giovedì 15 agosto 2013

Kick-Ass2

Lo sapevo che questo film sarebbe stato un'incredibile vaccata perché la buona idea (sebbene non del tutto originale) del predecessore ce la si può giocare una volta sola. Avrebbe potuto venir meglio, comunque.
Purtroppo Kick-Ass 2 è anche inutilmente complicato, con diverse scene in cui i protagonisti promettono che non faranno più i supereroi, e poi invece riprendono, formano delle squadre, si allenano ecc... e non mancano personaggi che appaiono per pochissime scene tanto per dar loro un ruolo a tutti i costi. Insomma Kick-Ass 2 non ha la freschezza del suo predecessore, ed è fin troppo lungo.



Sono su twitter!

Immagino che nessuno fosse lì a trattenere il fiato per questa notizia, comunque sono su Twitter e qualche volta lo uso addirittura!


lunedì 12 agosto 2013

Castle of Days

Acquistare questo libro non ha senso se non siete appassionati all'opera di Gene Wolfe e curiosi di sapere qualcosa di più su questo scrittore; ovviamente non ha senso se non conoscete l'inglese. Castle of Days è una raccolta di scritti molto eterogenei: racconti, lettere a editori o agenti, discorsi pronunciati alle conventions, articoli che spiegano la genesi della sua opera più famosa (Il Libro del Nuovo Sole, che divenne da trilogia pentalogia) spiegando qualcosa dell'incomprensibile lessico usato nella serie - a dire il vero molto meno incomprensibile per chi abbia studiato il greco antico - brevi saggi e generalmente divagazioni sul mestiere di scrivere. Gli scritti di questa raccolta sono generalmente degli anni '80.



lunedì 5 agosto 2013

Into the Wild

La storia di un giovane che dopo la laurea abbandona la famiglia (falsa, soffocante, violenta) e cerca una riscoperta della realtà e della felicità nel viaggio, nella natura e nella solitudine: tratto da un libro che s'ispira a una storia vera, Into the Wild è un film fortemente voluto da Sean Penn.
Il protagonista Christopher McCandless (interpretato da Emile Hirsch) è affascinato dalle teorie anarchiche e naturaliste di Thoreau, incontra nel suo viaggio hippie e vari personaggi di ogni tipo (c'è anche una parte per Kristen Stewart, chi lo avrebbe mai detto), e soprattutto fa perdere ai genitori le proprie tracce. Vuole sperimentare la solitudine e la vita semplice, s'impegna in lavori occasionali, discende un fiume in canoa, si isola in Alaska cercando di vivere di caccia e raccolta.


giovedì 1 agosto 2013

Il Ritorno delle Dodici Scimmie

Sembra che stiano per fare una serie televisiva tratta da uno dei film che amo maggiormente, l'Esercito delle Dodici Scimmie di Terry Gilliam. La notizia, che ho trovato qui (in inglese), riporta che la casa produttrice sarebbe la SyFy, ovvero un canale televisivo USA dedito alla fantascienza (in effetti SyFy è controllata da case produttrici più grosse). Tra le produzioni della SyFy c'è, per esempio, Battlestar Galactica reimmaginato, una serie che nonostante il finale decisamente moscio e raffazzonato, colloco tra il meglio che ho visto in questi anni per quanto riguarda la fantascienza, televisiva o cinematografica che fosse.



domenica 28 luglio 2013

Perché Facebook ce l'ha con Mondi Immaginari?

Post estivo, di quelli che non scriverei se non facesse caldo.
Su questo blog ho cercato di lasciare il più a lungo possibile l'opzione di inserire un commento anonimamente. La sentenza antiblog di febbraio contro la Rando mi ha convinto definitivamente a rinunciarvi. Prima di allora gli spammer ne hanno approfittato inserendo link ai prodotti o alle pagine web che volevano pubblicizzare. Motivo per cui la mia pagina è risultata "sospetta" su qualche motore di ricerca, ma la cosa adesso è rientrata. Quasi in tutti i casi.

Vorrei sapere come mai, quando annuncio un mio post su Facebook, devo inserire il "captcha," la parolina di verifica, per farmi accettare il post, con l'avvertimento che sto facendo un'operazione cattivella. Vorrei anche sapere come mai tutti quelli che cliccano il link sul mio messaggio vedono comparire una scritta che annuncia che il mio sito è pericoloso: hanno la possibilità di ignorare l'avviso e procedere, oppure di annullare l'indirizzamento al link e rinunciare a visitare questo blog.
Campo lo stesso, anche se questo mi toglie delle visite, vorrei però capire come ragionano quelli di feisbuc.

