lunedì 28 dicembre 2009

Le misteriose statistiche della rete

Un po' di informazioni sull'andamento di questo blog. In verità sono informazioni piuttosto superflue, visto che l'argomento trattato è abbastanza minoritario, le mie opinioni a volte sono un pochino tignose ma non abbastanza sensazionalistiche (ci sono dei posticini dedicati, per questo) insomma non c'è nessun motivo per cui questo blog faccia un successone, e infatti non lo fa (e non capisco allora perché gli spammer vengano lo stesso qui a fare pubblicità alle loro schifezze).

Novembre 2009 sembra essere il mese record come impressioni: 2.646. Batte, di non molto, il mese di marzo. In effetti la statistica è stabilmente su "duemila e qualcosa" con un comprensibile calo nei mesi estivi. Sono andato su Google analytics per capire qualcosa di più.
Le visite ricorrenti, ovvero effettuate da utenti che conoscono il blog e lo bazzicano abbastanza spesso, sono un po' più di un quinto del totale (e quattro località danno quasi la metà delle visite, ricorrenti e non: Milano, Roma, Torino e Napoli - mentre dall'estero non ne arriva quasi nessuna). I quattro quinti delle impressioni pare non siano visite ricorrenti (ovvero di gente che conosce il blog). Si tratta di persone che sono guidate a queste pagine dai motori di ricerca, e infatti hanno un bounce rate molto elevato. Cos'è il bounce rate? La percentuale di visite che durano pochi secondi prima che l'utente se ne vada per visitare una pagina di un altro sito. A dire il vero questo indicatore è molto elevato anche per le visite degli utenti ricorrenti. Può darsi che ci siano degli affezionati che visitano abbastanza spesso il blog ma se non trovano niente di nuovo se ne vanno subito? Chi lo sa.

Tutti questi dati comunque hanno un'importanza relativa perché grazie ai feed RSS (o come si dice, perdonate la mia ignoranza estrema in campo informatico) possono esserci un numero imprecisato di fedeli lettori che sfuggono alle statistiche. Correggetemi se sbaglio.

Una curiosità però ce la togliamo: qual è la pagina più frequentata? E' questa: Come scrivere un romanzo fantasy di successo.
Evidentemente il quesito viene posto di frequente ai motori di ricerca, e così piovono visite sulla mia pagina che, se ricorderete, è una collezione di cliché da me tradotta in italiano (l'originale è in inglese). Cliché da evitare, beninteso, ma forse non tutti quelli che l'hanno letta hanno capito.

Se troverò qualche altra interessante statistica la riporterò, ma per adesso basta così. In effetti le questioni che dovrei trattare sono altre. Dopo due anni e mezzo abbondanti, cosa ne penso dei libri che ho letto di recente, ad esempio. A parte il semiserio "Premio Immaginario," quali libri ho trovato davvero belli; come sta il fantasy italiano, e così via. Spero di occuparmene nei prossimi giorni, per adesso vi auguro un buon 2010.

domenica 20 dicembre 2009

Il Premio Immaginario 2009

Si avvicina la fine dell'anno e devo decidere se è possibile l'assegnazione del Premio Immaginario per il 2009. Come sapete, il Premio è riservato agli esordienti italiani che hanno pubblicato un fantasy per adulti in tempi recenti. Come si partecipa al premio? La partecipazione è spesso involontaria (anche se talvolta ho ricevuto inviti e qualche donazione di libri): infatti partecipano i libri che ho letto nell'anno in corso. L'assegnazione del premio è a mio insindacabile giudizio e, anche se produco delle ironiche opere d'arte (arte? scherzo...) per raffigurarlo, il premio è immaginario perché è del tutto immateriale. Il vincitore può in effetti immaginarsi qualsiasi cosa: ciò è molto conveniente per le mie finanze e assicura che il vincitore ottenga proprio ciò che vuole, anche se su un piano puramente immaginario. D'altra parte il blog si chiama Mondi Immaginari, giusto?

Abbiamo preparato come realizzazione del Premio Immaginario 2009 una testa di Goblin al tegame. A dire il vero si tratta di creatura non perfettamente identificata, e le diverse ferite inflitte con l'ascia non ci permettono un esame preciso. D'altra parte il popolo fatato in Padania è praticamente in via di estinzione ed è già stato difficile acchiapparne un esemplare quando abbiamo deciso di rinnovare questa tradizione gastronomica degli antichi Celti.


