mercoledì 15 ottobre 2014

Capitan Harlock: l'Arcadia della mia giovinezza

Dal momento che il film usciva il 15 ottobre (oggi) per una serata sola, quando leggerete questo post sarà troppo tardi per leggerlo sullo schermo. Comunque Capitan Harlock: l'Arcadia della mia giovinezza non ricalca esattamente la storia del primo Capitan Harlock (la serie animata che fu trasmessa alla TV italiana cento anni fa) ma riprende gli avvenimenti che fanno da pietra miliare di un'altra serie in questo universo narrativo completamente caotico. L'appuntamento quindi mi ha mantenuto sveglio l'interesse per la "tradizionale" serie che, ai tempi, non avevo potuto vedere, però il film non segue la medesima trama. E la storia comunque è carente, come nella maggior parte degli anime di quel periodo. Ovvero, qualsiasi cosa succeda e quali che siano i rapporti di forze, Capitan Harlock vince e stravince; e se sembra in altre occasioni finire alla mercé dei suoi avversari, riesce sempre a liberarsene in maniera rocambolesca, oppure trova qualche personaggio vincolato dall'onore che si sente costretto a offrirgli una via di fuga.
Quanto alla trama, in questa occasione la Terra è un pianeta occupato e il nostro eroico capitano-pirata lotta per la libertà, sia la propria che quella di un altro pianeta (Tokarga) minacciato dai cattivi (gli Illumidas). L'eroico capitano ammazzerà un sacco di gente per una buona causa. Ma il finale non sarà proprio vittorioso.

domenica 12 ottobre 2014

Una simpatica segnalazione

Sul blog Beati Lotofagi una bella e vivace segnalazione dei miei ebook. Eccola qui se volete dare un'occhiata. Ringrazio sentitamente.

sabato 11 ottobre 2014

E la fantascienza ottimista?

Qualcuno dice che è ora di essere ottimisti. Qualcun altro ci spiega perché non lo siamo più. A dire il vero l'epoca in cui la fantascienza si illudeva di immaginare il futuro da costruire e pensava di anticiparlo è passata, ma poiché viviamo in un mondo in cui, facendo tutte le previsioni del caso, c'è da vederla piuttosto brutta, anche la fantascienza si dibatte fra distopie, futuro "dark" e pessimista, e apocalissi vere e proprie.

Dei trend personalmente m'interesso poco, ma poiché alcuni di essi (tipo le storie apocalittiche) mi hanno abbastanza stancato, ben venga qualche novità. Anche se non so quanto mi interesserebbe, personalmente, leggere storie di fantascienza "ottimiste." Comunque sia, la fantascienza di evasione è sempre esistita, no?

Ma una buona notizia per il futuro è arrivata: contrariamente da quello che ci raccontano, esaminando la situazione dati alla mano si scopre che di scorte di petrolio ne abbiamo tranquillamente per più di cento anni. Ma forse, visto che consumarlo inquina, non è una buona notizia...

giovedì 9 ottobre 2014

"Amazon è solo un camionista digitale"

Questo articolo su Repubblica merita di essere letto. Parla l'agente letterario che rappresenta gli scrittori più famosi (e danarosi, mi pare di capire), e descrive le prospettive attuali della lotta dei suoi rappresentati e di certe case editrici contro Amazon, il gigantesco distributore online.

Spazio Profondo

C'è un "new deal" alla Sergio Bonelli Editore, e il personaggio di Dylan Dog sta avendo un clamoroso rimaneggiamento, di cui avrete certamente (se siete appassionati) sentito parlare. Io non posso dirmi un vero e proprio seguace dell'Investigatore dell'Incubo, ma sono abbastanza vecchiotto da poter dire di seguirlo, saltuariamente, da un sacco di tempo. Per quanto io non sia di gusti difficili per quanto riguarda i fumetti (leggo ogni tanto Tex, figuratevi) devo dire che a volte Dylan ha avuto dei crolli di ispirazione (e anche di qualità del disegno) da rabbrividire, ma ha anche saputo regalare delle bellissime storie. Qualcuna un po' troppo basata su... ehm... sulle famose "citazioni" tanto care ai suoi sceneggiatori. Ma Dylan Dog è tuttora un personaggio mitico che amo e rispetto.

sabato 4 ottobre 2014

Elric

Fra tutti i pur notevoli adattamenti grafici delle storie di Elric esistenti,ce n'è uno solo che posso definire senza riserva alcuna molto fedele alla mia visione originale. Ed è quello che avete sotto gli occhi. Parla Michael Moorcock e le sue parole lasciano poco spazio al dubbio. L'ultimo adattamento grafico delle avventure dell'eroe albino Elric è quello, adesso come adesso, che possiamo considerare definitivo. Addirittura lo sceneggiatore Julien Blondel ha fatto delle aggiunte, con l'approvazione di Moorcock, che migliorano l'originale. Quella che oggi possiamo leggere è la saga di Elric che lui stesso avrebbe scritto se avesse pensato per primo a certe cose.



Insomma una presentazione coi fiocchi per questo primo volume (Elric - Il Trono di Rubino) pubblicato da Mondadori. Ricordiamo, per completare i nomi dell'equipe francese che ci ha dato quest'opera, oltre allo sceneggiatore Blondel i tre disegnatori Didier Poli, Robin Recht, Jean Bastide, coautori del fumetto "definitivo" su Elric di Melnibone.

domenica 28 settembre 2014

Rovine

Mentre scherzavo riguardo a una pianta venuta a Milano e dintorni dall'estremo oriente, pianta capace di rovinare strade ed edifici, mi è stato suggerito questo film: Rovine, del 2008.  Coproduzione USA - Australia diretta da Carter Smith (a me ignoto), si tratta di un film horror dove le piante, ebbene sì, la fanno da padrone. Tra gli attori nessun nome celebre o grande protagonista di successi del passato, anche se si tratta di professionisti con diversi ruoli alla spalle, talvolta in pellicole note. La nostra storia parte con due coppie di turisti americani in vacanza in Messico, i classici ragazzi stupidi e allupati che sono le vittime designate nei film dell'orrore (qui hanno passato il liceo, però).



