Due cosa? Due i concorsi in cui riesco a piazzarmi ma non a vincere. In realtà ce n'è stato anche uno in cui non ho ottenuto alcun risultato. Sto parlando del mio cavallo da corsa preferito, dal titolo provvisorio Magia e Sangue, titolo che è già stato classificato e certificato come orripilante dal titolare di una casa editrice.
Il primo concorso dove sono arrivato finalista è stato quello della Delos, il secondo quello della Montag di cui sono stati da poco comunicati i vincitori. Al primo posto si piazza Francesca Angelinelli, a cui rivolgo le mie rosicanti :) congratulazioni.
mercoledì 2 dicembre 2009
sabato 28 novembre 2009
Lanfeust, seconda parte

Le avventure di Lanfeust di Troy, il nostro fabbro diventato signore della magia, continuano nel secondo volume della raccolta. La storia si ravviva con degli scossoni violenti: Thanos, rivale acerrimo di Lanfeust, si scatena e conquista Eckmul, la città dei savi, ponendo fine al loro potere (per sempre?). Deve affrontare però una resistenza accanita, tra cui milita una misteriosa eroina capace di farsi beffe dei suoi soldati.
La comitiva dei nostri eroi (Lanfeust in primis) continua la ricerca della fonte assoluta da cui proviene tutto il potenziale magico del mondo, un viaggio interminabile che segue il ritmo delle trasformazioni e metamorfosi di un misterioso animale guida; e infine anche l'amore di C'ian per Lanfeust sembra dover essere messo in dubbio. Insomma una serie che per via della sua grande lunghezza ha bisogno di riprendere vitalità con qualche trovata spettacolare in più.
Fantasia a briglia sciolta, accurati disegni di architetture improbabili e creature impossibili, avventure mozzafiato che spaziano per le terre più diverse, con la curiosità dell'esplorazione e qualche tocco di comicità. Un fumetto "low fantasy," diciamo, forse avrei piacere di vedere qualche soggetto più serio svolto con la stessa qualità grafica e cura dei particolari, tuttavia con questo Lanfeust di Troy mi sono divertito molto.
Qui potete trovare il portale dedicato al nostro eroe, con informazioni sui fumetti, sul videogame, sul gioco di carte collezionabili e perfino sul Gioco di Ruolo di Lanfeust, e un sacco di altri utili o inutili gadgets dedicati al bravo eroe di carta stampata. Attenzione: il sito è in francese.
lunedì 23 novembre 2009
Enorme e prevedibile successo per New Moon
Prevedibile, sì, anche se forse si superano anche le più ottimistiche previsioni. Per quanto riguarda gli USA, il paese in cui si fanno tutte le valutazioni che contano, il seguito di Twilight ha agguantato il terzo miglior weekend d'apertura nella storia, per record d'incassi.
Del resto guardando la folla di ragazzine agitate e/o starnazzanti che si erano messe in fila davanti al cinema alle due del pomeriggio il giorno della prima non avevo molti dubbi. Una cosa mi rovinava un po' la pausa pranzo vedendo quella fila, il fatto che il pubblico femminile detti sempre di più i gusti delle produzioni di grande richiamo. Temo molto per le riproposizioni cinematografiche dei vecchi gloriosi autori fantasy. Ho paura che, se il buon Conan (nella nuova versione) farà fiasco, il fantastico viri verso il fumettone rosa (e quanto al film su Elric purtroppo sembra che sia svanito nel nulla ancora una volta).
Del resto se gli uomini non leggono libri e non vanno al cinema, è normale che sia così... ma qualcuno mi spiega cosa stanno facendo? Tutti a giocare con la Playstation?
Del resto guardando la folla di ragazzine agitate e/o starnazzanti che si erano messe in fila davanti al cinema alle due del pomeriggio il giorno della prima non avevo molti dubbi. Una cosa mi rovinava un po' la pausa pranzo vedendo quella fila, il fatto che il pubblico femminile detti sempre di più i gusti delle produzioni di grande richiamo. Temo molto per le riproposizioni cinematografiche dei vecchi gloriosi autori fantasy. Ho paura che, se il buon Conan (nella nuova versione) farà fiasco, il fantastico viri verso il fumettone rosa (e quanto al film su Elric purtroppo sembra che sia svanito nel nulla ancora una volta).
Del resto se gli uomini non leggono libri e non vanno al cinema, è normale che sia così... ma qualcuno mi spiega cosa stanno facendo? Tutti a giocare con la Playstation?
sabato 21 novembre 2009
Tempo di streghe?

