mercoledì 31 agosto 2011

Non Lasciarmi

Eccoci di nuovo al tema pericolosissimo della predazione di organi incrociato con la fantascienza. Pericolosissimo non perché vi sia il presagio che queste cose si verifichino: sono già realtà, c'è poco da presagire. Ma perché spesso è stato sviluppato male e in maniera banale, portando a flop di portata mostruosa (vedi The Island).
Non Lasciarmi, tratto dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, ha un piglio originale rinunciando a qualsiasi pretesa di spettacolarità, quindi si tenga ben lontano chi lo avesse immaginato come una sorta di film di fantascienza ricco di effetti speciali. E comunque fantascienza non è, se vogliamo essere precisi: si tratta piuttosto di una ucronia dove l'ipotesi è che attorno agli anni '50 l'ingegneria genetica e la tecnica dei trapianti abbiano raggiunto uno sviluppo tale da permettere l'allevamento di cloni a scopo di fornire organi. Tali cloni, in una premessa difficile da digerire ma necessaria per lo svolgimento della storia, non sono considerati come delle vere persone ma come esseri senz'anima, di cui non è necessario preoccuparsi, proprio in quanto cloni. Non so se il libro cercasse di mantenere una suspence riguardo al destino dei "donatori," il film mette le cose in chiaro fin dall'inizio.

La storia parte da una specie di collegio dove i donatori vengono educati, e segue il percorso di tre ragazzini, la narratrice Kathy H, Ruth e Tommy. La scuola è piuttosto severa, i donatori non possono mai uscire, e non sanno niente del mondo; inoltre vengono sottoposti a esami e scoraggiati dal fumare o dal rovinare in alcun modo i loro preziosi corpi. La realtà si viene comunque a sapere, ma i donatori non si ribellano: crescono, vanno a vivere in dei cottage di campagna, si innamorano, conoscono anche un poco il mondo esterno. Ma attendono come bestiame al macello il momento di cominciare le donazioni.

Una due, forse si arriva fino a quattro, poi si "completa," si muore sul tavolo operatorio. I ragazzi cercano nelle persone che vedono in giro il loro "originale," ovvero la persona da cui sono stati clonati, vivono le loro gelosie e i loro affetti, e si illudono che almeno qualcuno di loro possa ottenere dei rinvii, raccontandosi delle pazze dicerie. Lo sperano perché nella scuola la loro creatività è stata sviluppata e una misteriosa madame ogni tanto prendeva i loro disegni per una sua galleria; pertanto ci deve essere qualche considerazione umana nei loro riguardi. Non anticipo se la questione verrà risolta.

Le mie considerazioni innanzitutto partono dalla coerenza della trama. Ci sono ovviamente delle premesse che non sono accettabili e secondo me rovinano il film in maniera non indifferente (cosa pensano i religiosi della questione dei cloni? come è arrivata la società ad accettare tutto questo?) anche se, a questo punto direi per fortuna, la storia procede senza cercare di dare spiegazioni impossibili.
Vi sono anche delle illogicità minori che ingrippano un po' la trama: c'è un accenno alla possibilità che i donatori siano clonati da barboni e prostitute, ma se invece ammettiamo che siano al servizio di una persona specifica, non si capisce perché Kathy H diventi "badante" ovvero assistente degli altri, e la sua donazione venga rinviata di diversi anni. Non dovrebbe essere disponibile quando necessario?
Anche il fatto che gli assistenti siano selezionati tra i donatori stessi mi pare piuttosto improbabile, e fra l'altro non si vede una lotta tra i ragazzi per diventare assistenti e vivere qualche anno in più, ma è un artificio probabilmente inevitabile, serve a separare la sorte di Kathy dagli altri due e a farla diventare la cronista di quello che succede.

Della credibilità come persone di questi miti vitelli portati al macello dubitavo molto, pensavo che il tutto fosse solo un pretesto non plausibile per raccontare delle storie strappalacrime. Dopo aver visto il film posso dire che la premessa è irrazionale, ma se la accettiamo la situazione non è irrealistica come si potrebbe pensare. Giovani senza esperienza indottirnati al sacrificio, che non potrebbero trovare un posto nel mondo moderno (sono privi di identità, il loro cognome è una sola lettera, sicuramente non hanno documenti, ecc...). Trattati gentilmente purché vadano al loro destino, in fondo non possono che rassegnarsi. Sotto certi aspetti mi hanno ricordato i soldati dei corpi di attacco speciale giapponese della seconda Guerra Mondiale (kamikaze e simili), gente che spesso era molto meno convinta di quello che si crede comunemente.
Sarebbe più credibile comunque se qualche donatore andasse ogni tanto fuori di testa, o rovinasse (con alcool o droga) il prezioso corpo destinato alla vita di un altro. L'unica scena di ribellione al sistema non ha come protagonista uno dei donatori, ma vi lascio il piacere, eventualmente, di trovarla nel film.
A parte queste perplessità Non Lasciarmi riesce a creare una situazione di normalità pazzesca che mi ha colpito.

Il rapporto tra Ruth, Kathy e Tommy è importante ai fini della storia e delle atmosfere, ma non faccio anticipazioni. La recitazione a mio parere è buona, soprattutto da parte dell'attrice (a me ignota) Carey Mulligan nella parte di Kathy; da menzionare in seconda battuta Keira Knightley, che ricordo da King Arthur e dai vari Pirati dei Caraibi, e Andrew Garfield, che dovrebbe essere il prossimo Uomo Ragno. La celeberrima Charlotte Rampling interpreta la preside della scuola. Quanto alla regia (di Mark Romanek), avendo parecchi temi da trattare tiene un passo narrativo talvolta affrettato, mentre per alcune scene intimiste si prende tutto il tempo necessario, forse anche qualcosina di più.
Lo stile riservato e "inglese" di questi poveri ragazzi destinati al macello può sembrare freddo, io credo tuttavia che le sensazioni arrivino. Film depressivo, dolcemente malinconico, disperato.



2 commenti:

Gloutchov ha detto...

Ti consiglio di leggere il libro. Molte tue domande otterranno risposta, e soprattutto, scoprirai che la trama, nel film, è stata notevolmente semplificata per renderla cinematografica. ^^

Bruno ha detto...

@ Gloutchov: Ovviamente il cinema coi suoi limiti può arrivare fino a un certo punto, e in effetti sto cercando di resistere alla tentazione, potentissima, di leggere il libro :) Comunque si "avverte" dalla compressione di certi eventi e dal rapido zoom per andare avanti con la storia che il testo di riferimento è molto più denso. La cosa che mi stupisce è che (a quanto ne so io) il libro fa scoprire la situazione lentamente, mentre il film dalla prima scena fa capire tutto.