... il quale aveva comunque la tenera età di 91 anni. Be', non ho moltissimo da commentare sulla sua opera in quanto ho letto soltanto Fahrenheit 451 e per alcuni aspetti mi aveva lasciato un po' perplesso. Questo mi dovrà essere da sprone a leggere qualcuno dei suoi racconti e cercare di capirlo meglio.
Riposi in pace.
La mia recensione su Fahrenheit 451
mercoledì 6 giugno 2012
sabato 2 giugno 2012
Iron Sky
La cosa più interessante di questo film è che si tratta di un progetto nato da un'idea di belle speranze, lanciata sulla rete e con la presentazione di un trailer nei festival cinematografici, nella speranza di trovare sostenitori e finanziatori.
L'idea ha avuto successo, ed è stata prodotta per mezzo dello sforzo congiunto di varie case (finlandesi, australiane e tedesche). Iron Sky è un film demenziale pieno di gag più o meno esilaranti, basato sull'idea che i nazisti, sconfitti nella seconda guerra mondiale, abbiano trovato rifugio nientemeno che sul lato oscuro della Luna, dove per lunghi anni hanno preparato il ritorno (e la vendetta).
L'arrivo di una missione spaziale, che riporta l'uomo sulla Luna dopo tanti anni per reare supporto alla rielezione della presidentessa degli USA (una specie di Sarah Palin interpretata da Stephanie Paul), scatena gli eventi. I nazisti lunari uccidono uno degli astronauti e catturano l'altro, che è un nero. Poiché hanno bisogno di lui lo "rendono bianco" per mezzo di un siero e lo portano sulla Terra in una missione condotta da Klaus Adler, malvagio e ambizioso leader che vuole succedere al "legittimo" Fuhrer (l'attore che interpreta Adler è Gotz Otto, già visto in La Caduta; Christopher Kirby è l'attore che interpreta James Washington, l'astronauta nero). Assieme ai due verrà anche Renate Richter (interpretata da Julia Dietze), figlia di uno scienziato (più o meno pazzo) della base lunare nazista, promessa sposa di Adler nonché ingenua insegnante convinta che il nazismo sia un'ideologia improntata alla bontà. L'incontro con la leadership americana viene inteso da Adler come la possibilità di trovare un aiuto per guadagnare potere e scalzare il Fuhrer, e dalla presidentessa americana (assieme alla sua specialista per la propaganda) come un aiuto inaspettato per la rielezione. Washington verrà scaricato e lasciato in mezzo alla strada a raccontare della minaccia nazista lunare a gente che non gli dà retta.
L'occasione è ghiotta per una serie di battute e di situazioni comiche derivanti dall'inaspettata presa del leader nazista, dalle incomprensioni della povera Renate su come le cose vanno sulla Terra (compreso l'incontro con dei nazi-skin), dall'ipocrisia della presidentessa americana e della sua collaboratrice. Ma le cose non saranno così semplici...
Divertente e demenziale, salvo la morale finale che non vi rivelo, ricco di citazioni a valanga che appassioneranno i cinefili e i "nerd," Iron Sky non è ancora uscito in italiano (lo farà mai?). Per adesso è disponibile soltanto in rete con i sottotitoli creati dai fan, come al solito in questi casi. Tutto sommato godibile: sorprendentemente buona o passabile la quasi totalità degli effetti speciali, notevole il fatto che sia stato prodotto con un budget limitato (una casa cinematografica statunitense avrebbe fatto poco o niente con circa 10 milioni di dollari). Come tutte le parodie demenziali, magari è un po' troppo lungo.
L'idea ha avuto successo, ed è stata prodotta per mezzo dello sforzo congiunto di varie case (finlandesi, australiane e tedesche). Iron Sky è un film demenziale pieno di gag più o meno esilaranti, basato sull'idea che i nazisti, sconfitti nella seconda guerra mondiale, abbiano trovato rifugio nientemeno che sul lato oscuro della Luna, dove per lunghi anni hanno preparato il ritorno (e la vendetta).
