Era d'obbligo guardare il film che viene da molti additato come il migliore horror dell'anno. Parlo di Bring Her Back, diretto dai fratelli Danny e Michael Philippou, che ci hanno dato il notevole Talk to Me. E così, in una giornata tropicale (pioggia e caldo, ma per fortuna non veramente così caldo...) sono andato a vedermelo in lingua originale al cinema Beltrade di Milano.
Non si tratta però di un film "di paura", piuttosto è un film intenso e opprimente, angoscioso, profondamente inquietante. Un film che fa male emotivamente per le brutte cose che tocca vedere; ma attenzione, qui anche la persona nel ruolo del cattivo è vittima di terribili circostanze.
La storia inizia con la morte di un uomo, che lascia due figli orfani: il quasi maggiorenne Andy e la più piccola Piper, ipovedente. Il fatto che la ragazza sia quasi cieca verrà sapientemente sfruttato dalla regia in molte situazioni. La ragazza viene assegnata a una psicologa, Laura, per un affido che presumibilmente dovrebbe essere breve perché Andy, una volta diventato adulto, intende chiedere l'affidamento.