mercoledì 22 maggio 2013

Di nuovo sui blog e la legge

Proprio in Italia la libertà di espressione non piace. Dopo le sentenze che in pratica rendono complice un blogger o il proprietario di un forum con chi inserisca un commento offensivo (vedi recente post su questo blog), abbiamo un progetto di legge (o meglio la riforma di una legge) dove viene data una definizione estremamente vaga dei supporti a cui si possa applicare: un "prodotto editoriale" potrebbe essere qualsiasi cosa fatta per essere vista dal pubblico.

Le pene detentive vengono tolte ma le multe sono salate (tra 5 e 10 mila euro), e ci sarebbe obbligo di rettifica entro 48 ore dalla richiesta. Se passa, la proposta Pisicchio ha tutte le caratteristiche di una legge ammazza blog.

La proposta
Articolo su La Stampa

American Gods

C'è un tipo di letteratura statunitense (attenzione: non americana) che crea miti più o meno di cartapesta a disposizione di chi voglia farsene ispirare. Lunghe strade polverose e motel. Gente che ottiene l'illuminazione zen facendo viaggi in autostop da costa a costa. Paesini di mille anime persi nel nulla. Personaggi equivoci incontrati "on the road." Alcune di queste mitizzazioni hanno anche un motivo di esistere, come la Route 66 che vide un sacco di gente spostarsi verso ovest in epoca di grande crisi, altre fanno parte di quella gran collezione di miti di plastica che ci viene offerta dagli Stati Uniti in pompa magna e con gran retorica.
American Gods è uno stranissimo incrocio tra questo tipo di mitologia e la mitologia dei popoli europei e mediterranei, giustificato da Neil Gaiman col fatto che, con l'attraversare l'oceano, le persone hanno portato i propri dèi con sé e gli hanno dato sul nuovo continente una vita differente da quella che avevano, diciamo, in patria. Non si può dire molto su questo libro senza anticipare la trama perciò siete avvertiti.

Si tratta di divinità malinconiche e scalcagnate perché ormai quasi completamente prive di poteri, nessuno crede più in loro, la gente le ha "esportate" e fatte nascere sul continente americano ma poi le ha dimenticate, passando a nuovi dèi e nuovi miti: la macchina, le carte di credito, i mass media, il denaro e via dicendo. Queste nuove divinità sono ricche e opulente, le vecchie vivono di espedienti o di stenti.
Tra le due categorie sta, sembra, per arrivare una catastrofica resa dei conti. Il protagonista, un tizio che tutti chiamano Shadow e che è il personaggio classico da romanzo hardboiled, con tanto di trascorsi nelle patrie galere ma in realtà dotato di una sua integrità, viene cercato da un tizio che scopriremo essere una di queste divinità, e che vuole prenderlo al proprio servizio. Shadow non ne vuole sapere perché ha una moglie e un lavoro che lo aspettano, ma quando arriva a casa scopre che le cose stanno molto diversamente e si imbarca col misterioso personaggio in una lunga serie di avventure che gli permetteranno di scoprire anche qualcosa su se stesso.

Colpo di scena sul finale, neanche malaccio secondo me, e alcuni momenti belli in un libro che fondamentalmente si fa leggere. E poi Gaiman sa il mestiere. Ma questo non è il suo libro meglio riuscito e a peggiorare le cose viene il fatto che è, purtroppo, anche molto lungo. Vedete voi.

giovedì 16 maggio 2013

Dobbiamo chiudere i blog? Ditelo!

Ho letto la sentenza Rando perché un blogger ne ha pubblicato il testo.
Non entro nel merito sul fatto specifico, tuttavia c'è un passaggio, quello che sostanzia in definitiva la condanna, che trovo interessante. il giudice non ha equiparato il sito (nel caso in questione si tratta di un forum, ma lo stesso potrebbe accadere per un blog e per qualsiasi altra forma) a una testata giornalistica, ma lo ha ritenuto comunque un mezzo di pubblicità, un luogo dove si amplifica un messaggio, un dibattito ecc...

Secondo il giudice l'amministratore è responsabile per tutto quello che lui stesso inserisce nel sito ma anche per quello che altri vi inseriscono (i commentatori). Che ci siano o non ci siano filtri, si suppone che l'amministratore abbia approvato i commenti che appaiono.

Chi ha inserito un commento ingiurioso può essere ritenuto (se lo si individua, il che non è avvenuto nel fatto in questione) uno che concorre nel reato, ma non il singolo colpevole del reato.
Ne deduco che se io pubblico un articolo e nei commenti salta fuori un bell'insulto contro qualcuno, non ne risponde solo il commentatore, ne rispondiamo insieme, e se il commentatore non lo si vuole o non lo si può rintracciare alla fine la colpa ricade su di me. Capito?

A questo punto cosa dovrei fare? Ripercorrere anni di vita del blog e vedere cosa hanno scritto i commentatori? Devo saper valutare cosa mi può portare in tribunale e cosa no? Avvalermi quindi della consulenza di un legale?

