martedì 14 aprile 2026

The Life of Chuck

 Finalmente ho visto, in streaming, The Life of Chuck, film tratto da un racconto di Stephen King (ne ho parlato qua). La narrazione ripercorre la vita del buon Chuck in tre atti, in ordine cronologico inverso. Si tratta di un inno alla vita, al viverla più pienamente possibile, ma è anche la storia di un uomo che ha avuto una visione del proprio futuro e ha dovuto trarne le conseguenze.

La regia è di Mike Flanagan, un maestro delle "storie strane" con un pizzico di soprannaturale e di horror. Tra gli attori si segnalano Tom Hiddleston nel ruolo del protagonista (da adulto), Mark Hamill e Mia Sara (nelle parti del nonno e della nonna di Chuck).
Poiché "noi conteniamo mondi", cosa succede quando moriamo? All'inizio del film, mentre Chuck se ne sta andando per un tumore, vediamo tutto il mondo che sta scomparendo, distrutto da varie catastrofi. Poi torniamo indietro nel tempo e... non voglio anticipare oltre.

Come ho già scritto nel post dedicato al libro, questa visione è in netto contrasto con la mia prospettiva sulla vita e sulla morte. Intendo quello che pensi quando rifletti sulla tua vita, e sulla tua morte. Dentro di noi c'è un mondo di speranze, di pensieri, di affetti, di odi e di rancori, di cose belle e brutte. Gli errori e le cose giuste che ricordiamo di aver fatto. Fallimenti e successi e anche, ovviamente, il nostro semplice quotidiano. Ma dopo la morte, cosa resta di tutto questo, se non il ricordo dei nostri cari? E anche quello, quanto durerà.

Il film è bellissimo per alcuni, carico di un ottimismo universale che però io non riesco a sentire. Sono troppo materialista? realita? pessimista? Non so. Comunque The Life of Chuck è una bella storia, si guarda piacevolmente e vale il costo dello streaming.



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