Questa cosa dei giovani scemi, o superficiali, che finiscono spesso per essere le vittime designate in questi film non me la spiego... forse i produttori cercano di far immedesimare nei loro guai la maggior parte del pubblico (che immagino composto da ragazzi). O per qualche motivo i giovani spensierati sono i personaggi che funzionano meglio? Si accettano opinioni in merito.

sabato 27 settembre 2014

Empire - Il Generale Fantasma

A cura della Cosmo Editoriale questo fumetto in formato popolare (tipo Tex, tanto per intenderci) ci porta una storia a cura di Jean-Pierre Pécau e Igor Kordey, una specie di epoca napoleonica ucronica in salsa steampunk. In questo mondo alternativo Napoleone ha conquistato il levante anziché continuare a fare a mazzate con i potentati europei, portando sotto il controllo dell'impero francese perfino una parte dell'India. Gli Inglesi però non si danno per vinti ed è proprio a seguito delle loro contromosse che si scatena questa avventura in tre parti (che compongono una trama autoconclusiva, per quanto poi la storia si muova in un universo più ampio).



La sconfitta di un esercito francese in una battaglia che sembrava mezza vinta crea curiosità e allarme: i perfidi britannici hanno alle loro dipendenze uno strano generale, un fenomeno, che dà ordini stando nascosto in un carro coperto. Chi potrà essere? Alcuni eroici agenti francesi si occupano di questo mistero. Tra fanatici Thug che adorano la dea Kali, carri armati a vapore, navi a pale che corrono per gli oceani, vascelli volanti, personaggi ottocenteschi ripescati o almeno citati (Mary Shelley, ad esempio, e diversi precursori delle moderne tecnologie) si svolgono le pericolose avventure dei nostri eroi. Abbastanza carino, anche per me, anche se del genere vapore letterario me ne cale abbastanza poco. Bellini i disegni (volti un pochino stereotipati ma almeno non è un manga...) nonostante il formato che non li esalta. Questo Empire - Il Generale Fantasma è un bell'investimento per la modica somma di 5 euro.

giovedì 25 settembre 2014

Ce la farò a vedere Lucy?

Questo strano 2014 non ha finora offerto tantissimo quanto a cinema. Mi ci sono recato poche volte, certamente anche per via della polmonite che mi ha paralizzato per un sacco di tempo. Aspettavo quindi con curiosità questo strano film, Lucy, con Scarlett Johansson come protagonista e Luc Besson come regista.

Poi sono andato a dare un'occhiata su Wikipedia, dove lo descrivono come un film su una tipa cui capita di trafficare (involontariamente se ho capito bene) della droga oltre confine, di assumerne per errore una quantità fenomenale, e anziché schiattare come capita ai tossici timorati di Dio, trasformarsi in una specie di superdonna. Perché la droga aumenterebbe le capacità cerebrali e noi (secondo una leggenda nata non so dove, ma che è abbondantemente smentita) usiamo "solo il 10 per cento del nostro cervello" e se lo usassimo tutto potremmo fare delle cose incredibili.

Al che mi sono detto: ok, sarà divertente, fiumi di violenza e scene spettacolari (Besson lo conosciamo no?), ma non so se ce la faccio a vedere un film con una premessa così idiota. Ha fatto successo, per carità, con un budget di 40 milioni di dollari ne ha già raccattati oltre 350, ma a me non viene comunque la voglia. Vedrò se mi sarà possibile risolvere l'impasse nei prossimi giorni, o se finirò per occuparmi da ora in poi di film di intellettuali bulgari.

Sempre più dark

Un articolo in inglese di Bob Bricken: piuttosto lungo e ricco di esempi (dal Batman di Chris Nolan alla serie TV Battlestar Galactica reimmaginata di qualche anno fa) sul fatto che molto di quello che oggi si produce in termini di libri, fumetti, TV, spettacolo tende a essere oscuro, duro e pessimista, ma che questo non sempre fa bene a una trama, e rischia oggi come oggi di essere ripetitivo e banale.

A mio parere oggi i gusti del pubblico sono influenzati inevitabilmente dallo spirito dei tempi, e così come si poteva avere uno sciocco ottimismo e fiducia nel futuro durante gli anni '60 - in cui tante cose andavano meglio di oggi, e se molti progressi erano illusori, non si sapeva - oggi esiste la consapevolezza di molte terribili sfide per il futuro. Quindi le tonalità dell'immaginario penso che per un po' resteranno quello che sono.

Resta il fatto che sì, magari un raggio di luce e di speranza almeno nella finzione libraria o cinematografica non guasterebbe.

mercoledì 24 settembre 2014

Ancora sul duro mestiere del blogger

Quando chiude un blog significativo, uno che (al di là dell'esser d'accordo o meno con l'autore e le sue tesi) rappresenta una risorsa importante della rete, è sempre un brutto momento. Non voglio entrare troppo nel discorso del perché scoppiano i contrasti, del come nasce il quotidiano sfibramento, il logoramento che fa morire la voglia di esprimersi in rete. Il mio blog esiste da molti anni e continua a esistere proprio perché non mi ci immergo troppo e perché (quasi sempre, con eccezioni) mi limito a parlare di quello che mi piace o di quello che penso di una tematica strettamente artistica o di spettacolo, mordendomi la lingua riguardo a tante altre cose su cui magari avrei voglia di dire la mia, visto che ho tutta un'altra esistenza e un lavoro che già consumano le mie energie.

E so comunque che esiste tutto un mondo di persone che si interessano magari alle stesse tematiche a cui ti interessi tu, ma che delle diatribe della rete e di fuori non ne sanno e non ne vorrebbero sapere niente.