L'arrivo di una missione spaziale, che riporta l'uomo sulla Luna dopo tanti anni per reare supporto alla rielezione della presidentessa degli USA (una specie di Sarah Palin interpretata da Stephanie Paul), scatena gli eventi. I nazisti lunari uccidono uno degli astronauti e catturano l'altro, che è un nero. Poiché hanno bisogno di lui lo "rendono bianco" per mezzo di un siero e lo portano sulla Terra in una missione condotta da Klaus Adler, malvagio e ambizioso leader che vuole succedere al "legittimo" Fuhrer (l'attore che interpreta Adler è Gotz Otto, già visto in La Caduta; Christopher Kirby è l'attore che interpreta James Washington, l'astronauta nero). Assieme ai due verrà anche Renate Richter (interpretata da Julia Dietze), figlia di uno scienziato (più o meno pazzo) della base lunare nazista, promessa sposa di Adler nonché ingenua insegnante convinta che il nazismo sia un'ideologia improntata alla bontà. L'incontro con la leadership americana viene inteso da Adler come la possibilità di trovare un aiuto per guadagnare potere e scalzare il Fuhrer, e dalla presidentessa americana (assieme alla sua specialista per la propaganda) come un aiuto inaspettato per la rielezione. Washington verrà scaricato e lasciato in mezzo alla strada a raccontare della minaccia nazista lunare a gente che non gli dà retta.
L'occasione è ghiotta per una serie di battute e di situazioni comiche derivanti dall'inaspettata presa del leader nazista, dalle incomprensioni della povera Renate su come le cose vanno sulla Terra (compreso l'incontro con dei nazi-skin), dall'ipocrisia della presidentessa americana e della sua collaboratrice. Ma le cose non saranno così semplici...
Divertente e demenziale, salvo la morale finale che non vi rivelo, ricco di citazioni a valanga che appassioneranno i cinefili e i "nerd," Iron Sky non è ancora uscito in italiano (lo farà mai?). Per adesso è disponibile soltanto in rete con i sottotitoli creati dai fan, come al solito in questi casi. Tutto sommato godibile: sorprendentemente buona o passabile la quasi totalità degli effetti speciali, notevole il fatto che sia stato prodotto con un budget limitato (una casa cinematografica statunitense avrebbe fatto poco o niente con circa 10 milioni di dollari). Come tutte le parodie demenziali, magari è un po' troppo lungo.
giovedì 31 maggio 2012
Cosmopolis
Purtroppo ho letto da qualche parte che era fantascienza e ci sono cascato. Non ci credete, sono palle. Cosmopolis è un film basato su situazioni irreali e spesso sconnesse, condite da fiumi di dialogo, spesso molto più del necessario. E' ispirato a un romanzo che non ho il piacere di conoscere, e vanta la regia di David Cronenberg, regista immaginifico ma spinoso assai, e la partecipazione nel ruolo del protagonista di Robert Pattinson, ovvero il vampiro di Twilight in cerca di uno scopo nella vita ora che la serie di film vampireschi è terminata. Dei problemi che incontra Pattinson a fabbricarsi la carriera penso vi interessi fino a un certo punto, è più importante che la sua recitazione funzioni qui. Sorpresa: secondo me funziona abbastanza, perché il nostro eroe ricopre un ruolo adatto alla sua espressività carente. E' un miliardario anaffettivo, in cerca di significati e paranoico, che vorrebbe essere passionale ma è soltanto schizzato, sconnesso.
Nel suo stato disturbato il protagonista, che è una specie di Steve Jobs antipatico (non che a me quello vero fosse simpatico, però), attraversa la città per andare a... farsi tagliare i capelli, pur sapendo che a causa della visita del presidente ci sono enormi problemi di sicurezza e di traffico. Più tardi si scoprirà una minaccia specifica tutta per lui, ma ne sarà attirato anziché spaventato.
Nella sua limousine (da qui in poi allarme spoiler, ma tanto nel guazzabuglio generale non dovrebbe nemmeno interessarvi) il miliardario Packer (ovvero Pattinson) riceve i suoi collaboratori, segue nei monitor l'andamento delle sue operazioni finanziarie (si sta giocando l'osso del collo in una scommessa "sullo Yuan," vorrei proprio che mi spiegassero di più per farmi quattro risate) fa sesso, discute del più e del meno e riesce pure a trovare il tempo per farsi fare l'esame della prostata da un medico (ahimé sì, avete capito bene).