Cosa ho letto di italiano quest'anno?
Un Tiro Perfetto di Seymour Seamoore. Da notare che Seymour Seamoore è uno pseudonimo. Ma sorvoliamo su questi dettagli. Il libro ha parecchie buone idee, però è carente nella chiarezza e nella forma, e non sviluppa abbastanza le sue tematiche. Lo ritengo bisognoso di una vigorosa revisione.

Le Sette Gemme di Andrea d'Angelo, a prima vista primo libro di una saga fantasy "tradizionale" ma in effetti non privo di qualche sorpresa e con qualche tematica interessante, lo escludo per il semplice fatto che d'Angelo, da un sacco di tempo ormai, non è un esordiente.

Il Sentiero Oltre le Sfere di Alessandro Nardin è un libro strano, imperniato sulla necessità della ricerca, sulla brama di aver risposte ai propri interrogativi, e su un incastro di misteri da indagare. Un po' lezioso a tratti, ma una bella storia con dei bei personaggi. Ambientato nella Repubblica di Venezia, nel '500, è propriamente un romanzo fantastico, il che non gli impedisce di concorrere al Premio.

Wunderkind di G.L. d'Andrea è un libro horror-fantasy con qualche debolezza di trama e formale, ma un'indubbia capacità di creare l'atmosfera giusta. L'elemento fantastico vi è abbastanza forte per considerarlo ammissibile al Premio, e l'autore è un esordiente, per quanto il suo sia stato un esordio di lusso: direttamente con Mondadori.

Il Cavaliere Inesistente di Italo Calvino non può ovviamente concorrere per il premio immaginario. Non può nemmeno Pan di Francesco Dimitri, perché l'autore ha già pubblicato diversi libri. Tra parentesi: Pan avrebbe vinto a mani basse.

Abbiamo poi Zeferina di Riccardo Coltri: ho letto la seconda versione, quella curata da Asengard, versione che sarebbe piuttosto differente dal primissimo esordio con altro editore. Pur sempre di esordio recente si tratta, anche se devo dire che sono stato un po' deluso dalla lettura, dopo tanto averne sentito parlare bene.

Werewolf di Francesca Angelinelli non può partecipare perché l'autrice, già vincitrice della prima edizione del Premio, non è più esordiente (e questo ovviamente non è stato il suo libro d'esordio).

Quanto a Caverne di Stefano Bianchi, si tratta di un esordio ben congegnato sia pur con qualche ingenuità. L'ambientazione è fantastica (pur partendo da una Francia molto reale e moderna), e prende personaggi da diverse epoche, perciò posso giudicarlo compatibile con i criteri del Premio Immaginario.

Mi trovo un po' in difficoltà. Ho letto abbastanza nel 2009, ma diversi di questi libri non possono concorrere per un motivo o per l'altro. Fra i restanti non trovo purtroppo un vincitore evidente che spicca su tutti, perciò ho qualche dubbio nello sciogliere il dilemma. Un Tiro Perfetto andrebbe a mio parere completamente riscritto anche se ha degli spunti intelligenti. Non posso che escluderlo; e nonostante il gran lavoro di ricerca e qualche spunto che valeva la pena, non mi è piaciuto molto Zeferina. Wunderkind ha polarizzato le attenzioni nei commenti che ho visto in giro: qualcuno lo adora, altri ne dicono tutto il male possibile. Io lo giudico un libro leggibile e godibile, ma senza le qualità per spiccare particolarmente. Restano Caverne e Il Sentiero oltre le Sfere: preferisco lo stile (sia pur meno ricercato e colto) del primo, ma il più maturo e profondo è senz'altro il secondo, e mi ha lasciato qualcosa di più. Il vincitore, sia pur di misura, è Il Sentiero oltre le Sfere di Alessandro Nardin.
Congratulazioni.