A quanto pare la nuova urban fantasy potrebbe presto occuparsi di streghe oltre che di vampiri. A detta di Gianfranco Viviani (l'intervista è uscita da poco) le storie di streghe stanno cogliendo sempre più l'interesse degli editori.
Le streghe sono in effetti personaggi affascinanti (e appaiono nei miei sforzi di scrivere qualcosa, tra l'altro). Mentre un mago, al maschile, fa pensare a un noioso vecchio saggio che conserva la tradizione dell'ordine costituito, e in certi casi è un po' l'equivalente dello scienziato, la strega evoca (giustamente o no) una carica di imprevedibilità, di sovversione e di ribellione.
In effetti per strega si possono intendere vari tipi di personaggio. Per gli inquisitori, una seguace di Satana. Ma anche la conservatrice di una religiosità pagana dura a morire nel mondo dominato dal cristianesimo. Streghe sono state chiamate anche le donne provenienti da mondi esotici e lontani, portatrici di terribili poteri, come Medea, sposa di Giasone (e qui ci rechiamo nel mondo ellenistico più che in quello medievale). Nella realtà spesso capitava che le streghe fossero delle donne che usavano rimedi popolari magari intrisi di superstizione: e magari perseguitate per antipatie personali, per l'ignoranza di coloro che si ritenevano vittime di malocchio o maledizioni, ecc...
Mentre lo stregone o mago (maschio) è visto spesso come un uomo saggio (un certo tipo di ricerca magica è esistito durante il medioevo senza subire persecuzioni: ad esempio quella degli alchimisti) la strega (femmina) è quasi sempre giudicata negativamente. Intrigante, malvagia, sovversiva e omicida. Giudizi e situazioni dettate probabilmente dall'atteggiamento culturale che all'epoca si teneva verso le donne. Nello stesso periodo in cui l'inquisizione massacrava streghe a migliaia il famoso mago Cornelio Agrippa si poteva permettere di scrivere trattati sulla magia e di criticare l'atteggiamento misogino dell'inquisizione.
C'è da sperare ovviamente che il tema abbia nell'editoria di domani un trattamento migliore di quello che è stato con le storie di vampiri. E che non si abbia l'invasione delle scrittrici-streghette di quattordici anni, o altre simili mode immonde.
domenica 15 novembre 2009
Esordi, conferme e lupi mannari

La mia recensione di Caverne è comparsa su Fantasy Magazine e potete leggerla qui.
E' un libro di esordio piuttosto semplice, evita di impantanarsi nell'eccessiva complessità; ha qualche elemento stereotipato o qualche ingenuità, tuttavia parte da un'idea stimolante che da sola crea la voglia di approfondire. Rinnovo quindi i miei complimenti all'autore Stefano Bianchi con cui condivisi il corso di scrittura creativa ormai un anno e mezzo fa (come passa il tempo!).
Ho letto anche Werewolf di Francesca Angelinelli (bella la copertina di Francesca Resta). Mi ero fatto un po' l'abitudine di non leggere un secondo libro degli esordienti italiani, preferendo magari passare ogni volta a un autore nuovo: ho fatto un'eccezione in questo caso ma devo dire che è stata una lettura un po' inutile, e lo prevedevo.
Perché? Perché qui l'autrice ha scritto una storia molto convenzionale introducendosi in un filone che va alla grande: mossa di carriera del tutto legittima visto che per essere pubblicati bisogna scrivere quello che le case editrici vogliono pubblicare, ma che sospetto non essere delle più ispirate. Passiamo al motivo, con l'avvertenza di saltare al prossimo paragrafo se non volete che vi venga svelata la trama. Tra situazioni già viste e parecchio canoniche (un po' da storia dell'orrore e un po' da romanzo rosa) con un bello e impossibile che si è recluso nel maniero lugubre che cade a pezzi, e una protagonista che a ogni emozione si sente arrivare un colpo al cuore, non c'è praticamente nessun momento della storia che non sia previsto e scontato. Lui è un lupo mannaro fin dal cognome e quando finalmente si vede la trasformazione non c'è ovviamente una gran sorpresa. Quanto a lei, mentre non avevo apprezzato certi aspetti della protagonista ammazzasette di Chariza. Il soffio del Vento eravamo comunque di fronte a un personaggio vivo e vibrante, con Kateleen in Werewolf stavolta abbiamo la classica donna fragile o fragilissima, anche se sa dire le cose giuste al momento giusto e alla fine tutto finisce in gloria.
In definitiva rispetto l'esigenza di lavorare per la pubblicazione ma non posso che notare, in questa storia, l'adesione ai canoni di genere senza la presenza di una ispirazione o rivisitazione personale. Mi è parso un lavoro professionale, senza magari qualche strafalcione che c'era stato nel libro di esordio, ma temo che sia stato scritto "per dovere," con una certa freddezza.
mercoledì 11 novembre 2009
Lupi e felini mannari

