martedì 12 giugno 2018

The Last Witch Hunter

Ho avuto il dispiacere di vedere The Last Witch Hunter, una disavventura che era difficile da evitare visto che di film fantasy in questo periodo non ne circolano moltissimi, e quelli che circolano di solito sono brutti o improponibili fin dalla tematica. Questa pellicola, diretta da Breck Eisner (che non avevo mai sentito, ma che a quanto pare ha una discreta carriera alle spalle) non parte in fin dei conti nemmeno male, come storia e scenografie, e stavo perfino per perdonare la presenza di un protagonista come Vin Diesel, che sopporto assai poco.

Il nostro eroe è un cacciatore di streghe che tiene a bada queste cattive ragazzacce da centinaia di anni, impedendo che commettano malefatte terrificanti. Una strega più cattiva delle altre (La Regina delle Streghe, ovviamente, attrice Julie Engelbrecht) lo ha condannato a vivere in eterno, e lui dopo averla eliminata porta avanti il proprio dovere di custode accompagnato negli interminabili anni da un "Dolan:" non nome di persona ma carica ecclesiastica, diciamo. Il Dolan è un religioso che s'incarica di aiutarlo.

Questo l'antefatto. Nella nostra storia il Dolan n. 36 (interpretato da Michael Caine, grande vecchia gloria) va in pensione e si fa sostituire dal Dolan n. 37, un giovanotto di belle speranze: l'attore è nientemeno che Elijah Wood, il Frodo dei film tolkieniani di Peter Jackson. La nuova accoppiata dovrà affrontare il complotto portato avanti da un misterioso personaggio, con l'aiuto di una strega "buona" (Chloe, ovvero Rosie Leslie) che si mette dalla parte dei nostri eroi.
Inizialmente poteva essere un film fantasy leggerino ma piacevole, come i primi Underworld prima che la franchise scappasse di mano. C'è qualche spunto interessante nella storia, discreti effetti speciali, perfino Vin Diesel è meno insopportabile che in altre occasioni. Ma il momento piacevole dura poco, perché il film si ingarbuglia in una serie di scene dove l'azione deve stupire ad ogni costo, con il solito condimento di fatti incredibili ed effetti speciali a pioggia, di sorprese a ogni angolo tanto per fare, e di colpi di scena spiazzanti (e qui non voglio anticipare, ma verso il finale ce n'è uno che mi è stato in effetti inaspettato, ma che ho trovato insensato perché privo di alcuna preparazione o di un motivo concreto).

Il tutto senza una sceneggiatura che riesca a sfruttare le premesse, e senza lo sviluppo di una qualche tematica di vero interesse (cose che il personaggio del protagonista poteva offrire, ma anche i suoi antagonisti).

Spiacevole per me vedere, infine, Elijah Wood sforzarsi di rendere significativo il ruolo che è costretto a recitare, e non riuscirci.
Se volete il mio consiglio, evitate questo film.

4 commenti:

Moreno Pavanello ha detto...

Troppo tardi, l'ho già visto (e recensito)! E mi ha fatto più o meno lo stesso effetto.

Bruno ha detto...


Eh lo so, sono arrivato tre anni dopo. D'altra parte un film così non volevo certo andare a vederlo al cinema.

M.T. ha detto...

Sì, inizia non male ma poi prosegue in maniera mediocre.

Bruno ha detto...


Anche peggio che mediocre...