Tematiche: il capitalismo assassino e malvagio che crea disordini e proteste mentre distrugge la società è senz'altro uno dei temi primari. La cyber-economia che annienta le vite degli uomini con la propria perfezione inarrivabile, con la propria distruzione della realtà e creazione di un altro mondo, con un altro uso del tempo e delle risorse: lo si vede sia nei discorsi deliranti del protagonista che nelle proteste delle persone che, non essendo al comando di queste meraviglie tecnologiche, sanno semplicemente che vedranno il loro mondo distrutto; è anche il tema della persona che vuole uccidere il miliardario Packer/Pattinson.
Tra odio sociale, e tristezza e delusione della stessa persona che è bersaglio di tanto odio, lo scenario si prospetta maturo per la distruzione del protagonista quando nel finale incontra la persona che vuole ucciderlo. Qui non vi rivelo chi ci lascerà la pelle, ma del resto è una faccenda superflua perché i due smettono di sparare e cominciano a parlare, e chi ammazzerà chi diventa irrilevante. La scena peraltro avrebbe le potenzialità per essere interessante, ho spesso immaginato (ma non trovato il tempo per mettere in pratica) di scrivere di un aggressore che si rivolge con calma alla vittima ed espone con calma i perché e percome, ma questo momento di spiegazione e resa dei conti vien fuori fiacco per la mancanza di carisma dei due personaggi coinvolti.
Fine spoiler e commenti finali. Non mi è piaciuto. A chi potrei consigliare di vederlo? Ai fanatici di Cronenberg senz'altro (se ve li vedete tutti, vedrete anche questo). Alle ragazzine innamorate di Pattinson no, perché potrebbe essere una delusione fatale...
Nel suo stato disturbato il protagonista, che è una specie di Steve Jobs antipatico (non che a me quello vero fosse simpatico, però), attraversa la città per andare a... farsi tagliare i capelli, pur sapendo che a causa della visita del presidente ci sono enormi problemi di sicurezza e di traffico. Più tardi si scoprirà una minaccia specifica tutta per lui, ma ne sarà attirato anziché spaventato.
Nella sua limousine (da qui in poi allarme spoiler, ma tanto nel guazzabuglio generale non dovrebbe nemmeno interessarvi) il miliardario Packer (ovvero Pattinson) riceve i suoi collaboratori, segue nei monitor l'andamento delle sue operazioni finanziarie (si sta giocando l'osso del collo in una scommessa "sullo Yuan," vorrei proprio che mi spiegassero di più per farmi quattro risate) fa sesso, discute del più e del meno e riesce pure a trovare il tempo per farsi fare l'esame della prostata da un medico (ahimé sì, avete capito bene).
Tematiche: il capitalismo assassino e malvagio che crea disordini e proteste mentre distrugge la società è senz'altro uno dei temi primari. La cyber-economia che annienta le vite degli uomini con la propria perfezione inarrivabile, con la propria distruzione della realtà e creazione di un altro mondo, con un altro uso del tempo e delle risorse: lo si vede sia nei discorsi deliranti del protagonista che nelle proteste delle persone che, non essendo al comando di queste meraviglie tecnologiche, sanno semplicemente che vedranno il loro mondo distrutto; è anche il tema della persona che vuole uccidere il miliardario Packer/Pattinson.
Tra odio sociale, e tristezza e delusione della stessa persona che è bersaglio di tanto odio, lo scenario si prospetta maturo per la distruzione del protagonista quando nel finale incontra la persona che vuole ucciderlo. Qui non vi rivelo chi ci lascerà la pelle, ma del resto è una faccenda superflua perché i due smettono di sparare e cominciano a parlare, e chi ammazzerà chi diventa irrilevante. La scena peraltro avrebbe le potenzialità per essere interessante, ho spesso immaginato (ma non trovato il tempo per mettere in pratica) di scrivere di un aggressore che si rivolge con calma alla vittima ed espone con calma i perché e percome, ma questo momento di spiegazione e resa dei conti vien fuori fiacco per la mancanza di carisma dei due personaggi coinvolti.
