giovedì 15 ottobre 2026

Diario - Ottobre 2026

 Il blog dà talvolta strane sorprese, soprattutto in tema di statistiche. Ne avevo già parlato, avevo anche ricevuto dei consigli per migliorare la mia percezione di visite e accessi, ma a causa di troppi sbattimenti e problemi non ho fatto niente. Quello che avviene adesso è che, improvvisamente, gli accessi mensili al blog sono RADDOPPIATI rispetto al mese precedente. Possibile? L'ultimo post prima di questo, la recensione di The Long Walk, può vantare 450 accessi in cinque giorni, mentre generalmente, salvo casi particolari, i post di questo blog si fermano ai 100-200 in una settimana, e se mai hanno un lento incremento col tempo.

E ancora più strano è il fatto che ci sarebbe stata un'impennata di visite in un giorno preciso, il 10 ottobre (sabato). Centocinquantamila visitatori. Sono stati gli alieni a visitarmi? Qual è il loro indirizzo IP?

Cambiamo argomento, dopo la foto della Principessa Mao.

Una questione che ho voluto approfondire è quella delle spiagge, anche se non le frequento. Davvero esiste un diritto di balneazione ovunque, per tutti, nei famosi cinque metri dal bagnasciuga?
In un certo senso sì, ma i cinque metri devono restare liberi per il transito altrui. Perciò, a quanto ho capito, il gestore della spiaggia non può impedire l'accesso e il transito, non può impedire che uno vada a fare il bagno, ma il nostro bagnante gratuito non può sdraiarsi a prendere la tintarella nei famosi cinque metri. Quindi è vero che uno non si può mettere bello comodo nei cinque metri, ma è anche vero che è un serio abuso non lasciarti accedere.

Le spiagge sono notoriamente gestite in concessione e le regole europee prevedono che si ripetano, finalmente, i bandi di assegnazione. Personalmente, però, non condivido l'entusiasmo generale per la prossima rivoluzione dei lidi. Ammetto che certi gestori trattano la spiaggia come una proprietà, mettono sbarramenti che non dovrebbero mettere, e in generale si pagano canoni ormai ridicoli.

Ma sarebbe meglio se arrivassero gli stranieri? (con o senza prestanome italiano). Immaginate una spiaggia in cui tutto il personale è cinese (o americano, o russo, ecc.). Tutti i clienti sono di una nazione: turisti serviti dai propri connazionali, e che si godono il mare con una finta Torre di Pisa sullo sfondo. Un posto che un tempo era Italia e dove adesso non vogliono l'italiano, né come turista né come lavoratore.
Insomma, immaginate la Versilia in mano ai giapponesi, i cinesi nelle Puglie, i tedeschi nell'alto Adriatico, una multinazionale americana e clienti danarosissimi in Liguria, nababbi arabi in Costa Smeralda... Potremmo arrivare a questa situazione?

Forse no. Le obiezioni che ho trovato cercando in rete (e chiedendo all'AI di Google) sono: ci sarebbe un tetto massimo alle concessioni balneari assegnate a un singolo operatore, quindi non può arrivare la multinazionale che si spazza via tutto. Io, però, credo che un operatore straniero motivato possa rispettare la regola nella forma e aggirarla nella sostanza.

Quanto al sostituire i dipendenti, sembra che non sia così facile (per via delle leggi contro il licenziamento nel CCNL italiano e delle sanzioni per chi volesse cambiare il personale dopo aver vinto la gara). Anche qui vedo possibile realizzare, magari non in un anno o due ma in periodi un po' più lunghi, l'importazione di personale straniero. Ricordiamo comunque che chi lavora in nero può essere licenziato senza alcuna formalità.

Resto con le mie preoccupazioni. Rifare i bandi (aumentando le tariffe) sarebbe magari sacrosanto, ma se, in nome del libero mercato, la competizione verrà aperta a tutti, gli stranieri potrebbero comprarsi le nostre spiagge, come si sono comprati tutte le aziende italiane che funzionavano.


2 commenti:

  1. La gatta è bellissima :)
    Le spiagge non possono essere portate fuori dall'Italia come le aziende, ma questo non toglie che la situazione sia bella; mi sa che sto diventando vecchio, ma mi vien da dire che in passato era meglio.

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  2. Le spiagge devono restare per forza entro i confini nazionali, ma potrebbero diventare dei club privati stranieri, questo è il mio timore.
    La gatta sta crescendo bene, va detto.

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