domenica 11 novembre 2007

Nicolas Eymerich, Inquisitore


Questo, edito da Mondadori, è il primo libro di una fortunata serie scritta da Valerio Evangelisti: uno dei non moltissimi scrittori italiani contemporanei conosciuti anche all'estero. Questa storia si dipana su più epoche e in diverse ambientazioni, ma principalmente la viviamo nella Spagna della Reconquista, e precisamente nel Regno d'Aragona. E' un libro di sapore fantasy ma in realtà le sue radici sono saldamente piantate nella fantascienza, poiché l'autore ci dà una complessa spiegazione di certe tecnologie e certi fenomeni, in quello stile pseudoscientifico (detto senza connotazione negativa in quanto siamo nell'ambito di una narrazione fantastica) caro a certi autori di Science Fiction d'altra epoca.
Il protagonista è un inquisitore e non può quindi, per definizione, essere un gran simpaticone. Eymerich è freddo, poco empatico, sdegnoso della folla e schifato dall'imperfezione dei suoi simili. Sicuramente avido di potere e prestigio, e ben poco partecipe dei valori dell'umiltà e della carità cristiana. Programma le sue mosse politiche come le sue indagini, con piglio freddamente intellettuale e mosse astute, calcolate ad arte, e quando occorre spietate.
Questo non va minimamente a discapito della storia, che avvince il lettore fin dalle prime righe. Lo porta a visitare un affresco della Spagna medievale che è anche un tributo all'eccezionale preparazione dello scrittore. Scrittore a cui bisogna anche riconoscere uno stile scorrevole ed impeccabile.
Un unico neo posso dire di aver trovato: e se non volete che vi venga svelata una parte di trama, fermatevi qui. Si tratta dello stratagemma di fingere che il conte de Urrea, che sta proteggendo Eymerich nella sua inchiesta, lo sconfessi e lo faccia incarcerare, allo scopo far svelare alla pagana Elisen i dettagli del proprio intrigo. Ovviamente Elisen, vantandosi con l'inquisitore prigioniero che ritiene ormai inoffensivo, rivela tutto quello che c'è da sapere, salvo essere arrestata a sua volta mentre il trionfante Eymerich viene liberato e può procedere a distruggere il complotto pagano. Questo stratagemma sinceramente mi sembra un po' bolso ed abusato. Ciò non toglie che il libro ci regali una lettura intensa ed affascinante.

7 commenti:

ratatouille ha detto...

fa piacere trovare un blog dedicato alla fantascienza,
non sono molti,
purtroppo.

Bruno ha detto...

Sì. E' complicato parlarne, me ne sono reso conto io stesso.

Anonimo ha detto...

Tra i libri che mi portero' dietro in vacanza c'è anche questo, ma non capisco cosa ti ha spinto ha fermarti dai successivi.
Illoca

Anonimo ha detto...

Tra i libri che portero' in vacanza c'è anche questo, cosa ti ha spinto a fermarti dalla lettura dei successivi???
Illoca

Bruno ha detto...

Non ho deciso di fermarmi, in effetti ce n'era un altro paio che mi interessava. Però sono stato attirato da qualcos'altro, semplicemente.
Va detto comunque che la struttura dei due che ho letto fa pensare a qualcosa di "seriale" nelle storie di Eymerich che (in questo caso) probabilmente non gradirei.

Anonimo ha detto...

Letto, tutto sommato mi è piaciuto, carina l'idea dei 3 periodi temporali diversi che poi si intrecciano, non era una struttura facile da sostenere ma Vangelisti c'è riuscito ottimamente anche se ho apprezzato maggiormente la parte medievale che poi è quella portante.
Condivido che è un po' abusata la confessione forzata, ma è stata raccontata molto bene e alla fine mi ha sorpreso, anche la teoria degli dei che vengono creati dalle preghiere dei fedeli non è certo una novità, però il tutto è stato amalgamato sapientemente.
Gli do un buon 6,5 e magari mi leggerò qualche seguito.
Illoca

Bruno ha detto...

@ Illoca: secondo me lo stile dello scrittore e la sua capacità di creare aspettativa nel lettore sono i punti di forza maggiori. Al di là di qualche difetto.