Battaglia presenta personaggi che vivono scelte difficili: Caio Rodio, generale romano ritiratosi dall'esercito, si trova a dover fronteggiare un pericoloso comandante gallo, Cammio. Con Cammio vi è un profondo rapporto per via del passato di Rodio. Ma la richiesta viene da Cesare in persona e Rodio ritiene di non poter rifiutare, sebbene egli stesso come fautore della Repubblica sia un potenziale rivale di Cesare.

 Siamo al momento decisivo della campagna: la battaglia di Alesia. Il capo della rivolta dei Galli, Vercingetorige è assediato nella città da Cesare, che si attende il contrattacco dei rivoltosi in soccorso al loro leader. Per prepararsi all'eventualità, ha disposto una doppia circonvallazione, come i bravi studenti di storia e di latino forse ricorderanno. In pratica i legionari dovranno tenere un doppio anello, fatto di palizzate e fortini, per respingere la sortita degli assediati dall'interno e l'attacco dei guerrieri che verranno da fuori.

Un compito difficile che sarà forse impossibile se l'assalto dall'esterno verrà guidato da un comandante in gamba. Per questo Cammio va eliminato. Riuscirà Rodio con i suoi fedelissimi compagni a compiere l'impresa?


L'uso del colore in questo fumetto (pardon! graphic novel) è quello che mi ha maggiormente attratto. Magari avrei gradito maggior precisione nei disegni e soprattutto nella fisionomia dei volti. Ad ogni modo è una lettura che scorre via rapida e piacevole.

venerdì 31 maggio 2013

Il Cavaliere e il Fante di Spade

Di Fritz Leiber avevo parlato ben sei anni fa, commemorando il multiforme ingegno di questo artista, che ci ha lasciato nel 1992 (il personaggio merita ma non starò qui a riportare fatti che potete facilmente trovare su risorse tipo Wikipedia ecc...). Per quanto riguarda il fantasy la sua opera più interessante restano le raccolte di racconti e romanzi brevi sulle avventure di due eroi molto diversi fra loro, Fafhrd e il Grey Mouser, gigante il primo, piccoletto il secondo. Iniziate negli anni '30, le avventure picaresche dei due personaggi, sullo sfondo di un mondo corrotto e decadente ma anche teatro di incredibili portenti, si sono mosse dal drammatico al rocambolesco al comico fino a sfociare nel surreale, e in qualche punta di erotismo.

mercoledì 29 maggio 2013

E' morto Jack Vance

Un altro grande maestro che se ne va, uno dei più grandi autori del fantastico. Anche se i lettori di oggi corrono dietro a materiale di ben minore spessore e arte, e lo fanno senza rimpianti, Jack Vance rimane una pietra miliare per chi sappia guardare al di là delle mode del momento.

lunedì 27 maggio 2013

Il Fantasy di Sapkowski

Uno scrittore non anglosassone che raggiunga la notorietà internazionale nel fantastico non è frequentissimo anche se esempi non ne mancano: uno ormai appartenente al passato ma che fu assai famoso è il tedesco Michael Ende con la sua Storia Infinita, uno un po' più recente è il russo Sergej Luk'janenko coi  Guardiani della Notte. Andrzej Sapkowski, polacco, sulla cresta dell'onda da alcuni anni, ha anche avuto la fortuna di un videogame che si ispira ai suoi racconti.

A dire il vero io l'ho guardato con una certa diffidenza e iniziare a leggerlo me l'ha fatta aumentare, inizialmente. Da una parte fortunatamente Sapkowski non è un "tolkieniano," ovvero non ripropone le solite storie del gruppetto di eroi contro il male assoluto, però il contorno di nani ed elfi c'è, e anche tutto il bestiario da manuale di D&D. Fortunatamente ho scoperto anche una sua originalità nel maneggiare certi elementi che potrebbero sembrare ritriti e soprattutto uno stile che mi ha fatto ricordare i bei tempi degli autori con cui mi ero avvicinato al genere.

Il protagonista è molto particolare: Geralt di Rivia è uno "strigo," ovvero un mutante creato apposta per il ruolo di cacciatore di mostri (varie creature magiche e non che minacciano la tranquilla vita dei campagnoli e delle città). Fisicamente e mentalmente modificato per questo compito, lo strigo è privo di sentimenti (in realtà li ha eccome ma è tutto sovrastato da un certo senso pratico e dalla sua etica) e non è considerato un essere umano dalla gente. Poiché ha i capelli bianchi e deve prendere delle particolari droghe per aumentare le proprie abilità di combattente, qualcuno ci ha visto una citazione un po' troppo ravvicinata di Elric di Melniboné, l'eroe albino di Moorcock, ma Geralt è un personaggio estremamente diverso e soprattutto è all'altro estremo della scala sociale.

Amico di Geralt è Ranuncolo, un bardo piuttosto godereccio che talvolta si mette nei guai. E nonostante sia un mutante Geralt ha i suoi interessi amorosi, soprattutto verso la maga Yennefer.

La comunità umana è fatta di nobili, sacerdoti, contadini in stile classicamente medievale, con l'aggiunta di un certo numero di maghi dai grandi poteri. L'aspetto da "medioevo fantasy del videogame" è un po' il limite dell'ambientazione di Sapkowski, tuttavia si colgono particolari interessanti che sono solo suoi: ad esempio il fatto che gli elfi di questo mondo abbiano subito un po' il destino degli indiani d'America, sono stati scacciati dalle loro terre, costretti nelle montagne e nel profondo delle lande più inospitali.

Mentre gli umani occupano le loro città con i pochi di loro e coi mezzosangue che hanno deciso di integrarsi nel nuovo ordine del mondo, gli elfi scoprono che tutto è a poco a poco cambiato e la natura non è più benigna, ciò che una volta era offerto spontaneamente per sostenerli ora va sudato lavorando il suolo, perciò gli elfi si consumano nella fame e nelle fatiche, oltre che in inutili contrattacchi contro gli uomini.

Tematiche serie come il razzismo e le ingiustizie fanno spesso capolino tra i momenti avventurosi e ridanciani dei racconti, e c'è anche una buona dose di violenza più qualche momento piccante, ma non nella maniera stucchevole di altri scrittori (mi scappa qui il nome di George Martin). Soprattutto, il fantasy di Sapkowski sa ritrovare nei momenti migliori il fascino del più classico sword and sorcery, e passa sulle sue tematiche con la leggerezza e l'ironia che era cara a scrittori come Vance e Leiber.

Pertanto ho trovato estremamente gradevoli da leggere le due raccolte di racconti pubblicate dalla Nord, Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino.
Mi sento assolutamente di consigliarli.


Nota finale: una mappa del mondo creato da Sapkowski non credo sia mai uscita coi suoi libri però il videogioco ne riporta una che è reperibile anche in rete.

sabato 25 maggio 2013

Segnalazione

Solo per gli anglofoni purtroppo, un interessante articolo sulla magia in Tolkien: come la immaginava l'autore, da dove proviene, come funziona.
Buona lettura.