Questo è un film tratto da una storia di Stephen King che non ho letto, ma so che non è facile da portare sullo schermo. Ci ha provato Mike Flanagan (Midnight Mass), un regista che riesce molto bene nelle storie sinistre. Il titolo è Il Gioco di Gerald (Gerald's Game). Ho accuratamente evitato di vederlo per anni, pur avendolo a disposizione sui canali di streaming, proprio perché pensavo che la storia fosse basata su troppo poco. Ed è quello che spesso ti succede con Stephen King.
Finalmente mi sono deciso a guardarlo. L'elemento horror esiste, ma meglio chiarire questo punto: è poco rilevante. La trama ci porta in una casa isolata dove Gerald e Jessie, una coppia in difficoltà, si sono recati per cercare di ravvivare la fiamma della propria unione. Gerald ammanetta Jessie al letto per provare un gioco erotico, ma la cosa non attecchisce nella mente della donna, che reagisce male e chiede di essere liberata. Prima di poterlo fare, il povero Gerald esce di scena per un attacco cardiaco, forse colpa del Viagra che ha preso per performare meglio.
Comincia così un lungo periodo di terrore e introspezione per la donna, che non può farsi sentire da nessuno e sa di non poter contare su alcun visitatore per molto tempo. Probabilmente è condannata a morire lì. Jessie ha la sola compagnia di un cane, di una visione notturna allucinante e dei suoi pensieri. E parla con una specie di versione immaginaria del defunto marito e di sé stessa; disseppellisce dalla memoria ricordi d'infanzia che avrebbe preferito lasciar sepolti, ma che le danno forse la forza di reagire e cercare di sopravvivere, facendo i conti anche con il suo passato.
Bravi gli attori, Carla Cugino nei panni di Jessie, Bruce Grenwood in quelli di Gerald (Grenwood lo ricordo dal "reboot" di Star Trek del 2009), e come ho già scritto, bravo il regista. Grandi professionisti che riescono a tenere assieme una storia claustrofobica difficile da filmare. Non sono entusiasta del risultato, ma Il Gioco di Gerald non è certo un brutto film.

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