Ai primi tempi, quando ero costretto a inserire il "captcha," compariva una scritta, un link che potevo cliccare: pensi che questo avviso sia inappropriato? o qualcosa del genere. Ho ripetutamente approfittato di questa possibilità, specificando che di solito inserisco messaggi all'interno di gruppi, che solo poche decine di persone li vedranno. Faccio notare che non c'è alcuno spam su questo blog, non c'è nemmeno la pubblicità. Chiedo di verificare e di togliermi quel tormento.

Dopo un po' di tempo qualcuno ha visionato i miei messaggi, evidentemente, perché ho notato un piccolo cambiamento. Quel qualcuno ha preso una decisione: adesso quando sono costretto a inserire il "captcha" non ho nemmeno più la possibilità di protestare! Ma dico, sono andati veramente a vedere questa pagina e hanno deciso che è pericolosa? O semplicemente si sono stancati del fatto che protestassi e hanno deciso di togliermene la possibilità?

Due conclusioni: la prima è che sono odiose tutte queste grandi compagnie che non ti permettono mai di esprimere le tue ragioni e di parlare con una persona che ti dia retta, fermo restando che anche quando puoi farlo è facile che se ne freghinodelle tue ragioni.
La seconda è che Facebook dovrebbe pagare di più i suoi dipendenti italici, forse. Così com'è, sono evidentemente demotivati e prendono decisioni stupide.


venerdì 26 luglio 2013

Moon

Moon è un film di fantascienza di cui non sapevo niente fino a che non è stata fatta notare la somiglianza con Oblivion, il colossal con Tom Cruise. I due film hanno una tematica di base in comune, anche se sono molto differenti praticamente per tutti gli altri aspetti: Oblivion si nutre di grandi scenari, spazi immensi e vuoti, macchine complesse e stilisticamente impeccabili, mentre qui siamo in una base mineraria piuttosto claustrofobica, che ospita un solo uomo, Sam Bell (interpretato da Sam Rockwell, che mi sento di ricordare per una grande interpretazione in Confessioni di una Mente Pericolosa e per La Guida Galattica per gli Autostoppisti, oltre a un sacco di altra roba).


lunedì 22 luglio 2013

Che fine ha fatto Tanith Lee?

Scrittrice capace di creare magia con le parole, di suscitare a poco a poco grandi suggestioni, di infondere sempre (o quasi) una fortissima passione nelle sue storie, eppure poco tradotta in italiano e, a quanto ho letto facendo una perlustrazione in rete, ormai in declino anche nella sua Inghilterra.
Parlo di Tanith Lee. Conosco quello che ha scritto? Vergognosamente poco. Nel giugno del 2007, agli albori di questo blog avevo parlato de La Pietra di Sangue (titolo originale: Sabella), un libro che parla di una tormentata ragazza con un potere molto strano e un'identità da scoprire e comprendere.



martedì 16 luglio 2013

Storie di Copyright

Oggi, qualche storia interessante sul diritto d'autore e i rischi che comporta. Partiamo da Avatar, il visionario film di James Cameron. Visionario s'intenda solo per tecnologie usate ed uso degli effetti speciali, ovviamente. Le ispirazioni per questo film sono state tratte evidentemente da diversi lavori di fantascienza, creando un mondo coerente e originale e una storia semplicissima ma adatto alle necessità dei produttori; qualcuno però non l'ha vista così e ha fatto causa o si è lamentato.

Kelly Van ha affermato che la trama (capirai!) sarebbe stata copiata o pesantemente ispirata a un suo romanzo. Romanzo che però la scrittrice non ha pubblicato, a quanto pare. James Cameron avrebbe rubato le idee, ma come? Magari da un manoscritto inviato a qualche casa editrice nella speranza di una pubblicazione? C'è poca sostanza secondo me.

In maniera un po' più credibile un altro autore, Gerald Morawski, ha affermato che Cameron si sarebbe servito dei concetti presenti in un manoscritto che il regista avrebbe visionato, stavolta, sul serio (quindi già un passo avanti rispetto alla contestazione precedente).

giovedì 11 luglio 2013

Pacific Rim

Un film che ho aspettato con impazienza perché m'interessa molto il regista, Guillermo del Toro. In verità, senza volergli togliere nulla dei suoi meriti, qui Guillermo del Toro non ha messo la cupa inventiva e il senso di malvagio e di minaccia che ricordavo nel Labirinto del Fauno: Pacific Rim (prodotto dalla Warner Bros) è un film completamente diverso, un film dove la spettacolarità è la spina dorsale dell'intrattenimento, e l'intrattenimento è lo scopo di tutto quanto. La Warner Bros avrebbe avuto un risultato migliore con un altro regista? Non saprei. Come filmone in stile "americanata" Pacific Rim non è riuscito magari al 100% però a mio parere tanto meglio così.