Ma indipendentemente da tutto questo, chi cerca di raggiungere con la sua voce l'interesse degli altri, di essere da stimolo, di avere dei riscontri, si trova spesso ad avere a che fare con il disinteresse, con gente che ritiene ad aver diritto a un servizio gratuito e ha pure il coraggio di romperti le scatole, con chi pensa solo a fare la guerra per motivi di parrocchia. Insomma, delusioni e arrabbiature che capitano anche a chi fa del suo meglio per evitarle.E inoltre tocca magari trovare articoli in giro su rete e giornali che ti ridicolizzano e ti insultano (ovviamente collettivamente e non ad personam, che ci mancherebbe solo quello) proprio perché scrivi su un blog.

Sulla tematica che altri hanno lanciato, riguardo al diritto del blogger (che produca materiale con costanza maggiore di quanto faccia io ovviamente) ad essere in qualche modo retribuito, non sono mai entrato in campo perché sono scettico, ritengo che la realtà italiana sia quella che sia e che comunque chi voglia provarci non abbia che da mettere in pratica e chiedere un pagamento per l'accesso, e sperimentare il responso della mano invisibile del mercato, come dicono oltre oceano (il tono pessimista e sardonico è intenzionale ma sarebbe bello ricevere qualche smentita, da parte di gente che venda contenuti di qualità e non cazzate).
E così sia. Ma se è destino di non farci una lira, il pubblico potrebbe almeno fare uno sforzo, ed essere un po' più vicino e presente.

domenica 21 settembre 2014

È arrivata l'Apocalisse

È arrivata l'Apocalisse, meno male che è gratis. Scherzi a parte il mio nuovo ebook, Khaibit - il Giorno del Giudizio è disponibile nei formati epub e mobi (mobi per il kindle di Amazon, epub per il resto del mondo).

Beninteso mi raccomando di dare il vostro parere. So che la massima parte delle persone non lo fa, ma vi prego di donare uno sforzo in più e di far sapere se il libro è piaciuto o comunque di fare i vostri commenti. Sui vostri blog o in giro per la rete oppure nella pagina facebook dedicata al libro:
www.facebook.com/apocalissemilanese


venerdì 19 settembre 2014

È in arrivo l'Apocalisse Milanese

Il mio secondo libro sarà gratuito. Il titolo: Khaibit - Il Giorno del Giudizio. O più semplicemente Khaibit. Con molte difficoltà (non sono abituato a lavorare su queste cose) ho messo insieme una pagina su facebook (eccola qui) e a breve i file saranno disponibili (in formato epub per android e in generale la maggior parte degli apparecchi, e in formato mobi, quello proprietario di Amazon, per il lettore kindle).
Due parole in più, per chi le vuol leggere, su una delle mie pagine web.

mercoledì 17 settembre 2014

Deliri burocratici e uffici postali

Ho lavorato al pubblico e in un certo senso ci lavoro ancora, e lo so che può sempre capitare un errore, o anche più di uno, che mandano fuori dai gangheri il cliente, anche quando si lavora con tutta la buona volontà. Perciò di solito sto calmo, quando il cliente sono io. A volte però si esagera, ed è quanto mi è accaduto tentando di ottenere la più banale delle operazioni, ovvero sostituire una carta Postepay scaduta.

La richiesta è telefonica. Il codice segreto arriva subito e la carta invece ci mette oltre un mese. Sto parlando di una carta non personalizzata col nome, ed è per questo che già qui, secondo me, siamo nel territorio dell'inaccettabile. Comunque è la tempistica voluta e accettata dalle Poste, quindi tutto regolare.

martedì 16 settembre 2014

Skallagrim

Non è che io conosca un gran che l'inglese. Anzi faccio una gran fatica a seguire qualsiasi programma TV o film, a meno che chi parla non sia molto regolare nella lingua e non troppo veloce. Una sorpresa positiva l'ho trovata in un canale di Youtube dove si parla di armi bianche (e combattimenti con tali armi); ho deciso di presentarvelo. Alcune cose, da vecchio appassionato di Giochi di Ruolo, e avendo letto un libro sulla scherma, le sapevo già, altre sono spiegazioni che possono venire solo da chi si è creato una impressione "sul campo," molto molto interessanti. Non è difficile da capire, i discorsi di questo ragazzo dallo sguardo un po' inquietante li seguo abbastanza bene. Provateci anche voi, potrete sapere qualcosa di più su spade, asce e compagnia senza dovervi sorbire certi soloni di casa nostra, e fruendo di immagini che fanno subito capire di cosa si sta parlando.


Buona visione.



Ringrazio Davide Mana per la segnalazione.

lunedì 8 settembre 2014

The Giver - Il Mondo di Jonas

Una mia recensione di questo film compare già su Fantasy Magazine, la mia valutazione non è completamente negativa (il film ha i suoi momenti) ma nemmeno entusiastica (sostanzialmente non riesce a suscitare abbastanza entusiasmo, né a rendere credibile un'ambientazione che parte da presupposti poco convincenti). The Giver - Il Mondo di Jonas ci presenta una società distopica dove il sentimento (perfino l'amore) è bandito e dove non c'è libertà di pensiero. Non è un film da buttar via, anche perché ci sono due grandi interpreti come Meryl Streep e Jeff Bridges, e alcuni giovani attori che se la cavano egregiamente. A mio parere Meryl Streep è un po' sprecata anche se fa bene la sua parte. Se avete visto il trailer ("quando la gente ha la libertà di scegliere, fa scelte sbagliate") avete già potuto apprezzare il suo atteggiamento non apertamente malvagio ma spaventosamente, irrimediabilmente conservatore e cinico. Il contrario ovviamente è il donatore ovvero il personaggio di Jeff Bridges, l'uomo che (unico, salvo il ricevitore ovvero il suo futuro sostituto) conosce la verità. È un outsider, un uomo che non può condividere ciò che conosce salvo che con il proprio allievo. Insomma deve sentirsi inevitabilmente come una pentola a pressione...