Fine spoiler e commenti finali. Non mi è piaciuto. A chi potrei consigliare di vederlo? Ai fanatici di Cronenberg senz'altro (se ve li vedete tutti, vedrete anche questo). Alle ragazzine innamorate di Pattinson no, perché potrebbe essere una delusione fatale...
lunedì 28 maggio 2012
Segnalazione
Segnalo volentieri un articolo del blog di Alessandro Girola, che ha da dire alcune cosette interessanti sullo stato dell'arte dello scrivere nel Belpaese. Non sono d'accordo al 100% ma per molti aspetti è condivisibile.
domenica 27 maggio 2012
Effetto Valanga
Mack Reynolds: chi era costui? Un romanziere di fantascienza famoso negli anni '60 e sconosciuto oggi. Del resto non è l'unico a non poter vantare fama duratura, anche se Reynolds, in effetti, dovrebbe almeno mantenere un posticino nel cuore degli amanti di Star Trek, visto che è stato il primo a scrivere un romanzo ambientato nell'universo della serie televisiva.
La prefazione di Effetto Valanga, edito da Delos Books, ci spiega che pur avendo militato nel Partito Operaio Socialista degli USA (movimento di sinistra "alla europea" che si candidava alle elezioni raccogliendo qualche migliaio di voti, ma che oggi è praticamente dissolto) Reynolds non era il prototipo dello scrittore intellettualoide. "Troppo politico per alcuni, troppo poco incarnazione di ideali astratti di militanza per altri."
Il che può essere una spiegazione del perché non è ricordato pur avendo riscosso un grande successo ai suoi tempi. L'altra parte della spiegazione la si ricava leggendo questo libro.
Effetto Valanga (Depression or Bust) parte con la storia di un tizio che fa i suoi conti e scopre che non può permettersi il frigorifero che aveva ordinato. Quindi annulla l'ordine, e fa partire una serie di conseguenze con questo atto apparentemente insignificante. L'uomo che doveva vendergli il frigorifero ha un incasso in meno, e deve rinunciare a comprare la macchina: la fabbrica di automobili deve licenziare, e così via. L'economia crolla in un catastrofico avvitamento.
Allo stesso tempo seguiamo la carriera (breve) di un super ispettore che nell'URSS comunista deve comprendere perché le cose non vanno: si tratta di un "uomo medio" sovietico, che non vorrebbe un compito così carico di responsabilità, ma viene incoraggiato dalle alte sfere che gli danno carta bianca per correggere gli errori e fare ripartire l'economia. In una serie di episodi a passo serrato, Effetto Valanga ci porta in situazioni ridicole e rocambolesche che hanno lo stesso comune denominatore: la satira contro le forme ideologiche dell'economia e le considerazioni, da ridere ma non troppo, sulla debolezza del nostro sistema economico (Dove le paure e le insicurezze contano più dei dati basati sui fatti concreti). Questo aspetto, in effetti, è sempre attuale: la narrazione del libro però è estremamente legata al suo periodo, e ha fondamentalmente assai poco di fantascientifico: è satira politica, più che altro. Le tematiche possono essere universali e toccare un nervo scoperto con la crisi di oggi, ma il libro è piuttosto "datato."
Non anticipo la fine che farà il tentativo di riforma russo, e i bizzarri tentativi di riforma americani. Invito tutti a godersi questa scorrevole lettura, disponibile anche sotto forma di ebook.
La prefazione di Effetto Valanga, edito da Delos Books, ci spiega che pur avendo militato nel Partito Operaio Socialista degli USA (movimento di sinistra "alla europea" che si candidava alle elezioni raccogliendo qualche migliaio di voti, ma che oggi è praticamente dissolto) Reynolds non era il prototipo dello scrittore intellettualoide. "Troppo politico per alcuni, troppo poco incarnazione di ideali astratti di militanza per altri."
