
Dal momento che mi piacciono i film di animazione, ammiro il lavoro di Tim Burton come regista e quello di Johnny Depp come attore, questa Alice in Wonderland non me la potevo perdere, anche se temevo il tocco Disney, che infatti ha lasciato abbastanza poco dello stile ambiguo, oscuro e inquietante del migliore Burton.
Se devo fare un paragone, è con la Fabbrica di Cioccolato, film stupendo per le immagini ma destinato fondamentalmente ai bambini, privo di quello spessore che sa attirare tutte le generazioni, presente invece nei migliori film di questo regista americano. Alice è anche discontinuo nell'aspetto scenografico (a volte sorprendente e mozzafiato, a volte banale e disneyano nel peggior senso del termine). La storia inoltre è alterata in modo da smorzare gli aspetti paradossali della fiaba a cui ci si riferisce per mettere al suo posto una eroina moderna e anticonformista, una piccola donna guerriero che scade un po' nel cliché più banale (alla Nihal della Terra del Vento potremmo dire). Alice nuova icona, nuova eroina femminista? Le ho sentite tutte, ma direi che stavolta proprio non ci siamo.
Ci sono quindi gli elementi per cadere in un capitolo decisamente scialbo rispetto al livello qualitativo cui Tim Burton è solito. La trama è decisamente ritrita. Il Cappellaio Matto ha i classici moventi del personaggio che deve muovere alla rivincita contro i cattivi, e Johnny Depp non gli sa attribuire nulla del fascino irriverente e bizzarro di cui è capace, limitandosi a donargli un po' di espressioni simpatiche o stralunate a seconda dei casi. Direi una interpretazione al di sotto del suo standard. Nel ruolo della Regina Rossa c'è la poco sfruttata (ovvero limitata dal ruolo) ma brava Helena Bonham Carter (che mi ricorda sempre e irrimediabilmente la svitatissima Marla Singer di Fight Club). La protagonista Alice è un'attrice giovane e non famosissima, Mia Wasikowska: il look per la parte a mio parere c'è, una certa capacità espressiva anche, il personaggio m'è sembrato molto impostato per piacere alle ragazzine (probabile target commerciale primario di questo film). Anne Hathaway (famosa, ma per un sacco di film che io NON ho visto) interpreta la Regina Bianca, quella che si è impegnata a essere buona e non fare male a nessuno: le sue abilità stregonesche, il suo modo di fare tra lo zuccheroso e il leggermente inquietante ne fanno un personaggio che dà a intendere un possibile lato oscuro e riesce a rimanere impresso.
Grafica gradevole ma il 3D di Alice in Wonderland non è quello di Avatar. Insomma, non voglio essere catastrofico, tra qualche sbadiglio un po' di spettacolo c'è, però la mia conclusione è che Tim Burton qui ha fatto una notevole stecca, quasi non sembra nemmeno un film suo.



