giovedì 13 novembre 2014

Memories of Ice

I mondi epici immaginati da Steven Erikson non li ho mai trovati ben digeribili: ne ho già parlato in occasione delle recensioni al primo e al secondo libro della serie The Malazan Book of the Fallen, il cui nome è notoriamente errato nella traduzione italiana. Per quanto riguarda Memories of Ice ho avuto un problema in più, nel senso che già la lettura per me era complicata in quanto il tempo che potevo dedicargli era quello passato in metropolitana nel tragitto casa-ufficio, quando poi ho pigliato la polmonite ho dovuto fare una pausa forzata di un mese abbondante.

Perché non si riesce a concentrarsi nemmeno per leggere bene, quando si ha la polmonite. Al massimo un fumetto o qualcosa di breve e facile. Nonostante tutto, una volta guarito, ho ripreso e terminato, lentamente, la lettura del libro. Come mai?


Perché Erikson offre una ricchezza di contenuti che, espressi bene o male, con tutta la fatica che si fa a starci dietro, dipingono un affresco di epicità colossale, con lo scatenarsi di immensi poteri, storie che percorrono epoche dalla durata a stento immaginabile, trionfi, sofferenze e pene, avventure di razze vive o (non) morte, nascite e cadute di dèi.
Fin troppo? A volte. Mi vien da dire che, nelle scene di guerra di questo libro, c'erano tanti guerrieri non morti, mostri, incantesimi, creature strane e maghi che non capisco proprio come mai nel mondo di Erikson ci si dia pena per arruolare fanteria, arcieri e cavalleria (per non parlare dei genieri, i poveri "arsori di ponti").


In questo libro si narra la storia di una ribellione feroce, di un tentativo di affermazione imperiale spinto dalla mente di un feroce profeta, il veggente del Dominio Pannion. L'offensiva per prendere il continente di Genabackis. Un'armata composta di soldati professionisti, maghi, e un'orda di straccioni cannibali che avanza di pura ferocia, distruggendo tutto quello che incontra e divorando amici e nemici. I reparti del comandante Dujek, apparentemente abbandonati dall'impero Malazan, fanno lega comune con gli ex nemici per affrontare questa minaccia. Il tutto in concomitanza con il risveglio di un dio caduto e con così tante altre sottotrame che non me le posso nemmeno ricordare tutte.

Ne nascerà una resistenza epica all'assedio di Capustan, dove l'esercito Pannion incontra il coraggio e la disperata tenacia di pochi ma valorosi avversari. E poi una sanguinosa campagna su cui non faccio anticipazioni. Dico solo che scorreranno parecchie lacrime; e che molti personaggi, cui il lettore magari è parecchio affezionato, troveranno la morte in un tritacarne spietato, dove la forza e il valore di un solo uomo non sono sufficienti a cavarsela.

Delle mie critiche a Erikson e alla sua ambientazione (critiche che in parte, si badi bene, sono basate soltanto sul gusto mio personale) ho già parlato nelle precedenti recensioni, vedasi ai link in alto. Erikson non è il mio preferito, ma sa essere epico mentre tanti non ci provano neanche, perciò qualche merito glielo riconosco e vorrei riuscire a terminare questa saga. Dal 2012 a oggi procedo al ritmo di un libro all'anno, chissà se anche l'anno prossimo riuscirò a leggermene uno...
Finora il mio preferito resta Deadhouse Gates.


9 commenti:

Mirko Sgarbossa ha detto...

Malazan è qualcosa che ho sempre trovato affascinante. Dovrò recuperarmi la saga, sperando che anche gli ultimi volumi escano in italiano

M.T. ha detto...

Erikson non è immediato e va letto con calma: leggere in luoghi affollati o quando non si sta bene, non sono i momenti più adatti, dato che se si perde qualcosa, si rischia di non capire molto di quello che viene dopo.

Memorie di ghiaccio è bello, ci sono i personaggi che preferisco, ma non è il libro che ho preferito, benché abbia dei momenti davvero epici. A mio avviso, il volume migliore, di una lucidità straordinaria, è Maree di Mezzanotte.

Bruno ha detto...

@Mirko Sgarbossa: credo che Erikson, in un modo o nell'altro, a trovare una traduzione...
@M.T. purtroppo si legge quando e dove si può...

M.T. ha detto...

Già. Solo che poi non si apprezzano le opere come si dovrebbe (ne so qualcosa avendo letto Murakami in ospedale)

Bruno ha detto...

I miei dubbi su Erikson risalgono però fino al primo libro, letto in circostanze abbastanza comode, e si sono confermati con il secondo.
Forse finirò di leggere la serie, col tempo, ma non sarò mai un appassionato del suo modo di scrivere.

Mirko Sgarbossa ha detto...

Dici che riuscirò a trovare una traduzione? speriamo ;) intanto mi dedico ad altre letture e voglio recuperarmi Elric. A proposito di letture.. Bruno sto divorando il tuo Khaibit - l'apocalisse, complimenti.

Bruno ha detto...

@ Mirko: recuperare Elric può essere interessante, anche perché leggerlo oggi è molto "diverso" (un personaggio mitico ma molto fuori moda direi).

Quanto a Erikson, io spero che troverà sempre un traduttore...

e grazie per l'interesse verso il mio libro. Farsi leggere, anche gratis, sembra così difficile di questi tempi ;)

Mirko Sgarbossa ha detto...

Infatti Elric mi attira per essere un eroe un po' "vintage" diciamo. Cerco sempre nuove saghe fantasy, ho una lista di "desideri letterari" che aggiorno sempre.
Una cosa OT: Ti segnalo che ho recensito il tuo ebook sulla mia pagina FB. E ti ho fatto un po' di pubblicità ;)

Bruno ha detto...

Ti ringrazio! La pubblicità non è mai abbastanza...