Ovviamente il donatore è un potenziale ribelle o fomentatore di instabilità, rispettato e tollerato ma pericoloso. La giustificazione della sua esistenza è azzeccata: la comunità che ha deciso di chiudersi in se stessa "non può permettersi di non sapere" perché lo ha fatto - pertanto deve esserci chi sa com'era il mondo prima - e non può ignorare il passato quando deve prendere una decisione importante per il futuro. Quello che non mi torna è il fatto che lo lascino lavorare in totale autonomia nella sua formazione del ricevitore, senza nessun "guardiano dell'ortodossia" a verificare che non nascano idee strane nella coppia.

L'ambientazione non viene presentata malissimo ma è... eccessiva a mio parere. C'è l'elemento fantascientifico di mezzo (cosa sarà l'iniezione che tutti devono farsi al mattino?). Ma com'è possibile creare una comunità umana così spersonalizzata? E se è così, perché gli anziani come il personaggio della Streep sono del tutto liberi da pastoie moralistiche e da inibizioni nel loro agire? Il film non ci spiega tutto.

Comunque penso che un appassionato di fantascienza non sarà contento di questo film ma rimarrà intrigato da alcune domande che apre. Attenzione al trailer, che ha forse la verve che manca a certi tratti del film ma non presenta tutto in maniera corretta...
Il film esce l'11 settembre.

venerdì 29 agosto 2014

È venuto a mancare Gianfranco Viviani

Il fondatore dell'Editrice Nord (e in tempi più recenti socio fondatore della Delos Books) è venuto a mancare ieri. Con Gianfranco Viviani scompare una vera colonna portante del fantastico in Italia. Inutile aggiungere altro.

giovedì 28 agosto 2014

Underworld ricomincia da capo

Mostruosa notizia (da verificare: questo è comunque il link, in inglese): la serie di Underworld, che con molto sacrificio recensii negli anni su queste pagine, potrebbe ripartire da zero. Ci metteranno ancora Kate Beckinsale? Non so, e non so neanche se ce la farei a rivedermeli tutti nella nuova versione.

mercoledì 27 agosto 2014

Le Origini della Notte

Andrea Micalone, scrittore e studente universitario in quel degli Abruzzi, mi ha sottoposto il primo volume della sua saga fantasy, Le Origini della Notte (la serie ha titolo Il Tramonto della Luna). Nella pagina di Smashwords dedicata al libro sono menzionate le precedenti pubblicazioni dell'autore. Come spesso mi capita quando si parla di autori fantasy italiani, ero assai titubante ad accettare di scrivere una recensione, temendo di perdere tempo con un autore troppo acerbo.


Non è stato esattamente così, anche se si è rivelata una lettura a momenti piuttosto pesante. Micalone non segue certo le regole che vengono suggerite nei manuali e cede spesso alla voglia di esporre la sua ambientazione, il che ci porta a qualche infodump; ha una prosa scorrevole che permette un'agevole e veloce lettura ma servirebbe qualche appiglio stilistico in più per calamitare veramente l'attenzione. E soprattutto, e qui ognuno ha i suoi gusti ma io sono rimasto abbastanza deluso, usa parecchi elementi triti e ritriti del fantasy tolkieniano e delle storie col ragazzino che deve salvare il mondo.

lunedì 25 agosto 2014

Il seguito di Sin City fa flop?

Apertura debolissima (il link porta a un sito in inglese) nei cinema USA per Sin City: A Dame to Kill For ovvero il seguito del primo Sin City , trasposizione dei fumetti di Frank Miller. Noioso, stilizzato, privo della forza d'urto del primo film, dicono alcune critiche. Io ho sempre voglia di vederlo, però mi preparo a una cocente delusione. C'è anche da dire che dal primo Sin City sono passati tanti, troppi anni. E che ogni volta che Miller fa il regista (o l'aiuto regista, ecc...) succede un disastro.

domenica 24 agosto 2014

Under The Skin

Fantascienza? Horror? O un film semplicemente "strano?" In Under the Skin ci sono alcune scene dove l'essere "alieni" è stato reso in maniera un po' insolita ma assai ben riuscita, e alcune altre estremamente inquietanti: questi a mio parere i principali meriti del film. Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio... Tratto dal libro omonimo di Michel Faber, il film (del 2013) è una coproduzione USA - UK con Jonathan Glazer alla regia e come interprete principale Scarlett Johansson che qui per la prima volta gira una scena di nudo integrale. Altre interpretazioni memorabili non ve ne sono e il film essenzialmente è basato su di lei.


La Johansson interpreta (ed è chiaro fin dall'inizio) un essere alieno dalle sembianze umane, che si impossessa dei vestiti e dell'apparenza di una ragazza uccisa e comincia a girare per le strade della Scozia con un veicolo, cercando di abbordare uomini che, se cedono alle lusinghe, vengono catturati in una strana trappola: un ambiente onirico in cui finiscono per sprofondare in un liquido scuro.

mercoledì 20 agosto 2014

J.K. Rowling non ha mica finito con voi...

... dopo Harry Potter inizierà l'aventura di Celestina Warbeck, una strega un po' scalognata che era stata soltanto menzionata nella precedente saga della Rowling. Ci saranno cinque o sei libri a venire? Per ora solo un racconto sul sito Pottermore, ma anche una canzone.

Io confesso che dovrei togliermi questa lacuna e leggermi qualcosa della Rowling, ma non riesco mai... a trovare la voglia.

Link in inglese
Link in italiano

lunedì 18 agosto 2014

La Fiaba Senza Nome

La Fiaba senza Nome di Silvana Fiderio è ambientata in un prossimo futuro. Per vivere, imparare, fare tutto, ci si serve del Network, una specie di internet direttamente collegata alla mente e tendente alla realtà virtuale.
Esiste però una bambina, Selena, che non ama fare uso del Network e preferisce correre nel parco e dar da mangiare ai cigni. Ma troverà uno sconosciuto in un libro, una favola senza titolo. Un giovane che conquista la sua simpatia, anche se è solo una specie di programma che impedisce ai visitatori del Network di immeesimarsi troppo con la scena che stanno vivendo. Selena gli darà un nome, ma poi lo perderà fortuitamente e... il resto ve lo potete scaricare dalla rete. Silvana Fiderio ha uno stile ancora da perfezionare in alcuni punti, ma l'idea è congegnata bene. Complimenti per questo esordio.

domenica 10 agosto 2014

Se per caso vi servisse un'altra opinione su Lost...