Dal momento che le mie attuali letture vertono sul tema del lupo mannaro, mi sono interessato anche ai film in tema di trasformazioni animalesche e "dannate". Ce n'è uno sproposito, ma qui ho deciso di focalizzarmi su tre vecchie (o vecchissime) glorie del genere.
Un film che molti avranno visto: Un Lupo Mannaro Americano a Londra. Ci ho messo una vita, ammetto, a vedermelo tutto, e così la visione recente che ne ho avuto è l'unica completa. Devo dire che questo film, che aveva effetti speciali eccellenti per l'epoca in cui era stato girato (1981), oggi ha proprio lì un punto debole vistoso. E' chiaro: dopo un quarto di secolo (ebbene sì, ne è passato di tempo) ciò che una volta era un effetto ben riuscito ora sembra un tentativo patetico.
La storia del lupo mannaro è virata in chiave moderna, e il contagio del protagonista americano avviene in Europa durante una vacanza. Il regista John Landis mescola senza remore i momenti drammatici con quelli decisamente comici (e con una certa quantità di scene di nudo e di sesso): l'effetto mi è sembrato strano e anche qua e là sgradevole, sebbene in altre occasioni abbia apprezzato parecchio la mano di Landis (che ha avuto all'epoca parecchio successo anche se adesso sembra scivolato un po' dietro le quinte). Anche il finale sembra piazzato lì tanto per troncare in qualche modo la storia: non motivato da uno sviluppo del personaggio o della trama, e in qualche modo inaspettato (almeno in quel modo e in quel momento). Non nego comunque che ci siano un certo numero di scene divertenti, soprattutto quelle in cui il protagonista si confronta con il fantasma del suo amico che viene ammazzato dal lupo mannaro all'inizio del film. Se pensate che io mi sbagli a sminuire un film che ha riscosso un indubbio successo provate a vederlo o rivederlo oggi... ma attenzione: probabilmente alla gioventù dark e "gotica" che si è sciroppata i film e i libri di vampiri che circolano ora, questo lupo yankee non può piacere.

E ai gatti nessuno ci pensa? Intendo dire ai gatti di grandi dimensioni. Anche loro hanno avuto il loro momento cinematografico, e la loro razza dannata di mutantropi. Un grande film di felini mannari è l'antichissimo Cat People del 1942 (tradotto come Il Bacio della Pantera). La dannazione qui colpisce una bella donna, Irena, interpretata da Simone Simon (carismatica, e per i suoi tempi scandalosa, attrice e modella francese, era in realtà mezza italiana). Su Irena pende una maledizione che la vuole discendente di una maledetta razza di satanisti slavi: si trasformerà in una pantera se lascerà che la passione o la rabbia la travolga. Cercherà di non consumare il matrimonio, ma sarà travolta dalla gelosia quando un'altra donna si accosterà al marito. Doveva essere un film di serie B ma fu un successo. Ben riuscite le scene evocative dove l'elemento terrorizzante non viene mai visto direttamente, forte la tematica per l'epoca, ma restando nei limiti, brava la protagonista che allo stesso tempo suscita compassione e terrore.
Questo film ha avuto un remake nel 1982 ad opera di Paul Schrader (famoso sia come regista che come sceneggiatore). Nel ruolo di Irena abbiamo Nastassja Kinski, un'attrice dalla forte carica sensuale che si era trovata in ruoli scabrosi fin dalla più tenera età, creandosi una fama equivoca. A farle da contraltare abbiamo un altro appartenente alla razza del popolo degli uomini-pantera, suo fratello Paul (interpretato da un attore formidabile, Malcolm McDowell, che qui però appare piuttosto invecchiato).
Alla maledizione che impedisce la passione ai due (pena la trasformazione in pantera: e per ridiventare umani devono uccidere) si unisce la tematica incestuosa. Possono avere rapporti fra loro senza trasformarsi, infatti, ed è ciò che Paul desidera ma Irena non vuole. La ragazza cerca di fuggire l'interesse del fratello e di mantenere una relazione platonica con Oliver (il nome è quello del marito nel primo film). Ovviamente finirà male, ma il finale non lo rivelo.

Tensione e terrore che si svela a poco a poco, malinconia di un destino maledetto e inevitabile, passione repressa che vuole sfogo. Questi elementi concorrono a creare un film di grandissima potenza, con l'aiuto della colonna sonora di Giorgio Moroder; uno dei brani (intitolato appunto Cat People) è interpretato da David Bowie e per quanto le parole in parte non combacino con la storia del film, la canzone ha certamente contribuito al suo successo. Decisamente un remake meglio dell'originale (ma del resto erano passati 40 anni). Il Cat People dell'82 è il migliore film dei tre di cui ho parlato qui, e supera di gran lunga tutti i film su lupi, felini o altre bestie mannare che abbia mai visto.
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