La trama non è particolarmente complessa: un bel giorno si apre una faglia, una breccia, nel fondo dell'Oceano Pacifico (Pacific Rim, appunto) e ne sbucano fuori delle bestiacce schifose chiamate Kaiju. A contrastarle sono chiamati dei robottoni chiamati Jaeger. Anzi, non robottoni, chiamamoli mecha, che ormai hanno raggiunto la loro dignità. Gli Jaeger inizialmente hanno la meglio anche se i loro eroici piloti a volte sono vittime del conflitto (nel film sweguiamo le imprese di uno di loro, Raleigh Becket, interpretato da Charlie Hunnam).

lunedì 8 luglio 2013

L'impossibilità di comunicare con il betalettore

C'è chi si è sistemato a dovere con due o tre amici o conoscenti che leggono tutto quello che scrive, c'è chi ha orde di parenti schiavizzati pronti a ogni suo volere (ma saranno obiettivi?), io a parte alcuni momenti felici invece non sono mai riuscito a tenermi stretti i miei betalettori... perciò so che trovarne uno può essere difficile. Ma anche capirsi con lui.

Chi è questo personaggio? Il betalettore non è l'editor, quello che è in grado di indicarti dove devi mettere a posto la forma per farti capire meglio. E' un "semplice" lettore che sa dirti se la storia gira e lo appassiona, se non gli piace, dov'è che le cose non vanno o quale personaggio gli sembra funzionare bene. Insomma il betalettore non ha particolari qualità (o magari le ha, ma non le sta tirando fuori) come critico, è invece uno che dirà semplicemente la propria opinione. Che dovrebbe esserti utile. Dovrebbe.

Intanto il rapporto tra scrittore e betalettore è parecchio complesso. Lo scrittore vuole sapere la verità, ma non vuole essere offeso nell'amor proprio. Non sempre si trova questo equilibrio, per vari motivi, visto che ci sono diversi tipi di betalettori. Vediamone alcuni.

Il betalettore sadico. E' quello che ti dice che quello che hai scritto faceva proprio schifo e si dilunga in particolari, straziando e ridicolizzando proprio quella scena o quel personaggio che ti erano sembrati così significativi. Consciamente o inconsciamente, il betalettore sadico vuole farvi del male. E' meglio rinunciare ai suoi servizi, anche se talvolta potrebbe dirvi delle orrende verità che forse fareste meglio a sapere.

Il betalettore ammiratore. Capita ogni tanto. E' un personaggio a cui piace quello che scrivete (del resto se no perché sarebbe così desideroso di leggervi?). Può essere uno dei betalettori più stabili, con cui si può avere un proficuo scambio di idee su come sviluppare singoli elementi di quello che state scrivendo. Però potrebbe a volte mancare di obiettività.

Il parente betalettore. E' uno dei peggiori perché potrebbe per affetto familiare approvare tutto quello che fate, senza quindi dare un aiuto reale. O al contrario trasformarsi in betalettore sadico, se c'è qualche tensione irrisolta tra di voi.

Il betalettore sottile critico. Quello che non capisce i limiti del compito che gli avete affidato. Non volete riscrivere la storia secondo le sue idee, ma lui insisterà, dopo aver spiegato dettagliatamente i motivi per cui, ora come ora, non va bene. E deve sempre trovare qualcosa che proprio non va bene... Questo tipo di betalettore occasionalmente può anche essere utile, ma potrebbe diventarvi fastidiosissimo.

Il betalettore troppo educato. Magari non è nemmeno riuscito a superare la prima pagina o il primo capitolo. Magari ha letto tutto, ma facendo una fatica tremenda. In ogni caso non gli è proprio piaciuto quello che avete scritto, magari gli ha fatto addirittura ribrezzo. Però non ce la fa a dirvelo. Nicchia, dice che forse lui non è riuscito a entrare nella storia però adesso ci proverà, o dice che deve ancora finire di leggere, ma sono ormai passati tre mesi! Magari questo betalettore è solo uno i cui gusti sono troppo lontani dai tuoi, ma anche così la sua opinione potrebbe essere interessante se la esprimesse... però non lo fa. Cercherete di dirgli: guarda, non mi offendo mica, mi serve solo una breve spiegazione del perché non ti piace. Ma non otterrete nulla da lui!

Il betalettore fannullone. Questo invece dopo tre mesi non ti dirà niente perché, avendo preso alla leggera il compito di leggere qualcosa di tuo, si dimenticherà o si stancherà di farlo. Probabilmente qualsiasi cosa che potrà dire come valutazione non servirà a nulla. Meglio sollevarlo dall'incarico, soprattutto se non avrà il coraggio di sollevarsene lui stesso dopo aver fatto delle promesse.

