sabato 22 aprile 2023

Old

 Un film che mi aveva subito incuriosito, anche per via del poster. Sono riuscito a vederlo adesso su Amazon Prime Video. Parlo di Old, del 2021, diretto da Manoj Nelliyattu Shyamalan con un variegato cast internazionale. Il regista lo ricordiamo per diversi film del fantastico (Signs, Il Sesto Senso). Pure qui l'elemento sovrannaturale e misterioso fa parte della storia, anche se c'è un aspetto più "giallo," che salterà fuori dopo. Il tema, come in tanti film recenti, è quello dell'invecchiamento, ma non come ossessione strisciante (vedi La Abuela) bensì come concreta minaccia che incombe improvvisa su un gruppo di persone.

Non c'è "spoiler:" il film è stato commercializzato basandosi su questo accenno, esiste un luogo dove le persone vedono la propria vita scorrere via in un giorno. La spiegazione del mistero sarà più avanti, ma preceduta da un avvertimento per chi non la vuole leggere, per potersi godere il film senza anticipazioni.

lunedì 17 aprile 2023

Il Sacrificio del Cervo Sacro

 Mi sono cimentato con questo strano film (disponibile su Amazon Prime) senza ricavarne molto piacere, ma rimanendo comunque obbligato a vederlo fino alla fine. Perché Il Sacrificio del Cervo Sacro di sicuro un effetto ce l'ha, quello di volerti fare arrivare alla soluzione del suo mistero.

Creatura del regista greco Yorgos Lanthimos, questo film del 2017 si segnala per una recitazione piatta e senza grande inflessione, una mancanza di vita nei personaggi che lascia lo spettatore stupito. Che abbiano detto agli interpreti di recitare come fanno certi attori italiani? Scherzi a parte, il film vuole mettere a disagio e questo è uno dei tanti modi in cui lo fa. L'uso di un sonoro forte e aggressivo in certi momenti topici è un altro strumento usato dal regista, assolutamente riconoscibile perché copre anche le voci. Quanto alla storia parte in una maniera che lascia lo spettatore nel dubbio: dove vorrà andare a parere?

giovedì 13 aprile 2023

The Descent

 Un film horror britannico di discreto successo, The Descent (2005) ci porta in un inferno sotterraneo fatto di buio, cunicoli stretti, acqua, passaggi scivolosi e infidi. Insomma è uno di quei film che, prima o poi, devo vedere (in questo caso ho atteso per parecchio tempo, mi ha convinto la recensione di Mirco Tondi).

Al comando dell'opera è il regista (inglese) Neil Marshall, che aveva già diretto un horror di successo (Dog Soldiers) e in seguito avrebbe girato Hellboy, ma quello del 2019, non quello del 2004.

La storia, che è ambientata negli USA, è piuttosto semplice: alcune donne, appassionate di sport avventurosi, decidono di incontrarsi per una discesa in un sistema di grotte. Una di esse, Sarah, ha subìto un grave lutto (la perdita di marito e figlia in un incidente stradale). La vicinanza nella tragedia, o il non esserle state abbastanza vicine, è uno dei moventi delle altre donne per questa riunione.

venerdì 7 aprile 2023

Freaks Out

 Il regista Gabriele Mainetti, alcuni anni dopo il successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot, ci ha portato Freaks Out, un altro film dove i superpoteri fanno la loro parte (e anche qui recita Claudio Santamaria). Il film è del 2021, ma ci ho messo un sacco a decidermi a vederlo, perché me ne hanno parlato male, e perché la trama con gli emarginati che prendono per il naso i nazisti cattivi mi pareva pallosissima e ritrita. Un altro motivo che mi ha scoraggiato è l'insuccesso commerciale del film. Il budget a disposizione era maggiore di quello del film precedente, ma mentre Jeeg aveva incassato benino, questo ha fatto un buco non indifferente.

Quindi ho recuperato il film con un certo ritardo, e aspettandomi di essere ferocemente deluso.

venerdì 31 marzo 2023

The Last of Us

 Una serie TV adattamento di un videogioco? Certo, perché no. The Last of Us prende la classica apocalisse zombie apportando qualche cambiamento, a volte ben riuscito e a volte no. Quanto la serie sia influenzata dal gioco non saprei (non ci ho giocato), di sicuro i produttori hanno puntato su una storia ben definita (che potrebbe avere conclusione soddisfacente anche alla prima serie, anche se c'è già la seconda in preparazione) e su un certo approfondimento dei personaggi, dei loro affetti e delle loro scelte etiche. A mio parere la voglia di mettere troppa carne al fuoco, condensando eventi che sono, immagino, ben spessi nella trama del gioco, in nove episodi sullo schermo, può aver creato qualche problema. Ne parleremo dopo.

Partiamo dall'inizio: The Last of Us è un'ucronia perché immagina che l'apocalisse prenda il via nel 2003 ai tempi della presidenza USA di Bush figlio: questa volta a scatenare il disastro è un fungo, il Cordyceps. Una specie (anzi, famiglia di specie) che si segnala per la capacità di infettare le formiche e altri insetti e trasformarle in "zombie," inducendo certi comportamenti che sono favorevoli al parassita uccidendo o svantaggiando l'organismo ospite. Certamente un caso di parassitismo particolarmente inquietante, bella idea. Ma , alla fine, la serie ci dà qualcosa di non molto diverso dai soliti zombie che aggrediscono e mordono. I morsi degli infetti portano il contagio nel giro di minuti o ore, e non sono le spore a trasmettere la malattia.

venerdì 24 marzo 2023

Pornografia e libertà. Seconda Parte

 Continuiamo il discorso aperto qualche giorno fa con una disamina degli argomenti espressi nel libro (in inglese) Your Brain on Porn, scritto dal biologo Gary Wilson. Per l'autore la pornografia è una dipendenza seria, e un numero crescente di persone se ne è resa conto. In vita Wilson ha gestito dei forum, dove chi voleva liberarsi dalla pornografia veniva a scambiare le proprie esperienze. Molto di questo materiale lo si trova nel libro, anche se qui non potrò dare spazio. Gary Wilson ritiene che il mondo sia in ritardo nel riconoscere il pericolo della pornografia, perché, come altre dipendenze, come ad esempio quella dal tabacco, anche questa non è subito stata riconosciuta come tale.

Non voglio addentrarmi eccessivamente nelle diatribe, ma Wilson lamenta che vi siano ancora forti opposizioni, anche di stampo "ideologico," nel mondo di psicologi e psichiatri, all'accettare l'esistenza di una dipendenza da pornografia. L'autore afferma di non voler dire al lettore che "ha per forza" un problema con il porno, ma desidera semplicemente dare delle indicazioni a quelli che cominciano a rendersi conto di avere questo tipo di problema. Per lui il discorso non riguarda il conformismo religioso o la sessualità, o essere libertari e simili punti di vista. Riguarda la natura dei nostri cervelli, e la risposta che danno a un ambiente che cambia radicalmente, con adolescenti esposti al porno fin da giovanissima età, la disponibilità di contenuti gratuiti di ogni genere in streaming, con possibilità di fruirne comodamente nell'anonimato. Esperienze che, evidentemente, mettono a dura prova le menti di primati come noi, geneticamente predisposti a una vita di fatiche e a trovare il piacere come e quando capita, e non a essere tentati da immagini eccitanti a valanga in quantità infinita.