Finalmente disponibile su Amazon Prime Video: The Long Walk, il film ispirato al libro omonimo di Stephen King. Mi chiedevo se questo film fosse veramente realizzabile, perché l'unica cosa che succede, be', è "la lunga marcia". Ma il film ha saputo recuperare il pathos del libro e magari aggiungere qualche idea propria. L'ambientazione è quella degli Stati Uniti degli anni '70, gli accenni a una catastrofe o guerra persa ancora più evidenti che nel libro, e la marcia esiste come manifestazione patriottica: tanti prendono il via, nessuno si può fermare pena la morte, e l'ultimo che resta in piedi è il vincitore.
Se volete qualche dettaglio in più sulle regole, lo troverete al link qui sopra, che rimanda al mio post sul libro. Resta la domanda: come può una specie di strage legalizzata infondere fiducia alla popolazione? Una specie di Rischiatutto con il morto, anzi, con un sacco di morti, e solo un partecipante si salva. Risolleva il morale al popolo? Non mi convince (come non mi convince in Hunger Games), ma è inutile approfondire qui. Parliamo invece del film, di cui anticiperò solo un pizzico di elementi della trama.
Come nel libro, alcuni dei partecipanti stringono amicizia e formano legami molto forti; altri stanno per i fatti loro, altri ancora sono ostili. Odiato più di tutti è il Maggiore, che guida le guardie, quelle che danno ammonizioni a chi si ferma o rallenta e poi sparano. Il protagonista Garraty si lega a un gruppo di "moschettieri" che saranno amici e solidali, anche se, ovviamente, il vincitore potrà essere solo uno.
Il regista è Francis Lawrence, visto all'opera in Constantine, Io sono Leggenda e altri film. Garraty è interpretato da Cooper Hoffman (Licorice Pizza), nei panni del suo amico Pete abbiamo il britannico David Jonsson (Alien: Romulus). Charlie Plummer fa la parte di un partecipante odioso e provocatore, che scatena un litigio che costa la vita a un compagno di sventura. Plummer ha recitato la parte del miliardario rapito in Tutti i Soldi del Mondo. Infine, nei panni dell'odiato Maggiore c'è niente di meno che Mark Hamill.
Il finale del film ha molto pathos, ma è differente dal libro, che nella sua incertezza forse era più efficace, ma non voglio rivelarlo o esaminare il paragone. Il film è bello, bella la cinematografia, bravi gli attori, questa è la cosa più importante. Merita di essere visto, per farsene la propria opinione.

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