venerdì 2 ottobre 2026

Stone Age

 Un gioco piuttosto semplice, buono anche come introduzione al boardgame, ma avvincente e ricco di strategia: Stone Age oggi è un po' difficile da reperire, ma lo si può giocare senza problemi su Boardgame Arena. Per essere un gioco sostanzialmente "german" ci sono parecchi lanci di dado da fare, ma la loro influenza è abbastanza marginale.

Come meccaniche, abbiamo il classico piazzamento dei lavoratori. I lavoratori sono gli abitanti di un villaggio primitivo: ogni giocatore ha il proprio clan, parte con un certo numero di "meeples" e li deve destinare a una fra diverse attività. C'è il miglioramento dell'agricoltura, che produce cibo in automatico, o la produzione di attrezzi, la riproduzione (che crea un nuovo lavoratore), il procacciare cibo, o il procurare una tra diverse risorse: legno, pietra, mattoni, oro.

Cosa fare con tutto questo ben di Dio?

Il cibo serve per la sopravvivenza, si è penalizzati se non si può, a ogni turno, dare un punticino di cibo a ogni lavoratore. Con le risorse si possono comprare delle carte o costruire degli edifici (capanne, a dire il vero). Più lavoratori si hanno, più cose si possono fare, ma il giocatore deve tenere a mente che i lavoratori mangiano. Inutile farli moltiplicare se non si ha un'agricoltura migliore.

Gli edifici si acquisiscono investendo risorse; ciascun edificio ha un valore in punti vittoria in base alle risorse necessarie per costruirlo. Le carte, invece, hanno diversi effetti. Si pagano con risorse, e possono dare vari benefici (miglioramento dell'agricoltura, attrezzi, risorse pregiate come l'oro, eccetera), ma talvolta recano anche dei simboli "culturali" da combinare per ottenere dei bonus in punti vittoria. Infine, ma è molto importante, le carte possono fornire un "moltiplicatore" che trasforma alcuni fattori del gioco in importanti fonti di punti vittoria. Ad esempio, moltiplicare i simboli sulle carte per il numero di lavoratori (o edifici, attrezzi, ecc...) e ottenere quel numero di punti alla fine del gioco.

Gli attrezzi servono a migliorare i tiri di dado per ottenere risorse. È qui che la maggior parte dei dadi viene tirata in Stone Age: un dado per ogni lavoratore, diviso per il fattore di difficoltà a seconda dell'attività. Procurarsi il cibo è il più facile, l'oro è il più difficile. Ai dadi si può aggiungere il numero di attrezzi se non si arriva all'agognato risultato. Facciamo un esempio: ho mandato tre lavoratori a procurare cibo, tiro tre dadi, risultato 1, 6 e 2 per un totale di 9. Poiché il divisore per il cibo è 2, prendo 4 punti cibo e perdo la frazione 0,5 (9 diviso 2 = 4,5). Ma se ho un attrezzo da dedicare a questo compito, il mio numero diventa dieci, e quindi dividendo per due otterrò 5 punti di cibo.

Mi direte: tutto qui? Dov'è la competizione? Tranquilli. La competizione non manca, poiché le opzioni sono delicate, cruciali. Il giocatore sarà sempre di fronte a difficili scelte: prendo quella carta appetitosa prima che la prenda un rivale? Costruisco l'edificio? Le varie attività, anche il procurarsi le risorse (tranne il cibo) sono limitate, non c'è spazio per tutti: se tutti vogliono procurarsi il legno, l'ultimo che arriva rimane escluso. Quindi non si combatte, come in tutti i giochi "german" che si rispettino, ma ci si dà un po' di gomitate.

Semplice, intuitivo, a volte problematico nelle decisioni da prendere, sicuramente valido a livello strategico: Stone Age è per me uno dei migliori giochi da tavolo.




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