Potete trovare qui un video di presentazione al libro di Alessandro Nardin.

martedì 15 dicembre 2009

Off Topic, filtri navigazione

Purtroppo non sono abbastanza "tecnologico" per capire esattamente i contenuti della proposta Maroni sulla navigazione Web, anche se in effetti quello che si può vedere in rete non è comunque molto chiaro: ad esempio gli articoli di Corriere e Repubblica.
Le misure invocate per agire contro chi commette apologia di reato e istigazione a delinquere in rete, sinceramente, mi sembrano un po' inutili. Nel senso che certi crimini sono già giudicati tali e sono già punibili, si tratta solo di reagire un po' più alla svelta ma sicuramente le possibilità giuridiche ci sono già. Visto che la Polizia Postale ha già fatto interventi senza grossi problemi contro il peer to peer e i siti pedofili, non capisco bene questa invocazione di maggiori poteri.

Quanto agli interventi contro le manifestazioni, intendo dire quelle in cui la gente scende in piazza fisicamente, anche qui ci sarebbe da chiarire, la polizia (da che mondo è mondo) carica serenamente di mazzate i manifestanti, non capisco proprio di quali ulteriori poteri abbia bisogno.

I cosiddetti filtri che sbucano fuori nel discorso di Maroni mi paiono invece molto più preoccupanti. Si intende rendere più difficoltosa la navigazione verso certi siti con contenuti "pericolosi". Insomma si tratta di rendere parti del web invisibili per evitare i contenuti violenti, secondo decisioni che non capisco bene chi dovrebbe prendere, e con strumenti normalmente in uso presso nazioni come l'Iran o la Cina "popolare".
Spero proprio che questa pericolosa stupidaggine rimanga senza seguito. Mi pare assolutamente un'idea fuori dal mondo, un tentativo di capitalizzare l'attacco contro il nostro amato Presidente del Consiglio (a posteriori comincio a pensare che gli è stato fatto un bel regalo) mettendo un'ipoteca sulla libertà dell'unico mezzo che nessuno per adesso può controllare o comprare. Che questa libertà sia usata anche male, come dimostrano certi usi delle pagine Facebook (usi impropri che vengono da tutte le parti politiche), non crea alcuna necessità di legislazione speciale. Se ogni tanto chi scrive fesserie venisse pescato, sarebbe già un monito sufficiente.
Speriamo che il ministro Maroni ci dorma sopra.

Dateci altri Vichinghi!

Notizie interessanti. Mel Gibson dirigerà, a quanto pare, Leonardo di Caprio in un film di ambientazione storica incentrato sulla cultura dei Vichinghi. Bella notizia, dal momento che il genere mi attira assai: tra i miei film preferiti c'è infatti Il Tredicesimo Guerriero, con tutte le imperfezioni che gli si possano addebitare, e anche i vari Beowulf che si son visti in questi ultimi anni li ho trovati interessanti. Non mi dispiace Di Caprio, per quanto come eroi vichinghi (con elmo cornuto in testa e tutto quanto) avrei potuto immaginare al suo posto ben altri attori hollywoodiani, alcuni ahimé ormai troppo anziani per la parte. Mi preoccupa un po' lo stile di Gibson regista, preferisco ricordarmelo come grande attore a suo tempo in Braveheart. Ci promettono meraviglie, vediamo un po' cosa succederà.
Solo un pensierino...
Un film fantasy in atmosfera nordica sarebbe chiedere troppo? Senza fare un altro Signore degli Anelli, però...

domenica 6 dicembre 2009

Nello spazio profondo nessuno può sentirti gridare

Mi sono rivisto il vecchio mitico Alien, in versione DVD con tanto di riproposizione delle scene cancellate. Uno dei capolavori di Ridley Scott, aiutato dalle realizzazioni dell'artista svizzero Hans Giger, ha influenzato (e di parecchio) l'immaginario e il cinema, e la sua importanza non può ancora dirsi sbiadita per quanto si tratti ormai di un film piuttosto vecchio: è uscito nel 1979.

