Sono tornato a viaggiare un po', stavolta decisamente poco, perché Torino la si raggiunge in un'ora con i treni ad alta velocità che ci sono adesso. Mi aspettavo di vedere una città un tantino impoverita e sgaruppata, visto che con la scomparsa della Fiat ha perso la spina dorsale. Non sono stato deluso, anche se, in verità, la situazione non è peggiore di quella di Milano: è solo che Milano riesce a fare più effetti speciali e a mostrare qualche grattacielo in più, magari costruito senza le carte in regola.
Torino vanta un pezzo unico in Italia: un Museo Egizio di dimensioni importanti. C'ero già stato, ma parecchi anni fa, perciò sono tornato per una seconda visita, forse è un'evenienza storica della mia vita. Che sia la prima o la seconda volta, ne vale decisamente la pena.
Per il resto, credo che la cosa migliore da fare sia camminare per la città, visitare il notevole centro storico, entrare in qualche chiesa o palazzo e fare una passeggiata nel parco del Valentino, una specie di equivalente del parco Sempione di Milano, ma in riva al Po. Da non perdere i Palazzi Reali e la relativa Armeria, dove potrete vedere panoplie di armi antiche in bella mostra, ma anche parecchie armi da fuoco. La mia impressione è che Torino vanti anche una quantità di case "normali" di grandissima qualità (art nouveau, antiche, ecc...).
Ottimo anche il mio albergo ma, purtroppo, si trovava in una delle vie adiacenti alla stazione, via Nizza. Lì c'è una vera casbah, e proprio percorrendo la via sotto i portici mi è capitato uno spiacevole incidente. Un nero ha attaccato briga con me in modo aggressivo, mentre io, da parte mia, non avevo né volevo avere nulla a che fare con lui. La sua frase ripetuta più volte: "Smettila di proiettare i tuoi pensieri su di me", mi faceva pensare a un tizio con qualche problema mentale. Mi sono visto male, visti i precedenti, ho pensato ai titoli dei giornali del giorno dopo, con me scannato da questo individuo. Ho cercato di scantonare, mentre tutta la gente intorno si faceva meticolosamente gli affari suoi, ma a un certo punto ho reagito verbalmente. Va bene che fosse più giovane e, sicuramente, più forte, ma non si può sopportare tutto. Abbiamo percorso un cento metri di via scambiandoci insulti (e quando ho detto che avrei chiamato la polizia, ha replicato: "e chiamala"). Alla fine non è successo niente, ma questa disavventura torinese mi ha spinto a chiedermi se non sia il caso di trascinarmi alle urne alle prossime politiche (cosa che di solito evito) e dare un voto al general Vannacci.
Passando a questioni più allegre, pur avendo mangiato per lo più da kebabbari e in bettole infami, mi sono concesso visite a qualche buon ristorante.
Esprimo il mio voto favorevole per Le Vitel Étonné, che offre ai visitatori vitello tonnato e tanto altro. Ho assaggiato il vitello (cotto incredibilmente bene) e devo dire che la porzione che mi hanno servito era abbondante rispetto alle foto nelle recensioni su Google, quindi mi hanno anche trattato alla grande.Alla fine cosa dire di questa città? Se Milano vale una visita (la vale?), a maggior ragione la vale Torino.




Di gente fuori dai coppi ce n'è e non c'entra l'essere di colore o straniero: se ne trovano anche dove si abita e sono italiani, dare il voto a gente come Vannacci peggiorerebbe solo le cose, che già vanno male.
RispondiEliminaSe gli dessi il voto sarebbe solo come voto di protesta, non è che io creda che cambi qualcosa. Più probabile che non vada a votare.
RispondiEliminaUna nota: non sono un politologo ma, se il Vannacci prendesse percentuali tipo 8 % sottraendole alle altre forze di destra, otterrebbe una situazione in cui queste non potrebbero tenerselo come alleato in quanto "impresentabile", e forse otterrebbe di conseguenza la vittoria del mostro a molte teste (Schlein, Conte, Renzi, ecc...).
Non so cosa è peggio.