Questa non è una recensione. Ho comprato l'ebook di Miles Cameron, dal titolo Red Knight. Il Cavaliere Rosso e ho smesso di leggerlo oggi dopo tentativi che si protraevano da una ventina di giorni. Non penso quindi che queste righe valgano una recensione, perché mi rimaneva quasi il 90% del libro da leggere (piuttosto lungo, peraltro) e non so cosa avrei potuto incontrare in seguito. Magari la storia entrava nel vivo e diventava mozzafiato. Comunque parliamo di quello che ho sperimentato.
Il Cavaliere Rosso mi è sembrato troppo verboso e descrittivo, con un'informata colossale di personaggi che venivano presentati in brevi spezzoni di poche pagine, e poi la narrazione si spostava subito: magari su un altro episodio breve, scollegato, in una nuova locazione con ancora nuovi personaggi... insomma mi sono ritrovato un po' frastornato e per niente invogliato alla lettura, sebbene per una volta tanto il libro fosse in italiano (tradotto da Fanucci).
Non c'è tensione, dramma... un libro che non decolla.
Ho dato un'occhiata alle valutazioni su Amazon. Avverto che sono da prendere sempre con attenzione, purtroppo, perché è diventato il territorio di caccia di manipolatori, troll, denigratori e sciacalli, comunque in questo caso ci sono alcuni giudizi molto simili al mio, anche se il libro è in genere recensito in toni positivi. Si critica talvolta anche la traduzione, e in effetti questo libro è molto ben valutato in versione inglese, ma riceve voti più modesti in quella italiana. Io sono critico nei confronti del libro, ma non darei colpe eccessive alla traduzione, che m'è parsa migliorabile, ma mai veramente cattiva al punto da rendere, di suo, il testo non godibile. Questo per quel che posso dire con il mio inglese di livello B2/C1 a seconda del valutatore.
Se per caso passasse di qui qualcuno che da poco abbia letto il libro, mi piacerebbe sentire un'opinione. Giudizio finale? Questo abbandono probabilmente dice qualcosa sui miei gusti, ma non voglio proporvelo come una sentenza. Questione di gusti, appunto.
venerdì 20 marzo 2020
martedì 17 marzo 2020
Queste Oscure Materie
Non avendo accesso alla fonte (Sky) se non presso i miei familiari, ho visto solo una puntata della serie Queste Oscure Materie, la serie della HBO tratta dal romanzo di Philip Pullman dello stesso nome (His Dark Materials).
Questo libro, ricordiamo, aveva già ricevuto un trattamento cinematografico, La Bussola d'Oro, che vidi nel lontano 2012. Film non malaccio e che doveva avere un seguito, che però non ebbe.
Questo libro, ricordiamo, aveva già ricevuto un trattamento cinematografico, La Bussola d'Oro, che vidi nel lontano 2012. Film non malaccio e che doveva avere un seguito, che però non ebbe.
venerdì 13 marzo 2020
Un Virus che ci insegna qualcosa
Non lo abbiamo trattato bene, il "coronavirus." Innanzitutto lo chiamiamo con un nome improprio, che in verità indica una numerosa famiglia di microrganismi e non uno solo, mentre il nome specifico assegnato a lui, quello che ha causato la presente epidemia, ovvero Covid-19, sembra non abbia fatto breccia nella fantasia della gente. E inoltre molti si sono presi gioco di lui, pensando che fosse "soltanto un'influenza."
Ma questo atteggiamento sembra stia passando rapidamente, almeno per quanto riguarda la maggioranza delle persone, quelle che fanno funzionare almeno un pochino il cervello. E ora si vedono cose mai viste: voli bloccati, città deserte, partite di calcio o gare di Formula 1 che non si fanno e non si sa se verranno recuperate (chissà le Olimpiadi).
Il Coronavirus "festeggiato" al carnevale di Dusseldorf - Fonte: France 24
Ma questo atteggiamento sembra stia passando rapidamente, almeno per quanto riguarda la maggioranza delle persone, quelle che fanno funzionare almeno un pochino il cervello. E ora si vedono cose mai viste: voli bloccati, città deserte, partite di calcio o gare di Formula 1 che non si fanno e non si sa se verranno recuperate (chissà le Olimpiadi).
lunedì 9 marzo 2020
Joker
Quando sei a terra e hai bisogno di una mano, la società, gli altri, ne approfittano per prenderti a calci in faccia. Questo uno dei messaggi, direi il più forte, espressi nel film Joker, per la regia di Todd Phillips (Borat). Sebbene tecnicamente sia un film di "supereroi," in quanto narra le origini del malvagio "villain," il Joker, e anche parzialmente del suo antagonista Batman ovvero Bruce Wayne, questo non è un film di eroi in calzamaglia ed effetti speciali. Anzi, per la maggior parte è una storia triste e cupa, storia di una vittima che alla fine decide di reagire.
