domenica 26 novembre 2023

Napoleon (2023)

 Era da tempo che non vedevo una sala cinematografica strapiena fino alle prime file che si trovano dritto sotto lo schermo. Impressionante (e speriamo di non aver ripreso il Covid). Non sono certo che tale grande interesse fosse proprio meritato dal film che sono andato a vedere, per quanto si noti la mano dell'anziano ma bravissimo regista Ridley Scott. Questo perché la ricostruzione della vita del protagonista che dà il titolo al film, Napoleone, viene effettuata con molte licenze poetiche.

La ricostruzione dell'epoca sembra buona, e a dire la verità io non sono in grado di dire se una piazza o la sala del governo a quei tempi apparisse come si vede nel film, quindi diciamo che accetto quello che mi viene proposto. I fatti invece sono mostrati con grande libertà e gli errori (rispetto alla storia vera) si sprecano. Ma non sono errori nel vero senso della parola, perché non è stata cercata una verosimiglianza storica. Non ci hanno nemmeno provato.

Ma qual è il punto di vista di Ridley Scott? il regista ci mostra un Napoleone narcisista, egotista, avido di potere in maniera sfrenata, e allo stesso modo avido di tutto ciò che la vita gli possa offrire, donne comprese, Da qui il suo tormentato rapporto con Joséphine Beauharnais, una donna che lo affascina ma che gli tiene testa, che non gli è fedele, che sminuisce il suo desiderio di dominarla. Ridley Scott ci mostra anche le prodezze sessuali di Napoleone, che possiede la consorte freneticamente, da dietro, come in uno sfogo di aggressività più che in un consesso amoroso(*).

Dubito che ci siano elementi a dimostrazione su questi aspetti della vita privata di Napoleone (ci sono solo, credo, le lettere che si scambiava con Joséphine). Insomma, i temi contemporanei fanno prepotentemente l'ingresso nella storia in costume, con un imperatore mostrato come esponente della "mascolinità tossica," e non manca una spruzzata di interpreti di colore per rispettare le quote sindacali woke.

Intendiamoci, Napoleone era probabilmente per davvero un personaggio dal carattere piuttosto patologico (accompagnato da un grande carisma). E il punto di vista del film, dove si esplora il Napoleone "privato," sarebbe anche interessante, ma mi pare che sia stato spinto ad estremi grotteschi, quanto meno in alcune scene. Aggiungiamoci che per immaginare la realtà tocca fare un grosso sforzo di adattamento... perché Napoleone quando cominciò a frequentare Joséphine era un giovanotto sui 25 anni, lei era più vecchia di qualche anno e aveva già dei figli(**), mentre nel film sembra che Napoleone sia un vecchio incartapecorito che concupisce una giovane. Napoleone in effetti sembra piuttosto vecchiotto dall'inizio alla fine del film (l'attore è sui 50).

Per quanto riguarda la ricostruzione storica dei fatti militari e non, comincerò col dire che ogni volta che c'è un pezzo di carta stampata o un giornale che dovrebbe essere in francese, il film ce lo propone in inglese. E va bene la praticità, ma è un po' come i personaggi dei film ambientati in Italia usciti di recente negli USA, tutti che parlano con l'accento italoamericano. Suona troppo falso. Quanto alle scene di battaglia, non ho la pretesa di fornire un elenco preciso degli errori (un esperto di storia militare probabilmente rischia il collasso, se vede il film) ma ce ne sono molti. La fanteria dell'epoca napoleonica non attaccava in quel modo: attaccava in colonne strette e dense per massimizzare la forza d'urto mentre i difensori per sfruttare a pieno la loro potenza di fuoco aspettavano il nemico in formazioni lineari. Perciò se l'attaccante riusciva a venire a contatto il difensore spesso se la squagliava senza cercare la mischia. La cavalleria non si lanciava dentro i quadrati di fanteria cercando di romperli perché... i cavalli non sono stupidi: non lo fanno. La scena in cui i cannoni vengono issati su per un muro e poi usati nel corso di un combattimento è irreale. Il tizio che propone a Wellington (il comandante inglese a Waterloo) di uccidere Napoleone con un tiro mirato è esistito ma... era un artigliere. Non c'erano fucili di precisione che potessero colpire a centinaia di metri di distanza. Altra cosa ridicola, è vedere Napoleone che ammazza nemici a colpi di sciabola anche nelle ultime battaglie. Non so se da giovane Napoleone si sia esposto al rischio di persona, ma so che una volta diventato generale non andava certo a dar colpi di spada sul groppone ai nemici. Il suo posto era in mezzo agli ufficiali dello staff, e ai portaordini che servivano a trasmettere la sua volontà alle truppe (nel film si vede talvolta Napoleone che grida o che fa un cenno, ma ovviamente nella realtà questo non era sufficiente a manovrare decine di migliaia di soldati). La battaglia di Waterloo, quella vera, fornisce spunto per molti momenti drammatici; il film non può che riassumere, perché altrimenti sarebbe troppo lungo, ma lo scontro fatale perde così tutta l'efficacia.

