Io Sono Leggenda è forse il più celebre libro moderno in
cui viene ipotizzata una strage della razza umana su grandi proporzioni, e si
segnala per un approccio piuttosto realistico ai problemi sperimentati
dall’ultimo sopravvissuto nel suo tentativo di portare avanti una futile
esistenza.
Questa opera di Matheson (un grande scrittore della vecchia
scuola) è stata incredibilmente fortunata in quanto ha precorso sia, in qualche
modo, le moderne storie di zombi e, sia delle trame catastrofiste con pandemie
apocalittiche, due generi che per me sono fin troppo sfruttati ma che non
sembrano voler smettere di avere successo.
Dalle avventure del protagonista Robert Neville è
scaturita poi una serie di produzioni cinematografiche: quelle con i maggiori
richiami al libro sono nell’ordine Io Sono Leggenda con Will Smith, di pochi
anni fa, 1975: Occhi Bianchi sul Pianeta Terra (con Charlton Heston) degli anni
’70, e L’Ultimo Uomo della Terra con Vincent Price negli anni ’60, in
quest’ultimo la località deserta e piena di cadaveri è nientemeno che Roma; di
questi film ho già parlato qui. Anche il celebre film La Notte dei Morti Viventi di Romero, colonna portante
del genere zombie, ha dei riferimenti a Matheson.
Sui motivi del successo del libro si potrebbe discutere a
lungo, per me valgono le considerazioni, sia pur scontate, sull’ansietà
dell’uomo moderno che ha bisogno di proiettare da qualche parte i suoi terrori
per sfuggire all’impressione che l’esistenza a livello individuale e collettivo
sia sfuggita dal suo controllo. Non è da trascurare il fatto che il libro è degli
anni ’50 ovvero del periodo in cui, per la prima volta da sempre, tutti erano
al corrente della possibilità che le potenze dotate di armi atomiche
scatenassero una guerra apocalittica. Non ho elementi per dire che questo possa
aver influenzato la penna di Matheson, tuttavia potrebbe aver creato il clima
per il suo successo.