In conclusione, consiglio per chi scrive: se trovate un buon betalettore, tenetevelo stretto.





giovedì 4 luglio 2013

La Maschera di Pazuzu

La Maschera di Pazuzu di Vito Introna viaggia tra l’horror, il fantastico e una storia italiana che per quanto futuribile si muove nel solco del malaffare e della crisi economica.
Il protagonista è Silio, un sindacalista sui cinquant'anni, ormai isolato in un'azienda dove un paio di sindacati "collusi" con la torbida gestione padronale hanno saputo catturare il consenso meglio delle sigle tradizionali.
Solo e accerchiato da diffidenza e ostilità, assiste al quotidiano competere per il potere di dirigenti corrotti e profittatori o di impiegate di facili costumi che costruiscono incredibili carriere sul meretricio. Attento a non dare pretesti per licenziarlo Silio usa il sarcasmo per difendersi ma talvolta ricambia a tono le contumelie di tanti che, a vario titolo, sono suoi nemici.
La sua vita personale non è molto migliore, in quanto è divorziato e stenta a mantenere il rapporto con due figli che lo disprezzano. Tra alimenti da pagare e mutuo è anche in pessime acque, economicamente parlando. L'unica amicizia che gli rimane è quella di un "compagno di merende" che lo trascina in avventure più o meno squallide con una varietà di donne, immancabilmente straniere in Italia per lavoro, che "ci stanno," tra bevute eccessive e mangiate pantagrueliche nelle varie trattorie.

lunedì 1 luglio 2013

Il Tempo della Guerra

Le avventure di Geralt di Rivia e della principessa Ciri continuano in questo secondo libro della serie iniziata con Il Sangue degli Elfi. Se il lettore poteva illudersi che il destino della ragazzina potesse essere tutelato dai potenti personaggi che vorrebbero tutelarla, si sbaglia. Ovviamente non va niente così liscio, ne Il Tempo della Guerra: sebbene l'eroico Geralt si sforzi di fare del suo meglio e riesca a sventare i piani dei sicari, ci sono molte altre minacce. Senza anticipare nulla di preciso posso solo dire che una nuova ondata di caos e distruzione renderà ancora più disperata la situazione dei "buoni" e anche fra i ranghi di coloro che dovevano essere nemici dei "cattivi" Nilfgaardiani dilaga l'incertezza e il tradimento.

Sapkowski, in verità, qui mi piace per come scrive assai più che per quello che scrive. Come avevo già avuto occasione di far notare, la trama di questa serie è piuttosto prevedibile, almeno nelle sue linee principali, e si nutre di elementi molto collaudati. In questo libro abbiamo alcuni colpi di scena, in effetti, ma non sempre è detto che la novità sia positiva. Geralt in questo libro praticamente ad un certo punto passa in secondo piano, le sue azioni non hanno effetto come se fosse un personaggio secondario e l'attenzione si sposta da lui, e non c'è lo stesso mordente.

giovedì 27 giugno 2013

World War Z

Nonostante la presenza di un nome di richiamo come Brad Pitt, questo World War Z è l'ennesimo film inutile sugli zombie. Beninteso, oggi come oggi è difficile ricucinare l'idea del film sui morti viventi in maniera interessante... qui però si è fatto di peggio, prendendo i diritti di un libro che aveva esplorato la tematica in maniera meno banale e debole del solito (libro omonimo del film, purtroppo non l'ho letto quindi devo fidarmi di opinioni raccolte in giro) e traendone una pellicola d'azione senza capo né coda.

La regia è di Marc Foster (Quantum of Solace). Il protagonista di grido è Brad Pitt nei panni di Gerry, un operativo delle Nazioni Unite, uno che è sempre stato là dove c'erano i guai più grossi. Da qualche tempo si è ritirato a vita più tranquilla con la moglie (interpretata da Mireille Enos) e le due figlie. Una bella mattina uno strano ingorgo blocca Gerry e famiglia in macchina. Una motocicletta della polizia passa e gli spacca lo specchietto, lui scende piuttosto innervosito per il fatto e si guarda intorno. C'è un totale blocco del traffico. Arriva un'altra moto della polizia (le moto sono gli unici veicoli che si possono muovere in quella situazione): il poliziotto invita Gerry a rimanere a bordo del veicolo, quando un grosso camion passa a tutta velocità e spazza via moto e poliziotto in un batter d'occhio. Insomma un film dove non ci si preoccupa nemmeno di essere coerenti con la scena che fanno vedere un secondo prima (l'ingorgo).