E inoltre diventa obbligatorio a questo punto moderare TUTTI i commenti (io attualmente modero quelli sui post vecchi oltre 15 giorni e in questo modo, per fortuna, la maggior parte dello spam non compare nemmeno).
Se un tizio va in un internet café dove non gli chiedono i documenti (ve lo posso assicurare, non me li hanno mai chiesti) mette un commento ingiurioso conto qualcuno su un blog che gli sta antipatico e poi salva o fa salvare la schermata, il blogger è nei guai anche se il proprietario cancellasse il commento ingiurioso dopo mezza giornata. Questa sentenza in pratica impone la moderazione obbligatoria di tutti i commenti.

Io penso che in questa sentenza ci sia qualcosa che non va.

lunedì 13 maggio 2013

La Fonte e la Sonda

François Bourgeon lo conosco dalla serie I Passeggeri del Vento, dove una storia abbastanza semplice ma interessante (almeno inizialmente) mi ha permesso di godermi i suoi eccezionali tratti.
Il Ciclo di Cyann è un'opera successiva (anni '90, arrivata in Italia tempo dopo...) e dal primo volume (La Fonte e La Sonda) ho avuto l'impressione di un deciso salto di qualità. Bourgeon si serve della collaborazione di Claude Lacroix: la sceneggiatura la scrivono insieme, ma Lacroix coadiuva anche creando molti elementi grafici dell'ambientazione, dando forma all'immaginario in cui si muove la storia assieme al coautore Bourgeon.

La storia è complessa e matura, anche un po' disorientante poiché il lettore vi è catapultato senza molte spiegazioni iniziali. Siamo in un universo in crisi, che ha conosciuto un conflitto grave dove un impero è stato respinto, ma a caro prezzo, dai Mondi Indipendenti. In uno di questi mondi (la Sonda del titolo, che si scrive poi SOnda nel fumetto, in effetti) abbiamo una situazione complicata, un contrasto di poteri politici e religiosi che si intrecciano in un equilibrio difficile. Peggio ancora, la povertà e una misteriosa epidemia che uccide i maschi stanno minando l'ordine sociale. Una famiglia influente e orgogliosa, quella del vecchio Lazuli Olsimar, ritiene proprio dovere cercare di fare qualcosa per ristabilire la situazione. L'orgoglioso Olsimar decide di preparare una spedizione per un pianeta con cui si sono persi i contatti fin dai tempi della guerra, decenni prima, allo scopo di trovare i necessari aiuti; ma suscita l'invidia di tutti quando decide che sia Cyann, la propria figlia ed erede, a portare avanti l'impresa. In un momento assai delicato in cui molti spingono verso la ribellione e il ruolo delle elite viene messo in discussione, Cyann purtroppo crea un continuo scandalo e si mette in cattiva luce per il carattere ribelle, egoista, a volte cinico e tirannico, che mette in cattiva luce la conduzione della spedizione.
Vi sono anche altre difficoltà e degli avversari imprevisti...

Il tratto di Bourgeon e i concetti grafici di questo primo volume sono affascinanti, una sintesi di elementi a volte abbastanza riconoscibili ma che dà un risultato a un tempo stesso familiare e alieno: nell'architettura, nei paesaggi e nell'abbigliamento (succinto) dei personaggi. Linee pulite alla francese ed elementi barocchi, una fantascienza con tante bizzarre piante e qualche elemento liberty nelle strutture, una serie di particolari e di idee tutte da scoprire.
Il primo volume è comunque solo la partenza di una storia molto vasta. Se vi regge il protafogli (non costa pochissimo) cercate di seguirla.


venerdì 10 maggio 2013

La zampata della censura

Sarò breve visto che mi ritrovo azzoppato e posso stare pochi minuti in posizione eretta (o seduta).
L'Associazione dei telespettatori cattolici ha lanciato i suoi strali contro RAI4 per la decisione di mandare in onda il Trono di Spade, la brutta serie TV tratta dai brutti romanzi di George Martin (parere personalissimo mio).
La AIART reputa volgare e pornografico il programma (vedi le motivazioni più in esteso qui). Il sottoscritto, che non ama Game of Thrones, non ama particolarmente le associazioni legate ai valori cattolici e non ama la RAI, aveva già scritto come la pensa sugli spettacoli violenti o comunque controversi, e sulla loro influenza sulle persone.


Secondo il mio punto di vista, per quanto la AIART non abbia neppure tutti i torti sullo spettacolo televisivo tratto dai romanzi di Martin, o si fa un discorso generale su quello che non si deve vedere in TV (non parlo solo del nudo o della violenza ma anche del cattivo gusto e dell'idiozia, roba che oggi coinvolge praticamente l'intero palinsesto) o è inutile attaccare un programma che non è peggio di tanti altri.

Chissà come mai che si tratti di Harry Potter, dei Vampirotti ridicoli di oggi, o perfino del profondissimo Signore degli Anelli, c'è sempre qualche cattolico che va all'attacco del fantastico. Ma che noia, ragazzi.


martedì 7 maggio 2013

Comunicazione di servizio

Causa infortunio del blogger, queste pagine non saranno aggiornate per due settimane.


Saluti.