Non sto a riassumere la trama (immagino che la conoscano tutti). L'importanza di questo film sta, in buona parte, nell'aver creato una figura archetipale, un avversario ostile e terrorizzante, quasi impossibile da combattere e mostruoso nel suo utilizzare le vittime come strumento per la propria riproduzione. Il fatto che i personaggi del film fossero, per quanto traslati nel futuro, dei normali lavoratori alle prese con un incarico di routine (paragonabili all'equipaggio di una nave da carico) permette una maggiore immedesimazione da parte del pubblico.
Da Alien nasce anche la figura della "donna con le palle" che ha più coraggio degli uomini, usa le armi meglio, è più intelligente, eccetera. Sigourney Weaver riesce bene nel ruolo, a mio parere senza strafare come poi s'è visto nei decenni a seguire.

Il film in molti aspetti tradisce la sua età anche se in maniera non spiacevole (in genere). Certe lunghe sequenze di navigazione (conti alla rovescia per le operazioni, ecc...) ricordano un po' i primi tempi dell'esplorazione spaziale e anche, ovviamente, il film 2001 Odissea nello spazio. Si aggiungono ad altre sequenze (il risveglio dalla fase di ibernazione, per esempio) per creare dei tempi lunghi che aumentano la tensione. Gli effetti speciali sono generalmente accettabili anche se non sempre all'altezza di quello che si potrebbe fare oggi. Ai tempi in cui Alien è stato prodotto la tecnologia digitale non aveva soppiantato gli effetti creati a mano e c'è ancora il lavoro dell'italiano Carlo Rambaldi dietro molte meraviglie dei film di quest'epoca. La complicata bocca dell'alieno è opera sua.
Una parte del fascino di questa creatura è la (voluta) scarsa visibilità nel film. Addirittura direi che il DVD, con la sua migliore qualità, rovina un po' l'effetto che ebbi con la mia prima visione televisiva di tanti anni fa: proprio perché l'alieno diventa troppo visibile.
La scena in cui Ripley riesce a farlo fuoriuscire dallo shuttle in cui si è rifugiata dopo la distruzione della nave è a mio parere una delle peggio riuscite, perché fa vedere un brutto pupazzone di gomma, irrimediabilmente antropomorfo, rimbalzare contro le pareti dello shuttle cui è ancora legato. La creatura aliena veniva mossa da un attore particolarmente magro e alto proprio per non far pensare a una tuta con un manovratore umano all'interno: doveva essere qualcosa di scarsamente discernibile, in modo che il pubblico potesse proiettarvi le proprie paure.

Tradisce un po' l'epoca, ma è efficace, anche la presenza nel film di due tecnici della manutenzione che all'inizio della storia continuano a protestare per questioni di paga e lavoro. Oggi questo "proletariato dello spazio" probabilmente sarebbe sostituito da robot. O dai lavoratori del terzo millennio, che subiscono e non protestano. Abbastanza "anni settanta" anche la barba del comandante Dallas, e gli schermi dei computer dalla grafica terribilmente antiquata, il computer di bordo cui si accede da una stanza con tante lucine che si accendono e spengono di continuo, e cui vengono fatte domande stupide (questo tradisce anche il fatto che il pubblico non ne capisse niente, e forse neanche la produzione...). La scena in cui Dallas e altri sono rinchiusi in bozzoli, pronti per la metamorfosi dell'alieno, non è particolarmente ben riuscita ed è stata cancellata. Non sarebbe stata coerente con la presenza (nel successivo film della serie) di una "regina" che depone le uova.

Ma sono aspetti secondari. Alien, anche se per alcuni aspetti visivi sta invecchiando, rimane una pietra miliare sia per l'horror che per la fantascienza. I seguiti non sono allo stesso livello (il secondo della serie, Aliens scontro finale, è comunque un film d'azione molto bello) ma ci vorrà, credo, molta fatica e molta fantasia per produrre un mostro più spaventoso di Alien.

mercoledì 2 dicembre 2009

E due

Due cosa? Due i concorsi in cui riesco a piazzarmi ma non a vincere. In realtà ce n'è stato anche uno in cui non ho ottenuto alcun risultato. Sto parlando del mio cavallo da corsa preferito, dal titolo provvisorio Magia e Sangue, titolo che è già stato classificato e certificato come orripilante dal titolare di una casa editrice.
Il primo concorso dove sono arrivato finalista è stato quello della Delos, il secondo quello della Montag di cui sono stati da poco comunicati i vincitori. Al primo posto si piazza Francesca Angelinelli, a cui rivolgo le mie rosicanti :) congratulazioni.