Cosa fai se ti prendi la polmonite (fuori stagione...) e devi passare una cifra di tempo a casa, ma non ce la fai a concentrarti su nulla perché stai male? Andrà a finire facilmente che affronterai una maratona televisiva. Io, avendo la possibilità di prendere a prestito i DVD in massa, ho affrontato le sei stagioni di Lost per capire, già che c'ero, cosa c'è di così tanto speciale in questa serie TV che è stata osannata per l'originalità.

A dire il vero le serie televisive, così come le serie di libri che vanno avanti fino a che lo scrittore ci guadagna o riesce a farsi venire un'idea, mi hanno sempre insospettito. Spesso sono portate avanti con idee sempre più esagerate ed esasperate, proponendo ogni momento dei cliffhanger o gettando nuova carne al fuoco senza che nemmeno gli sceneggiatori sappiano dove si andrà a parare, tanto per tenere accesa l'attenzione del pubblico. Esempi di questa tendenza: il pessimo finale di Battlestar Galactica, o (passando ai libri) la serie piantata a metà di David Gerrold, La Guerra contro gli Chtorr.



Devo riconoscere che con Lost non è andata così. Ci sono momenti dove la logica e la coerenza scricchiolano un po' (anche perché nella serie non mancano le anomalie temporali, che sono sempre problematiche) ma alla fine, che sia stata prevista fin dall'inizio o no, la serie si chiude in maniera coerente (ovviamente coerente secondo la propria logica), anche se immagino che tra gli appassionati molti si saranno posti una marea di domande che non hanno trovato risposte soddisfacenti.

lunedì 4 agosto 2014

Nations

È uno dei generi più amati, quello dei giochi di civilizzazione, dove ti espandi per la gloria del tuo popolo (in un mondo simile o identico a quello reale, o in un mondo fantastico, nello spazio ecc...) accaparrando risorse, vincendo battaglie, spezzando la schiena agli avversari e via dicendo. Nations (gioco finnico, pubblicato in italiano dalla Asterion) si basa sullo stesso concetto ma impone una semplificazione e una razionalizzazione dei tempi di gioco facendo a meno di un elemento base: la mappa, che solitamente ha grandissima importanza in quanto è il "suolo" da conquistare e su cui misurare i propri problemi (ludici) economici o militari.


La simulazione si basa quindi sull'uso di carte (parecchie e con varie funzioni) e delle classiche pedine dei "lavoratori" oltre a una quantità di segnalini che indicano le risorse economiche. Ogni giocatore ha la sua brava plancia di gioco che riassume le carateristiche inziali della sua nazione. (sono diverse fra loro). Al posto del classico tabellone o mappa di gioco, ci sono delle altre plance dove si schierano le carte, si posizionano i classici tracciati che segnalano varie risorse e via dicendo. Il gioco ha una variante in solitario e permette di arrivare fino a cinque giocatori ma, a mio parere, rende meglio con tre o quattro.

sabato 26 luglio 2014

Snowpiercer

Questo film coreano (sudcoreano, ovviamente) è stato un successo per il regista Bong Joon-Ho e devo ammettere che, nel panorama dominato dalle produzioni USA basate soprattutto sulla spettacolarità e sugli effetti speciali, Snowpiercer sa offrire qualche spunto interessante di satira politica. Quello che non mi piace è come, qui come in tante altre occasioni, coerenza logica e razionalità delle premesse vadano così facilmente a farsi benedire pur di permettere alla produzione di utilizzare una certa metafora. La metafora qui è quella del treno, visto come specchio della divisione in classi. Come abbiamo nella realtà una divisione in prima e seconda classe, qui ci sono dei privilegiati e "quelli dei vagoni di coda" che vengono disprezzati e umiliati.


Il treno è stato costruito dal Signor Wilford, un ricco eccentrico industriale interpretato nientemeno che da Ed Harris, e sfrutta una tecnologia avanzata per muoversi continuamente in un percorso che permette di attraversare l'intero pianeta, e per mantenere un sistema autosufficiente che permette ai suoi abitanti di sopravvivere, alcuni bene e alcuni male o malissimo.

lunedì 14 luglio 2014

sabato 12 luglio 2014

Segnalazione

Il Corriere ci regala uno speciale su un altro evento, che stavolta ebbe non il via bensì il termine in un anno che finisce per "4," ovvero la prima guerra d'Indocina, un conflitto povero e dimenticato che fu preludio alla più celebre guerra del Vietnam. Dalle follie della politica americana che appoggiò quelli che sarebbero stati i futuri nemici (suona familiare, eh?) al valore inutile delle truppe speciali e dei legionari inviati dalla Francia, alla tenacia comunista, alla rappresentazione in un film che fu famoso ai suoi tempi.

martedì 8 luglio 2014

Due cose che so sulla Prima Guerra Mondiale

Sulla stampa compaiono i numeri speciali dedicati a questo evento, e vista l'importanza della ricorrenza è giunto il tempo di ricordare il centenario dell'inizio del conflitto forse più rovinoso nella storia europea: la Prima Guerra Mondiale, scatenata da un assassinio che fu soltanto il detonatore di una situazione destinata ad esplodere.



