martedì 22 novembre 2011

Girlfriend From Hell

Cosa dire di questo ebook di "Germano M." ovvero nel nome d'arte HellGraeco? Innanzitutto che il formato mi ha un po' messo in difficoltà. Ormai ho capito che il mio lettore di ebook (quando alle prese col formato epub) con gli apostrofi e certi altri segni di interpunzione non va troppo d'accordo, mette un paio di spazi di distanza dalla lettera precedente, che ci vogliano o no. Non sono in grado di seguire link, e ce n'è parecchi: rimandi a note, traduzioni di frasi in inglese, immagini, citazioni. Il materiale mostra la sterminata conoscienza mitologica (moderna) e multimediale di HellGraeco, blogger assiduo e immenso.
Comunque va bene anche così o forse va meglio. Io considero un libro consistere nel contenuto. Ovvero nel pensiero espresso nel testo (non ce l'ho con quelli che dicono che senza la carta stanno male, ma per me un ebook va bene lo stesso). Quindi non posso che approvare le scelte del mio scassato lettore, mi interessano poco i rimandi anche se ovviamente non rinuncio alle sensazioni che citazioni alla musica o ammiccamenti cinematografici possono evocare. Pur non essendo amante della forma diaristica/blogghistica, devo dire che si adatta abbastanza bene a questa narrazione, un'avventura apocalittica in cui l'autore si ritrova a essere testimone (privilegiato, inizialmente) di un'epidemia. A creare il disastro è un prione che si diffonde nell'ambiente e nel cibo, e con il contatto tra le persone. L'effetto è un po' quello che si vede nei film di zombie, o in 28 Giorni Dopo: le persone si trasformano in rabbiosi cannibali, insidiosi e pericolosissimi. Il protagonista si rifugia in una zona protetta grazie all'interessamento dell'attrice Zooey (ossessione personale che l'autore trasporta anche in quest'opera) cui ha salvato la vita in quel dell'Inghilterra, e segue passo dopo passo il disgregamento della società, tra zone di coprifuoco, tentativi di contenere i focolai di infezione con le buone o con le cattive, disordini e sciacallaggio. Le informazioni arrivano più dalla rete per mezzo di smartphone e computer portatili che dalla televisione. La rete, almeno in parte, resta in piedi anche quando buona parte del mondo cade nel caos, tra governi che si fortificano in qualche ridotta, ordine civile che collassa e un generale si salvi chi può. Credibile, non credibile? Non saprei, per me in uno stadio iniziale potrebbe anche essere, dopo un po' decisamente no, non credo che senza alcuna manutenzione la rete elettrica andrebbe avanti più di tanto.

All'ultimo stadio, diventa tutti contro tutti: e chi può farcela pensa per sé ed eventualmente per poche persone care di cui riesce a occuparsi; la sola speranza di salvezza sta nel cercare rifugio in posti fuori mano e poco frequentati, nel cercare fonti di alimentazione non contaminate, nell'evitare il contatto con il prossimo, perché anche chi è rimasto sano diventa una minaccia mortale, in una situazione disperata dove si vive dei resti di un mondo ordinato e industriale che non esiste più, consumando risorse che si ha ben poca speranza di vedere reintegrate.

Tematiche a me abbastanza conosciute anche se non sono "specializzato" nel genere; penso di poter dire che la storia è abbastanza credibile, anche nel presentare una società che va in malora a poco a poco e non una notte "dei morti viventi" che improvvisamente travolge tutto. Magari è una mia deformazione professionale, ma penso che ci sarebbe da soffermarsi un po' di più sull'economia che va irrimediabilmente in malora, sarebbe divertente riflettere su quanto durerebbe il trading in borsa, o sulle parole degli economisti capaci di preoccuparsi del Prodotto Interno Lordo mentre gli infetti azzannano la polizia per le strade.
Molto pensare ma non molta vera introspezione, però il passaggio del protagonista da persona civilizzata a guardingo sopravvissuto pronto a tutto per salvaguardare la vita e gli scarsi beni c'è, ed è realistico. Finale aperto.

Con tutte le mie riserve verso la forma ibrida di questo lavoro, e senza alcuna smanceria verso l'autore, Girlfriend from Hell mi è piaciuto molto più di tante opere prime cartacee del fantastico italiano, sia detto senza voler male a nessuno (be', magari a qualcuno sì...). Potete scaricare questo libro qui.

4 commenti:

elgraeco ha detto...

Allora, grazie innanzitutto per averlo letto.
Sei il primo a fare certe osservazioni, quindi mi fa piacere.

La sospensione d'incredulità necessaria perché si accetti che internet continui a funzionare è notevole, in effetti. A mia difesa posso dire che faceva parte dell'elemento caratterizzante il Survival Blog. Tutti i partecipanti si esprimevano attraverso i propri blog, per cui internet doveva necessariamente funzionare.
Poi, in realtà, non ho voluto approfondire molto la questione perché il protagonista non può sapere come stanno le cose, accetta che la rete sia ancora in piedi come un dato di fatto, senza perdersi dietro ipotesi fantasiose. Resta il fatto che, comunque, alcune nazioni sono sopravvissute alla Pandemia, e quindi anche i loro sistemi di comunicazione.

Stesso discorso per il discorso sul soffermarsi maggiormente sulla società pandemica. Ho preferito mantenere il punto di vista limitato a ciò che il protagonista poteva cogliere, o gli interessava.
Comunque, mi servirà, magari, per il prossimo eBook.

;)

Bruno ha detto...

Combinazione, mi era proprio sembrato di cogliere che al protagonista di certi discorsi non gliene poteva fregare meno. Però si può sempre inserirli per via "negativa". Salto senza nemmeno aprire le news sulla crisi della sterlina e sul crollo della produzione industriale. La Borsa anche oggi sospesa per eccesso di ribasso, sai che sorpresa. Cerco qualcosa di utile sulla pandemia, ma le informazioni sono spesso scarse, inutili, palesemente filtrate...

Magari per il prossimo ebook...

elgraeco ha detto...

Eh, ma sai che è bello 'sto discorso? Cioè, quando sei lì a scrivere e ti sei dato una scadenza (e l'ho fatto proprio per evitare di tenerlo ne cassetto e trasformarlo in niente, il mio libro) non si riesce a pensare proprio a ogni aspetto.
Va da sé che la percezione che avevo del personaggio ha influito molto nelle scelte degli argomenti che ha deciso di scrivere.
Insomma, ero a metà, durante la stesura, tra la paura di scrivere troppo e male e la paura di scrivere poco... Mica facile. ^^

Bruno ha detto...

Del resto, ognuno immagina i dettagli con la propria mentalità, e va tutto bene a patto che ci sia una credibilità di fondo.
Diciamo che mi ero intrippato nell'ambientazione e spesso mi veniva da pensare, su certe cose, come le avrei fatte io.