giovedì 29 agosto 2013

Elysium

Neill Blomkamp non è il mio regista preferito (come mai? colpa di District 9, leggi qui...), tuttavia ha fatto certamente un passo in avanti costruendo con questo Elysium un film che, interpretato e goduto come semplice e ingenuo spara-spara (ovvero film d'azione con molti botti, molti muscoli e poco altro) può far passare il tempo piacevolmente. Stavolta può contare su un madget maggiore che nella sua precedente fatica, ed ecco che il protagonista è niente meno che Matt Damon, che interpreta Max Da Costa, operaio in tuta blu con precedenti penali all'inizio del film. Nella parte dell'amoruccio platonico, ovvero l'infermiera Frey, abbiamo Alice Braga. Tra i cattivi troviamo la perfida Jessica Delacourt (Jodie Foster), William Fichtner nei panni di Carlyle, un  industriale crudele e gelido, Sharlto Copley nel ruolo di Kruger, solito mercenario pronto a tutto, sadico e pazzoide, e un sacco di burocrati che assomigliano ai funzionari che stanno a Bruxelles (del resto la Foster la fanno parlare in francese...). Tra i buoni c'è un gruppetto di hacker, imprenditori del furto (Spider ovvero Wagner Moura), gente spiantata varia che cerca di riportare Max sulla brutta via.



Il mondo, nel futuro, è malato e malvagio: la gente sta malissimo (siamo nel 2150 e qualcosa, in una Los Angeles ridotta a un enorme baraccato dove la maggior parte della gente parla spagnolo e fa fatica a unire il pranzo con la cena), e ovviamente ci sono dei privilegiati. Nulla di male perché è già così e presumibilmente andrà sempre peggio: qui addiritura i ricchi sono gente che vive su un'enorme mondo artificiale orbitante (Elysium, appunto), elimina brutalmente o scaccia chi cerca di immigrare clandestinamente, tratta come sottouomini i comuni terrestri quando vi ha a che fare.

Esiste anche una spietata, odiosa polizia fatta di automi (che al momento di fare sul serio vengono eliminati senza troppe storie, quando la trama lo richiede), e, sulla terra, esistono ospedali affollati con medici che non ce la fanno più... Invece in Elysium ci sono meravigliose macchine, presenti in ogni villone dei ricchissimi cittadini, che praticamente sono in grado di rigenerare in un minuto anche chi è più di là che di qua. Andare su Elysium è l'ingenuo sogno infantile di Max Da Costa, che sarà spinto dalle circostanze narrate nel film a cercare di recarvisi veramente.



Avremo una storia d'azione in cui Max/Matt Damon, sebbene bollito di radiazioni e distrutto dalle ferite, farà a botte con disinvoltura invidiabile e con l'aiuto di qualche valida attrezzatura meccanica. Se le esplosioni e i veicoli (e velivoli) che si distruggono sono il vostro debole, il film è consigliatissimo. E poi ci sono i cattivi che cattivi non si può, e prendono un sacco di botte.
Ora, niente in contrario se i film di fantascienza iniziano ad affrontare quelle tematiche sociali che ci si propongono ogni giorno con crescente urgenza, ma in questo film i concetti sono telefonati in una maniera ridicola, è un po' come vedere una vecchia propaganda comunista con i borghesi che portano le ghette e il cappello a cilindro, e ridono dei poveri che muoiono di fame.
Anzi non sembra nemmeno fantascienza, a parte gli orpelli cromati e i voli spaziali: se Elysium fosse una qualche Svizzera sulla Terra sarebbe lo stesso. Perciò lasciate da parte i significati e godetevi gli effetti speciali.

Anticipando qualche elemento di trama in più, posso tranquillamente affermare che questo film, oltre a contenere le solite sciocchezze prive di ogni verosimiglianza come ormai quasi tutte le pellicole d'azione, è zoppo anche nella tematica che si dovrebbe supporre come significato portante della storia. Infatti sebbene Elysium voglia essere una metafora del mondo attuale, puntata soprattutto sulla distribuzione ineguale delle cure mediche, non esiste una situazione realistica in cui i privilegiati si accaparrano una risorsa scarsa. Qui i ricchi privilegiati hanno cure mediche semplicemente incredibili pronte e disponibili, attivate con macchine automatiche: come una lavatrice nelle case di oggi. Insomma i ricchi non mettono in atto un'ingiusta distribuzione delle (scarse) risorse per egoismo, ma negano ai poveri una risorsa apparentemente abbondante semplicemente perché sono degli stronzi.
Infatti nel finale del film i buoni si impadroniscono dei codici che governano il funzionamento di Elysium (altra stupidaggine, la chiave di volta di tutto sta nei dati che Max ruba e si porta nella zucca) e distribuiscono le cure mediche a tutto il mondo. E nelle inquadrature della gente povera e sfruttata che finalmente può avere le cure mediche e corre verso le astronavi che vengono in aiuto, quasi tutti hanno la pelle nera. (I neri non sono frequenti fino a quel momento del film).
Ormai, caro Blomkamp, ho capito chi sei: uno che giocherella coi buoni sentimenti, le tematiche scomode e il politicamente corretto per avere una scorciatoia al successo personale.



6 commenti:

  1. Siamo sempre lì: ci si accontenta di mostrare i muscoli (gli effetti speciali) senza il contenuto (la storia). Cmq il ghetto di District 9 non mi era dispiaciuto.

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  2. In questo caso se non mostravano la storia era meglio (meno peggio).
    Su District 9 ho detto la mia, so che molti non concordano. C'è chi ha apprezzato anche Elysium, del resto.

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  3. La chiusura di questa recensione ha scatenato in me un'ovazione seguita da 90 minuti di applausi!

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  4. @ Cosa bozzuta: Grazie, Grazie :) ... Eh sì, mi sono ormai proprio incattivito con il Blomkamp.

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  5. Sì, concordo, a parte il fatto che District 9 a me piacque, e pure tanto.
    I ricchi stronzi, e scemi, perché fanno la figura dei fessi, dai, sono insopportabili. :D

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  6. ...E poiché al cinema si vota in biglietteria, questo è un regista che non voterò più.

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