Il che può essere una spiegazione del perché non è ricordato pur avendo riscosso un grande successo ai suoi tempi. L'altra parte della spiegazione la si ricava leggendo questo libro.
Effetto Valanga (Depression or Bust) parte con la storia di un tizio che fa i suoi conti e scopre che non può permettersi il frigorifero che aveva ordinato. Quindi annulla l'ordine, e fa partire una serie di conseguenze con questo atto apparentemente insignificante. L'uomo che doveva vendergli il frigorifero ha un incasso in meno, e deve rinunciare a comprare la macchina: la fabbrica di automobili deve licenziare, e così via. L'economia crolla in un catastrofico avvitamento.
Allo stesso tempo seguiamo la carriera (breve) di un super ispettore che nell'URSS comunista deve comprendere perché le cose non vanno: si tratta di un "uomo medio" sovietico, che non vorrebbe un compito così carico di responsabilità, ma viene incoraggiato dalle alte sfere che gli danno carta bianca per correggere gli errori e fare ripartire l'economia. In una serie di episodi a passo serrato, Effetto Valanga ci porta in situazioni ridicole e rocambolesche che hanno lo stesso comune denominatore: la satira contro le forme ideologiche dell'economia e le considerazioni, da ridere ma non troppo, sulla debolezza del nostro sistema economico (Dove le paure e le insicurezze contano più dei dati basati sui fatti concreti). Questo aspetto, in effetti, è sempre attuale: la narrazione del libro però è estremamente legata al suo periodo, e ha fondamentalmente assai poco di fantascientifico: è satira politica, più che altro. Le tematiche possono essere universali e toccare un nervo scoperto con la crisi di oggi, ma il libro è piuttosto "datato."
Non anticipo la fine che farà il tentativo di riforma russo, e i bizzarri tentativi di riforma americani. Invito tutti a godersi questa scorrevole lettura, disponibile anche sotto forma di ebook.
mercoledì 23 maggio 2012
Il resto del mondo si muove, ma noi abbiamo Dracula 3D
Mentre da noi c'è chi dice che chi si autopubblica fa male alla cultura italiana, all'estero può capitare che un grande regista acquisti i diritti di una serie di libri che, prima di passare all'editoria tradizionale, era stata autopubblicata. Magari poi non arriverà sugli schermi. Però per una volta tanto preferisco il pragmatismo americano alle remore intellettuali nostrane (in qualche caso velate di pruriti censori? domanda accademica, visto che non possono!), anche se non ho la minima idea se quella serie mi piacerebbe. Del resto in Italia non fanno molto successo nemmeno i libri spinti alla grande, non credo sia facile che un autopubblicato venga notato dalle case editrici. Anche se chissà.
Comunque c'è un altro motivo per cui ciò che è accaduto alla serie Wool non accadrebbe facilmente in Italia. Negli Usa hanno Ridley Scott, in Italia abbiamo Dario Argento che ormai si fa ridere dietro continuando a produrre roba improponibile. Roba che, ebbene sì, gliela finanzia in parte lo stato, ché da noi non c'è da stupirsi di niente.
I link seguenti sono entrambi in inglese:
L'articolo sulla serie scelta da Ridley Scott, Wool.
Una recensione da scompisciarsi su Dracula 3D
Comunque c'è un altro motivo per cui ciò che è accaduto alla serie Wool non accadrebbe facilmente in Italia. Negli Usa hanno Ridley Scott, in Italia abbiamo Dario Argento che ormai si fa ridere dietro continuando a produrre roba improponibile. Roba che, ebbene sì, gliela finanzia in parte lo stato, ché da noi non c'è da stupirsi di niente.
I link seguenti sono entrambi in inglese:
L'articolo sulla serie scelta da Ridley Scott, Wool.
Una recensione da scompisciarsi su Dracula 3D
domenica 20 maggio 2012
Off topic: Orbis
Giusto una rapida segnalazione per questa simpatica iniziativa: ORBIS è una specie di "Google Maps" per simulare un percorso nell'impero romano, facendo uso delle strade e delle rotte navali dell'epoca! Il sito simula anche i costi di trasporto correlati al viaggio da fare.
I prezzi sono espressi in... valuta romana.
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