Non mi aspettavo molto da questo film, ma dopo averlo visto devo dire che mi sono ricreduto. 28 Anni Dopo ci riporta nella serie che ebbe inizio ormai oltre un ventennio fa: 28 Giorni Dopo, il primo film, infatti, è del 2002.
Il regista è nuovamente Danny Boyle (che aveva diretto 28 Giorni Dopo e che ricordo anche per Trainspotting): senza dubbio riesce ad affrontare una situazione completamente diversa, non più lo scoppio di una "apocalisse zombie", ma la situazione dopo diversi anni, quando apparentemente le altre nazioni si sono rassegnate a tenere la Gran Bretagna in quarantena, e la popolazione locale è ridotta a poche comunità che stanno tornando a una vita molto più semplice e priva di tecnologia.
E ci sono ovviamente gli infetti: alcuni si sono evoluti in "Alfa", forti e veloci, capaci di riprodursi, difficili da ammazzare. Altri sono grassi, strisciano per terra, mangiano qualsiasi schifezza... e mi chiedo, ovviamente, come possano esistere nell'ecosistema in cui si trovano. La storia parte con una scena che si ricollega al resto soltanto dopo, e che introduce un personaggio che sarà importante nel seguito, già pronto, di questo film; ma siccome qui non ci interessa, andiamo alla storia: abbiamo una piccola comunità che vive su un'isola, protetta dalla marea. Soltanto con la bassa marea la strada che porta alla terraferma può essere percorsa.




