
Ho visto la versione estesa in DVD di Red Cliff, un film (prodotto e diretto da John Woo) che non ha molto a vedere con il fantastico (è basato su un fatto storico). Una mega produzione, con un certo uso di effetti speciali unito alla disponibilità di comparse in abbondanza, cosa che non capita spesso di questi tempi (in un film occidentale). Ci sono un po' tutti i pregi e i difetti della cinematografia cinese (e direi orientale in genere): coreografie eleganti e bei costumi, bei paesaggi e anche buona recitazione, ma gusti molto diversi dai nostri. Le scene di battaglia sfidano la logica. Spesso sono eleganti o drammatiche ma mostrano cose che non potrebbero mai accadere. Tra le più ridicole, una carica di cavalleria incanalata e intrappolata in una specie di labirinto di soldati che fanno muraglie di scudi. Un completo controsenso invece una formazione di fanteria che forma una testuggine di scudi da cui spuntano le lance: la fanteria avversaria attacca questa formazione ed è sterminata con una facilità poco credibile, allora i generali mandano una carica di cavalleria, come se fosse proprio quello che ci vuole! E infatti la cavalleria vince, mentre invece è una realtà tra le più banali della guerra prima delle armi da fuoco che una formazione di fanteria, compatta e irta di lance in tutte le direzioni, sia impervia proprio alle cariche a cavallo.
A parte le sottigliezze militari (potete ben immaginare la quantità di sotterfugi geniali che si trovano in film di questo tipo) mi annoiano parecchio le scene da ammazzasette, quando questo o quell'eroe si pavoneggiano prendendo a mazzate interi reparti nemici, scene purtroppo che abbondano in Red Cliff.
Un po' seccanti anche certe tirate filosofiche, ma con l'attenuante che ci sono dei bravi attori e della buona recitazione.
Manca, grazie al cielo, la classica macchietta che serve a far ridere gli spettatori asiatici (tra goffaggini e scene alla Alvaro Vitali). C'è invece una figura un po' ridicola ma in fin dei conti drammatica (SPOILER) di un sempliciotto che sta dalla parte sbagliata e aiuterà una spia senza saperlo: la spia è una nobildonna travestita da uomo, mandata dai "buoni" a raccogliere informazioni: il nostro soldato ingenuo non capisce che è una donna e fa amicizia con lei senza sospettare nulla: le salva la vita quando è scoperta, salvo incontrarla più tardi sul campo di battaglia.
Come dicevo non è un film fantasy. Tuttavia l'atmosfera esotica che trasuda da questa pellicola non può che attirare l'appassionato del fantastico. Consiglio una visione molto calma, magari in due o tre sedute, perché il film è assai lungo.

Ho invece pescato un fumetto dal bel mezzo di una serie perché mi interessa l'argomento: si tratta di La Noche Triste della serie Quetzalcoatl, autore Jean-Yves Mitton. La storia (un po' romanzata) riguarda le avventure di Cortez, conquistatore spagnolo, e della Malinche, la donna che gli fece da interprete e da aiutante nel rapportarsi con i popoli locali, e che almeno in parte lo guidò nello sfruttare le loro aspettative e le loro divisioni.
La storia della conquista delle Americhe è un incontro di mondi incredibilmente diversi, un dramma tristissimo ma che accende l'immaginazione. In questo senso è di sicuro interesse per chi ama il fantastico e per i creatori di mondi immaginari.
Cortez era un uomo pragmatico e spietato, pieno di irruenza e coraggio, e i suoi soldati generalmente non gli erano da meno. Sfruttando la leggenda di un dio che doveva tornare a manifestarsi, Quetzalcoatl il Serpente Piumato, trovò gli alleati che gli permisero di sfidare una città stato al centro di un impero: Tenochtitlan, capitale degli Aztechi. Portò avanti la missione pur essendo stato sconfessato dalle autorità, riuscendo a mettere il mondo di fronte al fatto compiuto. La Malinche, oltre a guidare Cortez e permettergli di dialogare con i nativi era anche sua amante e fu madre di suo figlio, il primo mestizo (mezzosangue). Amata come madre del Messico, odiata come traditrice, è simbolo di un mondo nato nel sangue e che rimane diviso tra due identità.
Ma la conquista del Messico non fu così semplice: la Noche Triste è il nome dato a uno scontro che fu per gli Spagnoli una sonora batosta. Ma la crudeltà degli Aztechi era tale che i popoli passati a Cortez non potevano sperare di trovare un facile accomodamento, perciò rimasero con lui e alla fine lo aiutarono a vincere.
Per tornare al fumetto: me lo sono goduto. Un tratto un po' convenzionale, ma ho la tentazione (se troverò il tempo) di leggere tutta la serie.
