sabato 1 agosto 2026

Il Seme della Follia

 Chi era Sam Neill? Per me, che non ho avuto grande entusiasmo per il suo più grande successo come attore (Jurassic Park), un volto semisconosciuto, ma uno di quelli che ti ricordi di aver visto cento volte. E, in effetti, Neill ha lavorato in film che mi sono stati molto cari, come Punto di Non Ritorno e Caccia a Ottobre Rosso. Per vedere qualcos'altro di suo ho incrociato la sua carriera con quella di John Carpenter, regista di cui non ho ancora visto tutto, e da qui è scaturita la visione di questo Il Seme della Follia (In the Mouth of Madness in inglese). La pellicola è del 1994.

Si tratta di un film cult per alcuni. Condivido? Purtroppo no, ma non è nemmeno un brutto film. L'idea decisamente è stimolante: un viaggio nella follia e in una realtà alternativa dove un personaggio, totalmente realista nella sua visione e prosaico come occupazione (è un perito assicurativo), si trova di fronte all'impossibile.

John Trent (Neill) inizia la storia in un ospedale psichiatrico, quindi sappiamo che ultimamente le cose non gli sono andate molto bene. Quasi tutto il film è un flashback che comincia da qui.

John era stato incaricato di scoprire dov'era finito Sutter Cane, uno scrittore di libri horror. Casualmente (o no?) John era sopravvissuto poco prima all'assalto di uno sconosciuto, poi abbattuto dalla polizia, sconosciuto che si scoprì esser stato proprio l'agente letterario di Cane.

Pur sospettando che tutta la storia della sparizione dell'autore sia un trucco pubblicitario per spingere l'ultimo libro, John accetta l'incarico, e ingegnosamente crea un'ipotesi su dove Cane potrebbe essersi rifugiato. Parte quindi alla ricerca assieme all'editor di Cane, Linda Styles, e raggiunge una località fuori dalle mappe, semideserta, spettrale. La Styles si rende conto che il luogo è esattamente come descritto nei libri di Cane. John cerca una soluzione logica, ma non potrà che inabissarsi in un labirinto di esperienze demoniache e soprannaturali e fatti inspiegabili.

Qui mi fermo con la trama, che vede praticamente un inferno scatenarsi sulla Terra e la realtà incrinarsi. Una storia lovecraftiana di follia e mostri. Funziona? Per il budget non proprio faraonico, va detto che gli effetti speciali sono buoni per l'epoca. A vedersi, il film sembra avere una targhetta del prezzo più alta della realtà. Ma alla fine, rispetto alle aspettative accese dalla premessa iniziale, il film non dà moltissimo. Certe scene sono banali, qualcosa è anche ripetitivo, l'orrore non è abbastanza tremendo come dovrebbe. Insomma, ci si potrebbe aspettare un film col botto, considerando che il regista è Carpenter, quello della Cosa, ma il botto non arriva, o è troppo loffio.

Io ci avrei messo più tensione e meno mostri, ma chissà. Comunque da Carpenter mi aspettavo di meglio.




1 commento:

M.T. ha detto...

Me lo ricordo: non male ma nemmeno eccezionale (chissà perché all'epoca in cui lo vidi pensai che fosse ispirato a una storia di King, che non c'entra nulla con questa pellicola).