Per quanto riguarda gli attori, Joaquim Phoenix ha ricoperto il ruolo di Napoleone. Questo attore non somiglia molto alle immagini di Napoleone che conosciamo, ma ha proprio l'espressione che ci vuole per rendere il personaggio voluto dal regista, indubbiamente è riuscito nel ruolo. Per il ruolo di Joséphine in un primo momento era stata scelta Jodie Comer, vista in The Last Duel, poi l'attrice ha dovuto rinunciare. Dal momento che il ruolo della Comer nel film precedente era stato molto più virtuoso, non saprei se sarebbe stata adatta a questa pellicola. So che è stata molto brava la sua sostituta Vanessa Kirby, a me precedentemente ignota, ma acclamata nella serie The Crown. Tra l'altro la Kirby è acconciata in modo da assomigliare molto al volto della vera Joséphine, come lo vediamo dai quadri. Nel ruolo di Wellington abbiamo Rupert Everett, noto per tantissime interpretazioni ma che io ricordo soprattutto per Dellamorte Dellamore.

Bella la fotografia, lo stile visivo, che mi ha ricordato talvolta Barry Lyndon di Stanley Kubrick, altro grande film in costume (e molto più bello di questo).

Nonostante la lunghezza il film non è mai davvero noioso e si fa vedere fino all'ultimo fotogramma, la mano di Ridley Scott ci assicura uno spettacolo abbastanza avvincente (qui so che non tutti saranno d'accordo); tuttavia sono rimasto piuttosto perplesso. Insomma, sono quasi tutte balle! L'ho sopportato ne Il Gladiatore, lo sopporto molto di meno se si parla di faccende assai più documentate, come la vita e le battaglie di Napoleone.

Comunque, vediamo un po' come questo film è andato presso il pubblico. Come ho già detto, sala strapiena in Italia, ma l'Italia conta poco. Dal punto di vista del botteghino USA, Napoleon sembrerebbe un flop parecchio brutale, anche se la produzione è stata supportata da Apple TV, pertanto non vanno messi all'attivo soltanto gli incassi dei biglietti venduti. Uscirà una versione estesa, probabilmente per lo streaming o il mercato di Blu Ray e DVD. Chissà se sarà meglio del film che ho appena visto.


(*) Nota: da quello che si può dedurre dalle lettere di Napoleone, piuttosto esplicite, possiamo dedurre che anche questo aspetto visto nel film, che lo raffigura come una specie di orco dalla sessualità brutale, è del tutto inventato dallo sceneggiatore e/o dal regista. Se siete anglofoni (o almeno sapete leggere i sottotitoli in inglese) provate a guardarvi questo video su YouTube. Napoleone comunque desiderava molto lei (una passione che lo rese riluttante a lasciarla quando fu evidente che Joséphine non poteva dargli un erede), ma non ne era desiderato e presumibilmente nemmeno amato, almeno nei primi anni del loro matrimonio.

(**) Nota: Eugenio di Beauharnais, il figlio maschio di Joséphine, fu in effetti uno dei generali di Napoleone e adottato, anche se tenuto fuori dalla linea di successione quando Napoleone ebbe un figlio suo (Napoleone II). Eugenio comunque figura nell'albero genealogico delle case regnanti di buona parte del Nord Europa. Ortensia, la figlia, sposò il fratello di Napoleone, Luigi Bonaparte. Poiché il tanto desiderato figlio di Napoleone morì in giovane età, un figlio di Ortensia poté prendere il nome di Napoleone III quando divenne imperatore di Francia (quello che vinse a Solferino e San Martino contro gli Austriaci, e perse contro i Prussiani a Sedan).

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