La guerra, che iniziò il 28 luglio 1914, venne a chiudere un periodo straordinario della storia europea, un'epoca relativamente pacifica in cui il progresso scientifico veniva a cambiare - rapidamente! - l'aspetto del mondo con una serie di invenzioni (o perfezionamenti che rendevano pratiche e utli idee già sviluppate in passato) quali il motore a scoppio, l'aeroplano, il telefono, l'elettricità, la radio, e ovviamente lo sviluppo della navigazione a vapore e delle ferrovie. L'Europa era al centro del mondo e lo dominava: la maggior parte dei paesi asiatici e africani erano sotto il controllo diretto o indiretto di qualche potenza europea (soprattutto l'Impero Britannico). Le Americhe facevano parte a sé stante, dominate da una potenza ancora acerba le cui energie erano sconosciute ai più: gli Stati Uniti.

domenica 6 luglio 2014

Breve segnalazione ancora sulla "copia privata"

Come scrivevo pochi giorni fa, con il decreto Franceschini il governo ha emanato un provvedimento a sostegno e indennizzo della SIAE. Segnalo un articolo (su Il Fatto Quotidiano) che ribadisce l'ovvio: il costo di questi aumenti (centocinquanta milioni di euro l'anno?) non sarà sostenuto dalle "multinazionali" che producono smartphone e altri gadget dotati di memorie, ma finirà, ovviamente, per scaricarsi sul consumatore.
Proprio mentre volevo comprarmi un nuovo hard disk...

martedì 1 luglio 2014

Gli eroi della rivoluzione sessuale?

Penso che molti sappiano già quello che si è scoperto in tempi recenti riguardo alla celebre scrittrice Marion Zimmer Bradley. Ho avuto la tentazione di non parlarne qui, inizialmente ho pensato che forse fosse inopportuno. Tuttavia, pensandoci bene, credo sia giusto invece discuterne. Marion Zimmer Bradley non era soltanto una scrittrice fantasy ma anche una attivista politica e una paladina del femminismo; pertanto diventa difficile separare la persona dall'opera.
Precisiamo: a me MZB non è mai piaciuta, mi sembra una specie di Nanni Moretti del fantasy, non so se mi spiego. Didascalica, noiosa, con un'impalcatura ideologica da dimostrare che si vede troppo bene al di sotto di quello che scrive. Perciò l'ho letta poco (e comunque sì, fin Le Nebbie di Avalon non era male). Comunque l'accusa contro di lei non potrà avere contraddittorio o processi, perché MZB non c'è più (dal 1999); ad ogni modo  viene da una persona che certamente questa scrittrice la conosceva bene, visto che si tratta della figlia, Moira Greyland. La quale fu vittima di abusi sia da parte del padre che della madre (un po' di dettagli qui), in una casa che era diventata una specie di porto di mare fuori controllo, dove ne succedevano di tutti i colori. Era già noto che il marito di MZB fosse rimasto coinvolto in una precedente storia di abusi, ma secondo la Greyland sua madre era ancor più aggressiva e incontrollabile, e non avrebbe agito solo nei suoi confronti.

sabato 28 giugno 2014

Salviamo la Siae - coi tuoi soldi

È passato relativamente sotto silenzio il decreto Franceschini per l' equo compenso, quel contributo ai diritti d'autore che va pagato "a prescindere" sui supporti digitali: una volta erano ad esempio CD e DVD, adesso gli smartphone si aggiungono alla categoria. In parte il decreto è l'adeguamento ad analoghe tariffe che esistono già in alcuni altri paesi, ma viene ugualmente contestato dalla Confindustria digitale.
Nel frattempo anno dopo anno la Siae ha concluso i propri bilanci in perdita (vedere qui ad esempio) o con un attivo che non si capisce benissimo come viene ottenuto ma comunque non tramite il "core business" dell'azienda. D'altra parte sull'efficienza della Siae, dove "4 dipendenti su 10 sono legati da rapporti di parentela," è legittimo dubitare.

Per quanto mi riguarda continuo a pensare che il controllo del diritto d'autore lasciato a un'unica società sia una bestemmia.

domenica 15 giugno 2014

Plausibile e fantasioso

Mi ha meravigliato un post di Annalee Newitz, in inglese, sul sito di fantascienza (e fantastico) io9. L'autrice afferma che i romanzi fantasy trattano la scienza in maniera più accurata di quelli di fantascienza. Fa riferimento ad alcune occasioni, recenti e meno recenti, in cui gli autori si sono premurati di studiare e descrivere con cura lo sviluppo biologico di specie... assolutamente inventate. E vi sono anche mondi immaginari costruiti per ambientarvi storie fantastiche, ma scritti con assoluto rigore.

Come lettori (afferma l'autrice) siamo abituati a dividere le storie in plausibili (fantascienza) e del tutto immaginarie (fantasy). Eppure in qualche modo, inesorabilmente, la plausibilità s'è infiltrata nelle nostre storie fantasy. Leggiamo nel fantasy affermazioni vere riguardo a sistemi biologici che sono del tutto ignorate dagli scrittori di fantascienza. Ovviamente ci sono autori di fantascienza che sanno creare alieni realistici, e molti che scrivono trame ben informate riguardo al cambiamento climatico a breve termine. Sono valide eccezioni. Se vuoi buona scienza ambientale, in questo periodo devi cercarla nel fantasy.

Sarà vero o no? C'è una cosa, a dire la verità, che non è affatto una novità. Non pochi appassionati di fantascienza sono prigionieri di quell'atteggiamento di superiorità, per cui tutto ciò che è fantasy deve essere inferiore. Se per caso un libro fantasy inferiore non è, devono per forza arrampicarsi sui vetri dicendo che tutto il fantastico che si vede "potrebbe essere spiegato" con la tecnologia, secondo il famoso assioma per cui una scienza estremamente raffinata sarebbe indistinguibile dalla magia. Insomma se è fantascienza sta in serie A e, se è fantasy vale una delle due: o posso ricondurlo alla fantascienza, o deve stare in serie B. Io personalmente amo la fantascienza senza il bisogno di queste cose senza senso.

Mi chiedo però se esista veramente una previsione "valida" sul cambiamento climatico prossimo venturo, visto che i fenomeni osservati si sono rivelati molto più complessi di un generico "farà caldo e si scioglieranno i ghiacci." Ammesso che si sappia già dove ci porterà questo bel futuro che ci stiamo preparando, ho una mia opinione sul motivo per cui gli appassionati del fantasy potrebbero essere molto attenti a questo argomento: l'ecologia e le preoccupazioni che la circondano sono, dai tempi di Tolkien, un elemento spesso presente nel fantasy.

