mercoledì 5 aprile 2017

The Lone Ranger

Ci sono film che vengono trattati a pesci in faccia e falliscono al botteghino perché la casa cinematografica sceglie, in seguito a scannamenti e notti dei lunghi coltelli interne, di non sostenerli. Così non hanno pubblicità, escono nel momento sbagliato e finiscono in competizione con i dominatori previsti della stagione, escono in poche sale e via dicendo: fiasco assoluto, perdite multimilionarie.


 John Carter era uno di questi film, ma avendolo visto e apprezzato posso dire che in realtà non era niente male. Avevo molta meno fiducia in The Lone Ranger, del 2013 (prodotto da Disney, che a volte i film li azzecca con guadagni colossali, ma alle perdite abissali non è nuova), ma ho voluto toccare con mano. Il risultato è stato abbastanza disastroso, per la verità, anche se questo film non è stato un "fiasco" come incassi, semplicemente non ha recuperato le enormi somme spese per produrlo.


Le polemiche sul "whitewashing" del personaggio di Tonto, impersonato dalla stella (cadente?) di Johnny Depp, che insisteva a dire di essere per 1/16 nativo americano (ma non poteva dimostrarlo) non mi hanno creato pregiudizio verso il film, né le vicissitudini che lo avevano fatto rimandare e quasi abortire. Il problema è che, per un problema legato più alla sceneggiatura che alla regia di Gore Verbinski, il film è risultato un pasticcio piuttosto confusp.

In effetti l'intenzione poteva essere abbastanza valida, se devo essere sincero. Attraverso la storia dell'avvocato John Reid (Armie Hammer) in cerca di giustizia per il fratello e dell'indiano Tonto incontriamo i nativi americani e il loro triste destino, le bande di criminali, la ferrovia che crea l'America e si divora il west, l'avanzata di un progresso che funziona per alcuni ed è la rovina per altri, e l'avidità sopra tutto quanto. Una metafora, e a tratti anche una satira, dei miti degli Stati Uniti anche ben riuscita e assai corrosiva in alcuni momenti. Non manca qualche (minore) elemento fantastico.



Il duo comico Reid-Tonto regge una parte del film, con l'avvocato pieno di buone intenzioni e il suo compagno mezzo matto che fa le classiche smorfie "alla Johnny Depp," poi ci sono un po' più intrighi di quanto sarebbe necessario, e il film piomba quindi in un momento tragico, con lo sterminio di una tribù di nativi che è, a mio parere, parte drammatica del tutto incongruente con il resto. E, per far riprendere lo spettatore e far portare a termine la visione di un film piuttosto lungo, c'è una sequenza finale di azione mozzafiato, con un inseguimento e una battaglia su un treno. Scena che non va sottovalutata, visto che sono stati posati binari, costruiti vagoni e locomotive apposta, insomma la Disney non si è limitata a due mani di vernice e un po' di effetti speciali per creare lo spettacolo.

Ma l'impressione finale resta quella di una storia fatta di vari elementi che non si amalgamano, oltre che un po' troppo lunga e in certi momenti soporifera. Tra gli spunti che risollevano un po' le sorti segnalo, oltre alla già citata scena del treno, il trucidissimo personaggio di Cavendish, bandito e cannibale, interpretato dall'attore veterano William Fichtner, qui quasi irriconoscibile sotto il trucco, e la tenutaria di bordello interpretata da Helena Bonham Carter, altra attrice famosa.

Giudizio finale: alcuni bravi attori e momenti che si salverebbero anche alla grande, ma in un film che non funziona.




4 commenti:

Babol ha detto...

Ti dirò che all'epoca non mi era dispiaciuto. Perfetto per una serata col cervello staccato anche se la stella di Depp è sempre più offuscata...

Marco Lazzara ha detto...

Io ho iniziato a guardarlo con un sacco di pregiudizi, invece devo dire che mi è piaciuto parecchio. Certo, ha un sacco di difetti e ingenuità, ma tutto sommato è un buon film. Non eccezionale, ma buono.

Bruno ha detto...


Be' le scene con il treno e un paio di altre trovate non le metto in discussione... è l'insieme che non mi pare molto riuscito.

Marco Grande Arbitro ha detto...

Sai, all'epoca mi era molto piaciuto. Ancora oggi lo guardo volentieri. Mi dispiace che viene percepito come un "Pirati dei Caraibi" con il western.