A dire la verità, vedendo i trailer m'ero aspettato qualcosa di troppo tetro e insopportabile, poi il fatto che Joker abbia vinto degli Oscar mi ha instillato più sospetti che voglia di vederlo. Tuttavia devo ricredermi, si tratta di un grande film, di una grande "storia delle origini," anche se il Joker geniale e super attrezzato di certe trame successive fa un po' a pugni con il malato e sconfitto protagonista che apre la scena qui.
A dire la verità, vedendo i trailer m'ero aspettato qualcosa di troppo tetro e insopportabile, poi il fatto che Joker abbia vinto degli Oscar mi ha instillato più sospetti che voglia di vederlo. Tuttavia devo ricredermi, si tratta di un grande film, di una grande "storia delle origini," anche se il Joker geniale e super attrezzato di certe trame successive fa un po' a pugni con il malato e sconfitto protagonista che apre la scena qui.
martedì 3 marzo 2020
Theft of Swords
Non si tratta di un libro, ma di due. Theft of Swords fa parte della serie The Ryria Revelations, ed è composto dai primi due libri che la compongono: The Crown Conspiracy e Avempartha. L'autore è Michael J. Sullivan, statunitense, la cui prolifica produzione (tradotta in diverse lingue tra cui l'italiano) verte, da circa una dozzina di anni, quasi tutta sul medesimo mondo, raccontando avvenimenti precedenti, successivi e collaterali alla prima serie. Avendo raggiunto un discreto successo grazie all'autopubblicazione, dopo diversi tentativi andati a vuoto e tanta pazienza, Sullivan ci presenta una storia di perseveranza e successo, che non può che essere di grande ispirazione. O meglio.... potrebbe esserlo, se solo queste cose accadessero anche da noi, giusto?
Essendo un "doppio" libro, questo tomo mi ha tenuto impegnato per parecchi giorni. Oltre 600 pagine da leggere, all'inizio molto velocemente, perché la storia sa prendere. Poi, nella seconda parte (Avempartha), ci sono stati momenti di noia e mi sono impantanato, per riprendere ad appassionarmi con il finale. Per fortuna.
Essendo un "doppio" libro, questo tomo mi ha tenuto impegnato per parecchi giorni. Oltre 600 pagine da leggere, all'inizio molto velocemente, perché la storia sa prendere. Poi, nella seconda parte (Avempartha), ci sono stati momenti di noia e mi sono impantanato, per riprendere ad appassionarmi con il finale. Per fortuna.
martedì 25 febbraio 2020
Il Destino di Roma, ovvero le pandemie del passato
Già che parliamo di pandemie come materia quotidiana (di terrore, ormai) propongo una delle mie più recenti letture riguardanti epidemie e cambiamento climatico come le cause della caduta di Roma antica. Unico dettaglio confortante in questa lettura: se il Covid-19 (il virus che ci tormenta adesso) uccide "solo" il 2% degli infetti, possiamo dire che nel passato, pur in mancanza di dati certi, le cose andassero molto peggio. Basta per rallegrarvi? No? Peccato. Ma continuiamo.
Il libro che ho letto è Il Destino di Roma di Kyle Harper, uno storico secondo cui la recente evoluzione nelle indagini archeologiche (con un migliore studio dei resti umani, ecc...) ci presenta un quadro più realistico sull'impatto delle malattie nella decadenza dell'Impero Romano. L'urbanizzazione tipica del mondo romano avrebbe creato un terreno estremamente accogliente per le malattie infettive, per nulla mitigato dalla presenza di fognature (presenti, ma insufficienti) e della pulizia personale degli abitanti (pulizia che per molti significava lavarsi nei vasconi dei bagni pubblici e delle terme, insomma nuotare nei germi lasciati dalle altre persone).
Il libro che ho letto è Il Destino di Roma di Kyle Harper, uno storico secondo cui la recente evoluzione nelle indagini archeologiche (con un migliore studio dei resti umani, ecc...) ci presenta un quadro più realistico sull'impatto delle malattie nella decadenza dell'Impero Romano. L'urbanizzazione tipica del mondo romano avrebbe creato un terreno estremamente accogliente per le malattie infettive, per nulla mitigato dalla presenza di fognature (presenti, ma insufficienti) e della pulizia personale degli abitanti (pulizia che per molti significava lavarsi nei vasconi dei bagni pubblici e delle terme, insomma nuotare nei germi lasciati dalle altre persone).
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