Peraltro non è certo da ieri che una storia fantasy deve essere un minimo plausibile riguardo agli elementi fantastici che presenta (ovvero possono essere bizzarri fino a che si vuole ma devono possedere la famosa coerenza interna). Mentre a volte una storia di fantascienza presenta in blocco così tante trovate stravaganti e male spiegate da rendere davvero incomprensibili certi sensi di superiorità.

Quanto a quelli che dicono che la fantascienza è comunque in buona parte fasulla perché vi figurano (di frequente) mezzi in grado di viaggiare a velocità superiori a quelle della luce, e questo sarebbe impossibile, personalmente credo che costruire imperi galattici su distanze sterminate sarà molto, molto difficile, ma dire che "assolutamente non si può" andare più veloci della luce vuol dire non aver capito il metodo scientifico.


giovedì 5 giugno 2014

Warlock Master of the Arcane

Dal momento che prediligo i giochi strategici a turni, desideravo metter mano su Warlock Master of the Arcane (della Paradox) già da un po'. Il problema è che sì, il gioco era uscito (addirittura nel 2012) e sì, le recensioni erano abbastanza positive, ma il mio PC era troppo antiquato. Pur avendo ricevuto un modesto upgrade qualche tempo prima, non ce la poteva fare. Tuttavia con la morte di Windows XP ero obbligato a cambiare sistema operativo e ne ho approfittato per farmi dare (a buon mercato) il vecchio PC che un amico aveva relegato in cantina, dotato di Windows 7, il che mi stava bene perché Windows 8 ha l'aria di una porcheria. Prima di entrare in dettagli preciso che il gioco mi è subito piaciuto e ho accumulato un discreto monte ore - ovvero ore perse a giocarci mentre potevo fare altro. Mentre Fallen Enchantress (che ho recensito qui) mi aveva presto stufato, Warlock mi ha preso, nonostante certi difetti: come dicono anche le recensioni che ho trovato in giro, è molto semplice e intuitivo e si comincia presto a divertirsi senza nemmeno bisogno di guardare il manuale (se si ha un minimo di esperienza).

domenica 1 giugno 2014

Nasce Moon Base Factory

Ha preso il via un laboratorio creativo che è anche casa di "autoproduzione" dal nome Moon Base Factory, gruppo di cui faccio parte anche se di autoprodotto, da parte mia, a tutt'oggi esiste solo un racconto che ho distribuito gratuitamente l'anno scorso, Gruppo 42 (qui una pagina di presentazione - non mia - con il giudizio di Gianluca Santini).
Diversi appartenenti hanno spiegato e spiegheranno sui propri blog perché esiste questo gruppo. Ciascuno la intende a modo proprio ovviamente, e questo vale anche per me. Per alcuni aspetti non "combacio" con la maggior parte dei membri (che appaiono più improntati all'horror e alla fantascienza che non al fantasy), tuttavia mi sono interessato all'autopubblicazione fin da subito - ho fatto vedere poco di mio ma le cose cambieranno - e ho solidarizzato verso quelli che hanno scelto questa strada anche perché talvolta sono stati capiti poco, e trattati con sufficienza.

mercoledì 28 maggio 2014

Segnalazione

Di Paolo Bacigalupi avevo parlato in occasione della mia recensione di The Windup Girl. L'autore italoamericano era stato premiato per questo libro, molto appassionante anche se avevo manifestato dei dubbi riguardo alla sua ambientazione. Ora leggo che è in arrivo un'altro suo romanzo (The Water Knife) dove si parlerà della scarsità di acqua e di come le città dovranno farci i conti. Dalla Bangkok minacciata dal mare passeremo quindi a centri abitati americani che muoiono di sete. La crisi ambientale rimane nel mirino di questo autore, in un modo o nell'altro. Ce la farò a leggere questo nuovo libro?

lunedì 26 maggio 2014

I Daimon di Pandora

Questo breve ebook è il primo di una collana della Delos Books (Delos Digital in questo caso) dal nome Urban Fantasy Heroes. L'autore è Emanuele Manco, che curerà anche il progetto. Il titolo è I Daimon di Pandora e non si tratta solo di un racconto ma dell'impostazione di tutta un'ambientazione che dovranno seguire gli altri narratori che parteciperanno alla collana.


Il racconto parte dalle disavventure di un certo Enzo, stressatissimo lavoratore di "help desk" informatico, che si ritrova un bel giorno una strana applicazione Jinn che parte per i fatti suoi da una chiavetta USB.

mercoledì 21 maggio 2014

Di ritorno da Istanbul

Ho trascorso alcuni giorni nella ex-capitale della Turchia. Per un appassionato di storia Istanbul ha una serie di attrattive irresistibili: vi hanno vissuto popoli antichissimi già prima che venisse scelta da Costantino per essere la capitale dell'Impero Romano. La varietà di civiltà che hanno lasciato testimonianze qui fa della città un caso forse unico, certamente assai notevole, sebbene il suo antico fascino sia, a detta di coloro che la vissero nel recente passato, sfumato sempre di più nel fracasso del mondo moderno e globalizzato (e pieno di conflitti, che influiscono ancora adesso sulla moderna Turchia). In pratica: c'è moltissimo da vedere, e sarebbe anche una meta a buon mercato se tutto non costasse il doppio che nel resto del paese... e se il turista non fosse oggetto di una serie estenuante di truffe e di fregature.


In verità la città è immensa e molto varia. Esiste una Istanbul moderna e occidentalizzata, con qualche punta di avanguardismo trasgressivo; esistono parecchi quartieri poveri e piuttosto squallidi, ma anche palazzi moderni di vetro e cemento. Resistono in scarso numero le vecchie case di legno soprattutto nel centro storico e nei quartieri antichi. E proprio l'area della vecchia Costantinopoli oggi è abitata dalla popolazione più tradizionalista (moschee dappertutto, donne con il pastrano nero o per lo meno i capelli coperti, ecc...).

lunedì 12 maggio 2014

Small World


Small World è un boardgame del 2009 pubblicato dalla Days of Wonder. È basato sul controllo del territorio, facile, di breve durata (in una serata si possono concludere diverse partite). Il disegnatore è Philippe Keyaerts, belga, non alla prima impresa. Poiché il gioco ha avuto successo ci sono innumerevoli espansioni (e una versione digitale) ma l'idea di base è semplice, semplice e geniale.

