domenica 11 ottobre 2009

Watchmen

Sempre un po' sospettoso verso i supereroi yankee, mi sono alla fine deciso a vedere questo film. Watchmen è tratto da un celeberrimo fumetto e il dibattito spesso gira intorno al dubbio se il regista (Zack Snyder) abbia seguito con sufficiente rispetto e fedeltà l'opera di Alan Moore e Dave Gibbons. Non ho letto il fumetto perciò posso risparmiarmi l'assillo di valutare questo aspetto; mi limito a dire che il film, visto senza pietre di paragoni precedenti, è davvero bello: come il famoso Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan ha il pregio di essere un film fantastico ma strettamente compenetrato con la realtà, in questo caso una realtà alternativa. Un po' di sforzo in più per crederci, ma molto meglio di quegli scenari vuoti in cui si muovevano i primi eroi in calzamaglia. Comunque la presentazione dell'ambientazione è davvero convincente e credibile. Watchmen ha dalla sua inoltre molte scene accattivanti per scenari e colori, e un'atmosfera cupamente meditativa in una storia che abbraccia diversi decenni, in cui gli eroi in maschera si rivelano fragili e vulnerabili: soffrono e muoiono, vengono sostituiti da altri eroi più giovani, e infine sono costretti all'inattività dal governo.


Il Dr Manhattan, nella sua serenità filosofica, distribuisce democraticamente la morte ai Vietcong

Sviluppata razionalmente la premessa di una realtà diversa: l'intervento di un eroe "onnipotente," il Dottor Manhattan, vince la guerra del Vietnam per gli USA e mette nell'angolo l'URSS, ma lo scontro nucleare diventa sempre più probabile con la prospettiva di un cataclisma fatale all'umanità.

Da qui le azioni dei nostri eroi, intenzionati in modi diversi a intervenire, spinti dall'uccisione (all'inizio del film) di uno di loro. Quello che trovo accattivante in Watchmen è l'uso di una trama piuttosto complessa e intelligente, la coralità dell'azione tra diversi personaggi gestita senza generare confusione, l'ambiguità morale di tutte le decisioni non importa quanto ben intenzionate (tema fondamentale del film, che raggiunge l'apice nel finale), certi momenti di opprimente, cupa tristezza e malinconia, l'atmosfera da giorno del giudizio.
C'è magari anche qualche magagna ma sopportabile. Ricco e avvincente, Watchmen ha tutta la potenza del meglio riuscito cinema americano. Devo dire di averlo trovato anche più bello di quanto mi aspettassi e forse superiore all'ultimo Batman, se vogliamo fare un confronto all'interno di questo genere. Ma lo consiglio anche a chi, di solito, dei supereroi non ne vuol proprio sapere.

2 commenti:

  1. io ho letto il libro e ignoro del tutto il film, ma magari nel medio periodo riuscirò ad aggiornarmi.
    nel frattmpo, grazie.

    RispondiElimina
  2. Il libro (come lo chiamiamo? fumetto? graphic novel?) deve avere un sacco di storie collaterali che nel film sono solo accennate. Era evidente da certi rimandi che si faceva la citazione per accontentare il lettore dell'opera originale. Probabilmente il regista ha fatto bene il suo mestiere, concentrandosi sulla trama centrale e più importante. Esistono però delle versioni lunghe, molto più lunghe... Gli appassionati verranno ben spremuti con i vari director's cut.

    RispondiElimina

Per contrastare in qualche modo gli spammer, ho dovuto introdurre la moderazione dei commenti su post più vecchi di due settimane. Peccato: mi ci hanno proprio obbligato. Inoltre non si può postare anonimamente.