mercoledì 4 novembre 2020

The Republic of Thieves

 In italiano sta per uscire (dopo la metà di novembre) con il titolo La Repubblica dei Ladri, pubblicato da Mondadori. Io l'ho letto in inglese, titolo: The Republic of Thieves. Si tratta del terzo, attesissimo libro della serie iniziata con Gli Inganni di Locke Lamora. Era stata un grosso successo, le vicissitudini di questo trovatello, che entra giovanissimo in una confraternita di truffatori e borseggiatori, avevano toccato la fantasia dei lettori. Meno fortunato forse il seguito, I Pirati dell'Oceano Rosso (entrambi sono recensiti qui su Mondi Immaginari). Dalla pubblicazione di questo seguito, che è del 2007, all'uscita di The Republic of Thieves (2013) sono passati un po' di anni. Scott Lynch, l'autore, è stato malato, forse depresso, o magari si è pure dedicato ad altro. Anch'io di ritardo ne ho accumulato, perché ho letto il libro solo quest'anno.


Detto questo, devo dire che mi è piaciuto rivedere in azione Locke Lamora e il suo amico per la pelle Jean. Compare anche Sabetha, l'amore di Locke, personaggio di cui nei precedenti libri avevamo solo sentito parlare.

Per non rivelare troppo, dirò che The Republic of Thieves si svolge in due tempi differenti: abbiamo Locke ancora a Camorr, la città dove è cresciuto, e ripercorriamo i fatti e gli sviluppi della sua passione per la ragazza, mentre al tempo stesso riprende la trama del tempo principale della storia, chiamiamolo così. Per intenderci, quella che vedeva Locke avvelenato in maniera incurabile al termine del libro precedente.

Non si può negare che Scott Lynch ami le trame complicate, i colpi di scena drammatici, le motivazioni tortuose nei suoi personaggi. Locke si trova ad essere salvato (se state per urlare allo "spoiler a tradimento," vi risponderò: pensavate che non sarebbe sopravvissuto?) da una persona che non aveva interesse a farlo, apparentemente. Questo mistero però avrà una spiegazione nel finale. Cosa narra questa parte della trama? Assieme a Jean, deve organizzare una campagna elettorale nella città di Karthain, dove si scontrano due fazioni sostenute da due fazioni dei Bondsmages (non so come sono stati tradotti in italiano).

A ogni capitolo si interseca anche la "storia vecchia," in cui Locke e compagnia (Sabetha inclusa) devono andare in una città lontana dove si trovano coinvolti in una rappresentazione teatrale (il pezzo è La Repubblica dei Ladri del titolo...), tra costumi, prove, problemi organizzativi e tutto.

I temi principali del libro sono le schermaglie amorose tra Locke e Sabetha, il suo continuo inseguirla e poi perderla, e il rapporto con i maghi nominati prima. Potentissimi, pericolosissimi. E fonte, probabilmente, di enormi futuri guai per Locke, da quello che l'epilogo di questo libro ci mostra. Ma quella è materia per il quarto libro. Ci sono delle scene simpatiche, dei bei dialoghi, i personaggi di Scott Lynch prendono, senza dubbio; ma ci sono anche momenti di noia mortale, storie che si trascinano per troppo tempo, melensaggini. Le schermaglie amorose, miste a competizione feroce, tra Locke e Sabetha mi hanno alla fine stancato parecchio, e il personaggio di lei, entrato nella storia dopo tanta preparazione, alla fine non mi è sembrato così ben riuscito come i personaggi maschili della serie (qui certamente qualcuno non sarà d'accordo con me).

Questo libro è dedicato a completare il quadro del passato di Locke, a presentare il personaggio Sabetha (chissà se la rivedremo presto o se scomparirà per un altro po') e contiene un paio di colpi di scena e rivelazioni sconvolgenti che avranno, ovviamente, effetto sul successivo (The Thorn of Emberlain, uscito da poco in inglese, e non disponibile in formato ebook). Ma di per sé The Republic of Thieves è un po' stiracchiato e noioso. Leggendo un po' di recensioni in giro mi consolo, so di non essere il solo a pensarlo. Ma chi ci tiene a Locke Lamora non potrà fare a meno di continuare questa serie.


3 commenti:

  1. Ho letto il primo volume di questa serie: gradevole, ma non mi ha spinto a proseguire la lettura.

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  2. Ovviamente un libro può piacere o meno. Ricordo comunque che gli Inganni di Locke Lamora fu, per molti, la rivelazione di quesll'anno, e accese grandissime aspettative.
    Ad ogni modo se il primo libro non ti è parso così convincente, non hai perso molto, perché gli altri non sono allo stesso livello, secondo opinione comune (che io condivido).

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  3. Il libro è valido, ma non ci ho visto tutta quella rivelazione che hanno visto altri.

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