domenica 23 agosto 2020

Lovecraft, chi era costui

Alcuni blogger si sono coalizzati per scrivere dei post in occasione del 130° anniversario della nascita di H.P. Lovecraft. Non sapevo niente della lodevole iniziativa, e del resto non sono documentato sulla vita del grande scrittore, nonostante abbia letto in edizione integrale tutto quello che è rimasto della sua opera, da cose che scrisse da bambino a lavori da "ghost writer" ovvero scritti per altre persone.

Ne approfitto però per dire due cose su questo personaggio, oggi sotto attacco da parte di gruppi di falsi progressisti per via delle sue opinioni.



Partiamo proprio da quelle. Lovecraft potrebbe essere stato "aiutato" dalle sue ossessioni e dal suo isolamento giovanile a sviluppare quella sensibilità da cui sono nate le sue storie migliori. Ma il suo odio per tutto e tutti non lo vedo come un punto di vista pienamente logico, per quanto lui potrebbe avere speso fiumi di inchiostro per razionalizzarlo (lo ha fatto? sinceramente non lo so). Nel caso di Lovecraft è corretta, una volta tanto, una parola che nella maggior parte dei casi si usa a sproposito: Xenofobia, intesa come disturbo mentale che causa una paura irrazionale verso gli stranieri.

Considerando che, invecchiando e maturando, Lovecraft ha tentato di liberarsi almeno in parte di quelle vedute, e di sviluppare una maggiore apertura, forse la condanna dei tribunali dei "guerrieri per la giustizia sociale" dovrebbe essere condonata. Anziché veder bandito il suo nome dalle convention del fantastico, dovremmo celebrare Lovecraft come un martire che ha dovuto combattere per tutta la vita con seri problemi psicologici (che non si limitavano alla xenofobia) e che solo dopo la morte ha avuto il proprio talento riconosciuto.

Un'altra creatura che attende il ritorno degli Antichi Dei?

Secondo punto, molti hanno ironizzato su Lovecraft come "lo sfigato" per eccellenza, stretto fra la madre iperprotettiva e le zie soffocanti. Anche questo non è vero. Lovecraft non era il tipo del seduttore, questo è innegabile. Eppure ha attirato l'attenzione di una donna (Sonia Green, peraltro ebrea e di origine straniera) libera, indipendente e, almeno per un certo periodo, di discreto successo. Sono stati problemi soprattutto economici che hanno fatto fallire in breve tempo il matrimonio, in quanto le fortune di Sonia sono crollate proprio quando i due si erano trasferiti a New York.

Cosa posso dire di Lovecraft? che è stato un uomo sfortunato, morto precocemente, e le cui ali sono state tarpate da diverse difficoltà. Eppure con quelle ali ha volato molto in alto.





8 commenti:

  1. Il Maestro è stato il più grande di tutti, l'horror non esisterebbe come lo conosciamo oggi se non fosse stato per lui, neanche Poe gli si avvicina. Lovecraft aveva una visione "moderna" delle paure umane, nei suoi racconti non compare mai nemmeno una goccia di sangue, ma sono terrorizzanti come pochi. Bloch, Matheson ( solo per citarne due tra i più importanti) gli devono tutto.
    Fatta questa doverosa premessa, cercare di ripulire il passato alla luce delle credenze del presente è una grande sciocchezza. Occorre valutare sempre l'epoca in cui si è vissuti e il background personale. Che senso ha buttare giù le statue di Cristoforo Colombo? E' vissuto nel XV secolo, la schiavitù era la norma. Diamine, la servitù della gleba è stata abolita in Russia solo nel 1861! Lovecraft era stato cresciuto dai nonni, leggendo libri "antichi" e lo si nota dal lessico dei suoi scritti che riportano parole desuete, molto probabilmente aveva assorbito anche le idee conservatrici dei suoi anziani parenti. La Xenofobia di cui parli è stata la molla per alcuni dei suoi racconti più belli : L'Orrore di Dunwich per es. Inoltre c'è da dire che nella maturità ha cercato di allontanarsi dalla fede conservatrice abbracciando posizioni un po' più progressiste. In definitiva trovo ridicola se non addirittura paranoica questa tendenza ad abbattere i grandi personaggi del passato alla luce delle moderne convinzioni. Ho letto che il premio World Fantasy Award che aveva la sua effige, è stato modificato nel 2015 per le accuse di razzismo che gli sono state rivolte, ma ciò non toglie che Lovecraft rimarrà sempre il più grande scrittore di horror, il suo pantheon non ha eguali. Dopo di lui, solo epigoni.

    RispondiElimina

  2. @ Lucy: in effetti, leggere Lovecraft a volte è come entrare in una mente distorta. Le sue fobie e le sue ossessioni, oltre che più semplicemente le sue convinzioni materialiste, giocano nella creazione di una cosmogonia freddamente aliena e ostile che riesce a dare un brivido molto più profondo rispetto alle storie di fantasmi del passato (senza negare che ce ne sono ancora di discretamente efficaci, e di solito provengono dal Giappone).

    Ovviamente aborrisco la "cancel culture" e spero che a breve non se ne parli più, per quanto a volte possa far bene riflettere su cosa hanno combinato i personaggi storici (Colombo, che alla fine ha scoperto l'America su una convinzione sbagliata riguardo le dimensioni della Terra, non mi sta particolarmente simpatico, ed era piuttosto cattivello e avido anche nelle opinioni dei contemporanei, ma vabbè).

    RispondiElimina
  3. Da grande amante e umile "discepolo" di Lovecraft, complimenti per il post e anche al commento di Lucy. Ogni cosa va contestualizzata, e spesso, come accade con sempre maggior frequenza oggi, si cerca di provare a "risolvere" razzismo, omofobia, violenza contro le donne, con cretinate (esempio lampante, appunto, gli avvisi prima di film come Via col Vento) invece di affrontare seriamente il problema. Va così.

    RispondiElimina
  4. Quello che non mi piace è che molti non riescono a distinguere l'uomo dalle sue opere. Si possono non condividere le idee di un autore come uomo, ma non per questo si debbono svalutare le sue opere se sono valide.

    RispondiElimina

  5. Nel caso di altri, a dire il vero, io proprio non ci riesco... Una famosa scrittrice fantasy che raccontava di giustizia, femminismo e libertà mentre tollerava che si commettessero, e commetteva a sua volta, abusi in casa propria...
    Non metto il nome perché lo sanno tutti.
    Ma se la tua opera è predicare in un modo mentre razzoli in un altro... allora ci va di mezzo anche la tua opera.

    RispondiElimina
  6. E rispetto a Lovecraft, se è la scrittrice che penso, ha vissuto in un'epoca decisamente più recente...

    RispondiElimina

  7. Eh, certo, qualche decennio dopo.

    RispondiElimina

Per contrastare in qualche modo gli spammer, ho dovuto introdurre la moderazione dei commenti su post più vecchi di due settimane. Peccato: mi ci hanno proprio obbligato. Inoltre non si può postare anonimamente.