Abbiamo una mappa divisa a zone con vari tipi di territorio (montagne, mari o lago, foresta, e via dicendo), varie pedine appartenenti a diverse "razze" che devono contendersi questo mondo, e delle tessere di cartoncino di diversi tipi che si combinano per crearne le caratteristiche. Le razze sono descritte così con un nome e un aggettivo. Ad esempio, nella fotografia che ho scattato, si può vedere una di queste accoppiate (le due tessere che si congiungono una nella concavità dell'altra). Ogni razza ha una caratteristica base data dal nome (e descritta con dei simboli, nella tessera a destra) e una capacità aggiuntiva casuale, l'aggettivo, diversa a ogni partita (tessera più piccola, a sinistra). Con questo facile accorgimento il progettista del gioco ha creato una grande varietà di combinazioni, dando già al gioco base una buona longevità. Si può facilmente comprendere come questo sistema sia espandibile all'infinito pubblicando delle espansioni con nuove curiose combinazioni, nuove mappe e via dicendo.

Va da sé che in qualche caso la caratteristica base di una razza si accoppia particolarmente bene con il potere attribuito dall'aggettivo, talvolta la combinazione è meno forte. I giocatori possono vedere un certo numero di queste razze giocabili, disposte in ordine di apparizione. Si può "pagare" un bonus di punti vittoria per scegliere quella che piace di più; altrimenti si prende la prima disponibile. Quello che non si può fare è cambiare le combinazioni nome-aggettivo, che restano casuali.

C'è poco spazio per la fortuna (esiste il dado ma è poco rilevante). Ciascun giocatore cerca di espandersi e prendere più territorio possibile partendo da bordo mappa e attaccando le zone adiacenti, contendendosi questo mondo che, come dice il titolo, è troppo piccolo per tutti. Più zone si controllano e più punti di vittoria si prendono, molto semplicemente. A seconda dei vari bonus a qualcuno sarà più facile conquistare certi tipi di terreno, a qualcun altro toccherà un bonus aggiuntivo controllando i territori con certe caratteristiche, altri vinceranno più facilmente le battaglie, altri saranno più coriacei in difesa, e via dicendo.

Per conquistare un territorio c'è un numero fisso di pedine da collocare, a seconda delle difese e del tipo di terreno eccetera; pertanto una razza non raggiunge subito la propria massima espansione. Nei turni successivi si riprendono in mano le tessere (contrariamente al risiko, qui si possono eventualmente abbandonare dei territori) e si cerca di effettuare nuove conquiste e disporsi al meglio.

Va da sé che quando è il turno degli avversari prima o poi i nostri territori verranno attaccati così alcune delle nostre preziose truppe andranno perse e altre si ritireranno. Un giocatore può ad un certo punto decidere che è meglio rinvigorire le proprie forze con sangue fresco: la scelta è di saltare il turno e ripartire poi con una nuova razza. Quella vecchia rimane passiva, non muove più e non attacca, però fornisce ancora dei punti vittoria; notare che non si difende bene come prima (resta solo una truppa per ogni territorio). Quando il giocatore sceglie di fare un secondo cambio di razza giocante, la più vecchia scompare e così via (massimo due razze in gioco, una attiva e una passiva).

Il gioco dura un numero fisso di turni e questo garantisce partite brevi; il giocatore dovrà gestire al meglio le proprie forze, decidere quando è il caso di perdere un turno per immettere una nuova razza in gioco e massimizzare le possibilità di guadagnare punti vittoria, offerte dalle particolari caratteristiche delle forze che sta muovendo. Insolito, ma non impossibile, è giocarsi tutta una partita con una sola razza.

Una volta presa confidenza con questo gioco un veterano dei boardgames potrebbe sentire che, sebbene ci siano illimitate combinazioni per creare le razze, quello che c'è da fare sia fin troppo ovvio; le cose cambiano se si introducono nuove espansioni, ma a mio parere la semplicità di Small World ne può limitare alla lunga la rigiocabilità. Tuttavia questo boardgame ha diversi vantaggi che ne hanno determinato il successo: è semplice e accessibile ai giocatori occasionali, presenta diverse idee valide, e per chi ha bisogno di novità per superare la noia di conoscerlo troppo bene ci sono molte espansioni disponibili. Un altro lato positivo è che l'ambientazione è fantasy.







lunedì 5 maggio 2014

Dominion

Un libro scritto da un inglese su un'ipotetica pace tra la Gran Bretagna e la Germania di Hitler nel 1940, Dominion, ha suscitato qualche polemica e clamore (dal momento che nella sua ambientazione parla di leader in carne ed ossa di quel periodo) e vinto il Premio Sidewise per la Storia Alternativa nel 2012.
Essendomi acclimatato alla politica interna inglese del periodo con una precedente ponderosa lettura (il libro di Charmley su Churchill) ho affrontato quest'opera di Christopher John Samson scoprendola ricca di spunti di riflessione, sebbene non manchino aspetti che mi hanno convinto poco.

L'azione parte nel 1952, dodici anni dopo che Lord Halifax, politico conservatore, è stato scelto al posto di Churchill come capo del governo dopo che Neville Chamberlain(*) era stato costretto a dimettersi per come aveva trattato la politica estera (nei confronti di Hitler) prima del conflitto, e per la deprimente prestazione nei primi mesi di guerra.

domenica 4 maggio 2014

Recensione

Una nuova recensione per il mio ebook Nove Guerrieri, è presente da pochi giorni sul blog Quotidiano di Ventura.
C'è un po' di spoiler, come si dice; comunque è interessante (non del tutto favorevole), e ringrazio senz'altro l'autore di avermi dato fiducia e acquistato il libro. Chi la vuol leggere la trova qui.

giovedì 1 maggio 2014